Miguel Lorente è l’autore di “42 giorni” (Editrice Nord, 2009). Il professore di Medicina Legale presso l’università di Granada, considerato uno dei massimi esperti nelle analisi del sangue e del DNA compie un’interessante indagine sulla morte di Cristo compiendo un’analisi forense dall’ultima cena alla crocifissione di Gesù. Le fonti documentali della passione di Gesù ci arrivano grazie ai quattro Vangeli scritti dopo circa 50 anni dall’avvenimento.
I Vangeli raccontano che finita la cena Gesù propose ai suoi discepoli di recarsi presso l’orto dei Getsemani e raccogliendosi in preghiera ebbe dei momenti di profonda angoscia per quanto sarebbe a breve accaduto.
Tale era la sua ansia che Gesù iniziò a “sudare sangue” ovvero ebbe una c.d. ematridosi. L’autore spiega che quando si ha una grave crisi di sofferenza dovuta ad una morte imminente è possibile attivare il sistema nervoso simpatico e l’intensità può essere tale da far esplodere i capillari vicini le ghiandole sudoripare creando tante piccole emorragie. Dopo essere stato portato inutilmente davanti a Ponzio Pilato a Gesù venne inflitta la doppia pena della flagellazione e crocifissione.
Gesù venne quindi spogliato e legato ad una colonna in modo che non gli fosse possibile ripararsi dai colpi. Il flagello, flagrum taxillatum, era una frusta con un manico rigido di legno da cui partivano due o tre strisce di cuoio con una una o due pallini di piombo legate agli estremi.
Gesù fu frustato ripetutamente e paragonando l’immagine della la Sacra Sindone di Torino si identificano circa 100 ferite corrispondenti alle frustate delle strisce di cuoio. Questo dettaglio studiato dall’autore permette di dichiarare compatibili le ferite con lo strumento utilizzato e con la terribile modalità di pena cui Gesù venne condannato. La flagellazione si concluse in un lago di sangue ed i soldati che lo deridevano, gli misero addosso un mantello, in mano un bastone come a rappresentarne uno scettro ed in testa una corona di spine.
Sempre analizzando la Sacra Sindone si nota che parte della barba fu letteralmente strappata ed una lesione nella zona infraorbitale destra del viso dimostra i colpi subiti da un bastone per fissare la corona di spine sulla testa. L’immagine che ha la Sacra Sindone per certo ha impresso il sangue di un uomo che è stato torturato e crocifisso come viene descritto. Le macchie di sangue corrispondono alle lesioni subite durante la Passione e con quelle causate al momento della crocifissione tramite l’inchiodamento, nonché col colpo di lancia inferto sul lato destro del costato a conferma del decesso.
Terminata l’orrenda tortura dei soldati Gesù fu crocifisso.
Il legno probabilmente doveva essere di pino, lungo circa 90 cm -120 cm e pesare 50 chili. Gesù era talmente dolorante che non riusciva a camminare, sempre da un’attenta analisi della Sacra Sindone risultano evidenti le ferite ai piedi e le escoriazioni alle ginocchia, inoltre la cartilagine del naso appare deviata quindi dovuta ad una caduta di faccia con peso alle spalle. Miguel Morente cita i ricercatori statunitensi Kenneth H. Stevenson e Gary R. Habermas i quali realizzando un interessante calcolo statistico hanno determinato che l’immagine della Sacra Sindone è 83 milioni di volte più probabile che sia proprio il lenzuolo avvolto attorno al corpo di Gesù rispetto al contrario.
Il libro è davvero originale e scientificamente analizza un momento storico con superba attenzione e rispetto per un evento tanto importante.
Miguel Lorente è professore di Medicina Legale presso l’università di Granada. Considerato uno dei massimi esperti nelle analisi del sangue e del DNA applicate a casi rimasti irrisolti, è consulente dell’FBI e membro di commissioni di studio istituite dal parlamento spagnolo.
Voto: 8
Autore: Miguel Lorente
Titolo: 42 giorni
Editore: Nord
Anno di pubblicazione: 2009
Prezzo: 9,90 euro
Pagine: 276
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