Ungaretti, 40 anni di cultura. Intervista a Walter Mauro

Alessandra Stoppini

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ungarettiIn occasione del quarantennale della prima pubblicazione del volume della collana I Meridiani, dedicata al grande poeta Giuseppe Ungaretti esce in libreria “Ungaretti. Vita d’un uomo. Tutte le poesie” (Mondadori, 2009).L’edizione, curata dal filologo Carlo Ossola, anche se resta impostata come la volle predisporre l’autore nello storico primo Meridiano è completamente rinnovata, arricchita nel suo interno e contiene poesie e testi inediti.

I curatori, consultando l’archivio del poeta composto da epistolari, saggi, interviste, prose edite ed inedite, danno voce ad Ungaretti morto nel 1970 un anno dopo la ristampa del Meridiano che riscosse un immediato successo. Ciascuna raccolta di poesie inoltre contiene una introduzione e ogni poesia è commentata. I Meridiani, collana editoriale fondata nel 1969 da Arnoldo Mondadori con il motto I meridiani valgono più di un libro“, nacquero con l’intento di offrire al lettore una collana di libri prestigiosa e raffinata ad imitazione della Bibliothéque de la Pléiade francese, che raccogliesse le opere dei maggiori scrittori e poeti italiani e stranieri.

I direttori dei Meridiani furono lo scrittore e critico letterario Giansiro Ferrata primo direttore della collana, il poeta Vittorio Sereni, Sergio Polillo, Luciano De Maria per arrivare alla attuale direttrice Renata Colorni.

Abbiamo rivolto  al  critico letterario Walter Mauro, allievo di Ungaretti e laureatosi in Letteratura Italiana con il poeta, alcune parole di commento su questa nuova edizione di tutta l’opera ungarettiana.


Professor Mauro, cosa ne pensa della recente pubblicazione del Meridiano dedicato a Giuseppe Ungaretti?

“La ritengo un’ottima iniziativa perché il poeta occupa un posto particolare nella poesia e letteratura italiana, è stato il primo grande innovatore della poesia italiana, con tutto il rispetto per Montale e Quasimodo, Ungaretti sicuramente è da considerarsi dal punto di vista del linguaggio, della linea poetica, della spezzatura del verso, del resto ciò è storicamente documentato, il vero grande rivoluzionario della poesia italiana del Novecento, senza esibire alcuno schema. Ritengo prima Pascoli e poi Ungaretti i due grandi rivoluzionari della poesia moderna.”


Professore, ci traccia una breve biografia del poeta, utile per la comprensione delle sue poesie?

“Giuseppe Ungaretti era nato nel 1888 ad Alessandria d’Egitto da genitori lucchesi in una casa al limite del deserto, dove la sola visione era data dai cammellieri che attraversavano il deserto africano, e tutto ciò influenzò la sua poesia. Fondamentale fu il periodo trascorso in Francia, a Parigi, l’amicizia con Apollinaire, la crudele esperienza della Prima guerra Mondiale … si sta/come d’autunno/sugli alberi/le foglie, il viaggio in Brasile, dove morì il figlio e gli ultimi anni dominati dal dolore e il riavvicinarsi alla fede cattolica. Ungaretti detestava il termine ermetismo, perché limitava la sua ricerca poetica, si considerava un grande innovatore.”


Si ricorda la prima pubblicazione del Meridiano, che Ungaretti curò personalmente?

“Si  ricordo benissimo, Ungaretti venne presso la sede romana della Mondadori in Via Sicilia. Facemmo un lungo discorso, ricordammo gli anni universitari, le lezioni leopardiane perché il punto di riferimento di Ungaretti è stato sempre la poesia del Leopardi. La grande interpretazione critica del Novecento di Leopardi si deve ad Ungaretti. Quella sera da Mondadori il poeta era molto felice, fu una serata indimenticabile che è restata indelebile nella mia memoria, come un punto fermo, per chi come me aveva seguito le sue lezioni. Mi ero laureato con lui discutendo una tesi su Leopardi. Fu un’emozione particolare. Fu una delle ultime volte che lo vidi e in cui potemmo parlare delle cose che amavamo. L’ho sempre considerato come un secondo padre. Ricordo tra l’altro, e ne parlo nel mio libro Vita di Ungaretti, negli anni ’50/’60 i ritorni a casa dall’Università sulla circolare rossa, dove continuavamo a parlare di letteratura e le conversazioni proseguivano nel pomeriggio, arrivava Vinicius de Moraes, perché il poeta amava molto la poesia e la musica brasiliana. Quindi plaudo alla riedizione del Meridiano iniziativa positiva e benemerita perché oggi di letteratura e di poesia si parla poco.”

Walter Mauro è nato a Roma nel 1925. Si è laureato presso l’Università di Roma con Giuseppe Ungaretti con una tesi su Giacomo Leopardi e la luna. Giornalista e critico letterario, collabora a riviste culturali, a quotidiani ed è Soprintendente ai Conti della Società Dante Alighieri. Oltre ad una biografia su Leopardi, ha scritto diverse monografie critiche di autori italiani e stranieri tra i quali Leonardo Sciascia, Corrado Alvaro, Beppe Fenoglio, Dante Alighieri, Jean-Paul Sartre.  In collaborazione con Elena Clementelli ha pubblicato tre antologie dedicate al Blues, agli Spirituals e ai canti dedicati ai  lavoratori neri d’America Storia dei neri d’America (Newton e Compton 1948). Vita di Ungaretti (Anemone Purpurea 2006). Il suo ultimo libro pubblicato è Miles e Juliette (Giulio Perrone Editore 2008).

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Alessandra Stoppini

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