Nel suo primo libro “Più dritti che rovesci” (Rizzoli, 2009), Adriano Panatta racconta gli anni della sua straordinaria carriera, gli aneddoti curiosi legati al suo sport e le storie familiari. Il testo, con l’ausilio del giornalista Daniele Azzolini, è stato presentato ieri, venerdì 11 settembre, presso La Feltrinelli di Galleria Colonna a Roma. Al dibattito hanno partecipato Enrico Gasbarra e Paolo Villaggio.
L”ascienzietto” del circolo Parioli. E’ la marca da bollo messa sul capo di Adriano Panatta che nella facoltosa zona romana ha cominciato a muoversi i suoi primi passi da tennista. Le parole di Enrico Gasbarra sono un lieto inizio per la presentazione del libro del tennista romano, definito “persona intelligente e uno straordinario amministratore” (riferendosi al suo ruolo di Assessore allo sport per la Provincia di Roma). Un Panatta che ha calcato palcoscenici importanti, partendo e facendo sempre ritorno nella capitale, “dovrebbe scrivere almeno un altro libro anche perchè ne sarebbe in grado, sulle trasformazioni di questa città“.
Il Panatta giocatore. “Sono qui perchè ho scoperto Panatta ai tempi d’oro“. Con una punta di nostalgia per i tempi andati, velata dalla consueta ironia, è Paolo Villaggio ad offrire al numeroso pubblico in sala la figura del tennista romano ai tempi delle sue grandi vittorie. “La cosa che mi ha più colpito di Adriano- continua l’attore genovese - è una particolare intelligenza e un amore incredibile per il buon tennis”.
Un tennis che non c’è più. E’ sempre Villaggio a stoccare “l’accusa” contro un sport attuale fatto solo, o quasi, di forza e non di spettacolo. Un punto di vista che Panatta condivide, imputandolo alla grande velocità che ha assunto negli anno questo gioco e di conseguenza all’impossibilità di ragionare nel momento del tiro. Soltanto Federer, sottolinea Panatta, offre spettacolo e ricorda i tennisti di una volta “ma lui è un fuoriclasse“.
Aneddoti curiosi. Il libro edito dalla Rizzoli è arricchito con racconti simpatici sulla carriera di Adriano Panatta. Il più significativo, e anche il più divertimento (vista la risposta del pubblico alla presentazione), è “la rissa” di Barcellona quando l’Italia batte la Spagna e nella sua partita ininfluente il tennista dei parioli viene insultato per tutta la gara che finisce in una vera e propria bolgia, breve ma intensa. Con un cazzotto finale inflitto ad un connazionale scambiato per uno spagnolo inferocito.
Adriano Panatta, l’ultimo grande campione del nostro tennis, firma con questa autobiografia il suo primo libro. Nel 1976 ha vinto gli internazionali d’Italia a Roma, il Roland Garros a Parigi e, con l’Italia, la Coppa Davis. È stato il numero quattro nella classifica mondiale, ha vinto dieci tornei in singolare nel circuito maggiore, e a fine carriera è diventato il capitano-record della nostra squadra di Coppa Davis. Appassionato di motonautica, è stato campione del mondo nella classe Evolution e primatista mondiale di velocità sull’acqua.
Daniele Azzolini, giornalista, ha scritto per «Paese Sera», «Il Tempo», «Epoca», «Il Radio- Corriere Tv», «Tuttosport» e «Il Messaggero». Oggi dirige «Matchpoint Tennis Magazine», «Bambù» e una collana di libri sullo sport.
Autore: Adriano Panatta e Daniele Azzolini
Titolo: Più dritti che rovesci
Editore: Rizzoli
Anno di pubblicazione: 2009
Prezzo: 17 euro
Pagine: 224
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