L’ultimo gladiatore

Stefano Giovinazzo

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francesco-totti“Forse dispiace che un giocatore importante stia a Roma e non altrove. Il potere del calcio non è un’esclusiva del Nord, ma la musica è sempre la stessa: noi romani siamo viziati, pigri, prepotenti.  La pensino come vogliono, io sono nato romano e romanista. E così morirò». Sono solo alcune delle frecciate lanciate dal capitano giallorosso Totti in questi anni di onorata carriera. Le gesta dell’ultimo gladiatore in un libro di Massimo Cecchini “Francesco Totti” (Aliberti editore, 2009).

Totti, romantico del calcio. Francesco è verace, leale, spontaeo. E un incredibile fuoriclasse. Di quelli che il calcio italiano ha avuto bisogno in questi anni. Un simbolo per Roma e per l’Italia calcistica. E per la romanità. Un ragazzo del quartiere appio che da quel campo di polvere targato Smit Trastevere è riuscito a diventare icona romantica di un pallone che ogni anno cancella valori. Cecchini, che ci tiene a sottolineare di non essere un amico di Totti, definisce il capitano “un fuoriclasse di valore assoluto, che ho visto alzare coppe (poche), appoggiare la gambe tumefatte su una valigia per alleviarne i dolori (spesso), scappare via scontrosamente per un arbitraggio discutibile (a volte)“.

I mancati addii
. Come i grandi campioni, anche Francesco in questi oltre 10 anni di carriera ha fatto gola a tanti. E anche lui, carattere apparentemente pacato ma in fondo caldo, più volte era lì lì per mollare tutto e trasferirsi. Prima Madrid direzione Real, poi Milano sponda Inter. E invece no. L’amore per Roma, dei romani è stato un bene troppo prezioso a cui rinunciare, per rompere un vaso che negli anni si è cementato sempre più. E scrivendo una delle storie più belle e romantiche sul calcio di tutti i tempi. Un amore che ripaga dei pochi trofei vinti e delle soddisfazioni personali ancora maggiori che potevano essere conquistate.

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Stefano Giovinazzo

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