In “La diplomazia italiana e i Paesi arabi dell’Oriente mediterraneo (1946-1952)” (Franco Angeli, 2009), Matteo Pizzigallo ricostruisce ed approfondisce la genesi della presenza della giovane Repubblica italiana in tre Paesi dell’Oriente mediterraneo: Egitto, Siria e Libano. Presenza attuata all’insegna di quel modello politico, tipicamente italiano, di relazioni mediterranee, noto come “diplomazia dell’amicizia“. DOCUMENTI/La storia della diplomazia italiana
Protagonisti di questo scritto sono dunque i diplomatici, quei bravi diplomatici che, finita la guerra, cercarono, ottenendo buonissimi risultati, nonostante la debole posizione internazionale di Roma, di ricreare, per l’Italia sconfitta, una rete di rapporti con i Paesi del Mediterraneo orientale, il cui assetto era, rispetto al periodo pre-bellico, profondamente mutato. E riuscirono a farlo, pur scontrandosi talvolta con le reticenze e gli ostacoli frapposti da altri Paesi, in primis Inghilterra e Francia, con spirito di cooperazione, avendo ormai messo da parte le proprie ambizioni coloniali. L’Italia sconfitta riuscì così, grazie al lavoro costante di quella classe diplomatica incoraggiata da chi al Governo premeva per una politica araba dinamica basata sul principio di autodeterminazione dei popoli, a creare rapporti di fiducia, di amicizia e di collaborazione con i suddetti Paesi.
In questo scritto maggior spazio è dedicato all’Egitto con cui, il ristabilimento di normali relazioni diplomatiche e commerciali, interrotte con la Seconda Guerra Mondiale, era reso indispensabile dalle difficili condizioni in cui versava la colonia italiana che contava allora 65.000 persone. La questione dei rapporti con l’Italia si snoda inevitabilmente nelle più generali vicende egiziane del lasso temporale preso in considerazione (le problematiche relative ai cattivi rapporti con l’Inghilterra - per la spinosa questione del trattato anglo-egiziano e la connessa questione del Sudan - le conseguenze della prima guerra arabo-israeliana, più avanti il colpo di Stato di Neguib prima, e l’avvento al potere di Nasser dopo).
E l’Italia non poteva che trarne vantaggio, ormai libera da sospetti di antichi retaggi coloniali, per porsi come “ponte sul mare verso il Levante“; “due mondi“, disse il giovane Taviani in un appassionato discorso del 1951, “si incontrano sul Mediterraneo: L’Europa cristiana e l’Islam. Di tale incontro l’Italia è certo uno dei principali protagonisti e talvolta addirittura l’interprete. Essa appartiene all’Europa. Ma è l’Europa che getta l’Italia come un ponte sul mare verso il Levante. Così intendiamo la nostra coscienza mediterranea. Gli ideali e gli interessi mediterranei del popolo italiano come ideali e interessi di pace, di progresso e di concordia fra i due mondi che su questo mare si incontrano e, nel comune riconoscimento dei più profondi valori umani, si sentono vicini e fratelli“.
Ugualmente la nostra classe diplomatica si adoperò con abilità per stabilire relazioni amichevoli e durevoli con la Siria e con il Libano i cui rapporti con la giovane Repubblica italiana son esaminati nella seconda parte di questo volume.
Uno scritto di sicuro interesse storico-politico, in cui la ricostruzione analitica delle vicende diplomatiche, effettuata con rigore scientifico, si mescola ad accattivanti aneddoti. Un volume utile per comprendere le radici dei rapporti fra l’Italia e un’area, quella del Mediterraneo orientale, di indubbia importanza nello scacchiere della politica estera di Roma ieri come oggi.
Matteo Pizzigallo è professore ordinario di Storia delle relazioni internazionali nella Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Napoli “Federico II” e nella Libera Università “Maria Ss. Assunta” di Roma. Studioso di diplomazia mediterranea, degli aspetti politico internazionali della questione energetica e di relazioni italo-arabe, è autore di numerosi volumi, articoli e saggi. Tra i suoi lavori più recenti: La diplomazia dell’amicizia: Italia e Arabia Saudita (Napoli, 2000) tradotto anche in lingua araba (Riyadh, 2005); Missioni militari italiane in tempo di pace (Roma, 2003).
Voto: 8
Autore : Matteo Pizzigallo
Titolo: La diplomazia italiana e i Paesi arabi dell’Oriente mediterraneo (1946-1952)
Editore: Franco Angeli
Anno di Pubblicazione: 2009
Prezzo: 22 euro
Pagine: 155
Articoli correlati

Avvincente epopea al femminile, sullo sfondo dei grandi movimenti politici e religiosi del VII secolo dominati dal sorgere dell'Islam, in "Nabateo...

È una storia d'amore simile a una tragedia antica quella tra Leila e Said nel romanzo "Lo specchio del mio segreto" di Samar Yazbek (Castelvecchi...

È un volume indispensabile "Elogio dell'odio" del siriano Khaled Khalifa (Bompiani, 2011), tanto più pensando a quanto è accaduto e sta accadendo...

"La Good-enough society" (Franco Angeli) di Paolo Magrassi, dimostra come, alla luce dell’evoluzione attuale della società, la tendenza sia, nelle...

“L'evoluzione dei media e della pubblicità in Italia” (Franco Angeli, 2009) di Paolo Baudi di Vesme e Franco Brigida, è un manuale completo che...

“Digital Signage" (Franco Angeli, 2009) di Daniele Tirelli, esamina una serie di novità tecnologiche che, grazie alle innovazioni della...

La massoneria è viva e vegeta ai nostri giorni, prospera anche grazie alla mancanza di significative informazioni “ufficiali”, e continua nel...

In "Italia e Slovenia, fra passato presente e futuro" (Edizioni Studium, 2009) Massimo Bucarelli e Luciano Monzali raccolgono diversi saggi sui...

"Ci sono zone d'ombra in tutte le famiglie ed è difficile trovare il coraggio di farci i conti, ma è l'unico modo per guardare al futuro". Questa è...

"Etnografie della rete" (Franco Angeli, 2008) di Diana Salzano è una ricerca sulle modalità di interazione che giovani heavy user di internet...















