Liaison dangereuse

Alessandra Stoppini

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cheri2Passion, amour fou, joy de vivre. Questo ed altro in “Chéri La fine di Chéri”  (Adelphi, 2009) di G. Colette. Nella Parigi della Bella Epoque Léa de Lonval, ex cortigiana, una delle più famose nell’Europa liberty dei primi ‘900, si invaghisce ricambiata del figlio diciannovenne di una sua “collega”, Madame Peloux, il dandy Fred, soprannominato Chéri che conosce fin da bambino. Sullo sfondo il demi-monde che ruota attorno all’ambiente mondano delle mantenute e cortigiane di lusso che sono diventate ricche affariste.

L’education sentimentale che annulla la differenza d’età tra i due amanti, sbocciata a Parigi e poi proseguita nella casa in Normandia di Léa in un’atmosfera sensuale ed idilliaca, non può avere futuro ed i due amanti si diranno addio consapevoli che le lezioni d’amore durate sei anni non saranno dimenticate. Le convenzioni sociali hanno vinto sulla relazione esclusiva ed appassionata di Léa e Fred. La ragione ha prevalso sul sentimento.

Colette, il cui vero nome era Sidonie-Gabrielle Colette, considerata uno dei maggiori scrittori francesi della prima metà del XX secolo, pubblicò per la prima volta Chéri nel 1920 a puntate su La Vie Parisienne. Sei anni dopo uscirà La fine di Chéri. Il libro suscitò scandalo nella società francese che era appena uscita sconvolta dalla Prima Guerra Mondiale che aveva spazzato in un soffio la Bella Epoque, periodo di spensieratezza e di fede nel progresso. La scrittrice con uno stile semplice e veritiero, il romanzo piacque ad André Gide, racconta la storia di una iniziazione sessuale che piano piano si trasforma in amore. Proprio nell’estate del 1920 Colette porta con se in vacanza nella sua casa in Bretagna il suo figliastro Bertrand, figlio diciassettenne del suo secondo marito. Il passo dalla finzione del romanzo alla realtà è breve… quel che si scrive, succede scriverà Colette.


Donna anticonformista, emancipata,
che sfidò durante tutta la sua vita le convinzioni e la morale dell’epoca, scrivendo il suo capolavoro Chéri, mette a confronto due stagioni della vita, l’autunno rappresentato dalla seducente cocotte Léa e la primavera rappresentata dal viziato, giovane Chéri. Mentre la giovinezza di Léa è al tramonto, la scrittrice era terrorizzata dall’inesorabile trascorrere del tempo, Fred invece ha tutta la vita davanti. Questo contrasto è il protagonista dei due libri che la Casa Editrice Adelphi ha voluto rieditare in un unico volume. Léa cerca di esorcizzare il tempo che passa amando Chéri ma invano in questo rapporto dove il confine tra amore filiale e passione carnale non è lontano. Nonostante il romanzo sia stato giudicato scandaloso e trasgressivo negli anni venti, dopo averlo letto ci si rende conto che Colette, giornalista, attrice e critica teatrale, scrisse con delicatezza e profonda sensibilità una storia d’amore certamente autobiografica ma anche commovente, impossibile ed irreversibile.

Da Chéri il regista Stephen Frears ha tratto il film omonimo interpretato da Michelle Pfeiffer nei panni di Léa e da Rupert Friend in quelli di Fred, sceneggiatura di Christopher Hampton, in uscita  nelle sale cinematografiche.


Colette,
pseudonimo di Sidonie-Gabrielle Colette, nasce il 28 Gennaio 1873 a Saint-Sauveur-en-Puisaye in Borgogna e muore a Parigi il 3 Agosto 1954. La sua è un’infanzia felice a contatto con la natura, fin da piccola impara ad amare la musica ed i libri. A sei anni legge già Balzac, Daudet, Shakespeare grazie alla madre Sidonie, donna dalla mentalità aperta ed anticonformista, alla quale dedicherà il romanzo Sido (1930).  Sposa giovanissima il romanziere Henry Gauthier Villars, in arte Willy, che era solito far passare per suoi libri scritti da negri, che le insegna i trucchi del mestiere. Firmato Willy nascono Claudine à l’école (1900), Claudine à Paris (1901). Nel 1906 divorzia dal marito ed inizia a lavorare come ballerina-acrobata nei music-hall. Nel 1914 sposa Henry de Jouvenel dal quale ha una figlia. Separatasi dal secondo marito si dedica al giornalismo. Nel 1935 sposa in terze nozze Maurice Goudeket. Viene ammessa all’Accademia Gouncourt (1945) e a quella Reale Belga (1936). Nel 1953 riceve il grado di Grand’Ufficiale della Legion d’Onore. Il 3 Agosto1954 Colette muore nella sua stanza al Palais Royal. Gloria nazionale francese, la Chiesa le rifiuta i funerali religiosi a causa della sua vita trasgressiva e scandalosa. È la prima donna in Francia a ricevere funerali di stato nella corte d’onore del Palais Royal. Riposa nel cimitero di Père Lachaise. Colette, scrittrice prolifica dalla vasta produzione, ha scritto circa un’ottantina di volumi tra romanzi (tra i quali Gigi nel 1944), racconti, memorie, opere per il teatro ed articoli. Adelphi ha pubblicato alcuni tra i suoi libri più noti, tra cui Il puro e l’impuro (1980), Il mio noviziato (1981), Sido (1989), Gigi (1992).

Voto: 8

Autore: Colette

Titolo: Chéri La fine di Chéri

Editore: Adelphi

Anno di pubblicazione: 2009

Prezzo: 10 euro

Pagine: 272

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Alessandra Stoppini

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