Jessica, un’aristocratica ribelle

Alessandra Stoppini

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figlie-e-ribelliGli aristocratici Redersdale sono i protagonisti di “Figlie e Ribelli” di Jessica Mitford (BUR, 2009), prefazione di Christopher Hitchens e traduzione di Ada Arduini. Ambientata nei primi anni ’20 del XX secolo a Swinbrook House nella campagna delle Cotswold. Qui è nata e cresciuta quarta di sei sorelle più un fratello, Tom, Jessica,  in un’atmosfera poco convenzionale vive in una conservatrice e stravagante famiglia inglese il cui motto è Dio si prende cura di noi. 

Genitori fuori dal comune
: Muv che non manda a scuola le figlie ma insegna lei di tutto un po’ e Farve il quale riferendosi ad uno spagnolo ne parla come se fosse un nero. È quindi normale crescere curiose e sensibili in un ambiente come questo. Il  carattere ribelle di Decca esplode quando fugge nel ’37 in Spagna insieme al suo aristocratico, pacifista e squattrinato cugino Edmond Romilly, nipote diciottenne di Winston Churchill, per combattere al fianco delle brigate internazionali nella guerra civile spagnola. Le Mitford Girls prenderanno altre strade: Nancy diverrà scrittrice, Diana andrà sposa al leader dei fascisti inglesi Sir Oswald Mosley, Unity diventerà una fervente nazista e Deborah sposerà il Duca di Devonshire.

Il libro, pubblicato nel 1960 è testimonianza ricca di humor di un’epoca, memorabile la season londinese, narrata dall’osservatorio privilegiato di Jessica, acuta giornalista dallo spirito critico. Già dal titolo Hons and rebels dove hons corrisponde a Honourable, c’è il contrasto tra la secolare tradizione della società britannica e l’anticonformismo di Jessica, autentico pesce fuor d’acqua anzi red sheeppecora rossa (comunista) come inizialmente voleva intitolare la sua biografia.

Christopher Hitchens nella prefazione definisce il libro “…una deliziosa commedia di costume dotata di un divino spirito da postdebuttante…” ma il memoir è anche ritratto di una eccentrica famiglia, storia d’amore, di avventura e un’interessante cronaca della società britannica tra i ruggenti anni ’20 e l’inizio della Seconda Guerra Mondiale. Dopo aver letto il libro viene spontaneo chiedersi quanto l’ambiente familiare sia in grado di influenzare le nostre scelte future e la nostra personalità.

Jessica Mitford, giornalista e scrittrice, nacque a Burford nell’Oxfordshire nel 1917 in una famiglia della nobiltà terriera inglese conservatrice, i Redersdale, nota per l’originalità dei suoi numerosi membri: le sei affascinanti sorelle Mitford, unite da legami d’affetto ma a volte divise dalle opposte scelte in campo politico, divennero famose in Europa ed in America anche per i loro scritti. Jessica durante la guerra civile spagnola partì per la Spagna per combattere a fianco dei partigiani insieme a Edmond Romilly, che sposò nel 1937. Aderì al Partito Comunista per poi distaccarsene nel 1958.Dopo essersi trasferita negli Stati Uniti alla fine degli anni ’30 insieme al marito, il quale arruolatosi per combattere il nazifascismo morì inabissandosi con il suo aereo nel Mare del Nord nel novembre del 1941, si fece promotrice di numerose battaglie per i diritti civili. Scrisse nel 1963 The American Way of Death, celebre libro inchiesta sull’industria funeraria americana. Altri libri della Mitford inclusa l’autobiografia sono Hons and rebels (1960), La prova del Dottor Spock (1970), A fine old Conflitto (1977) sulla sua esperienza nel Partito Comunista. Nancy Mitford morì nel 1996.

Voto: 8

Autore: Jessica Mitford

Titolo: Figlie e ribelli

Editore: BUR

Anno di pubblicazione: 2009

Prezzo: 11 euro

Pagine: 381

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Alessandra Stoppini

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