A Cortona è vietato leggere

Valentina Pizzi

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fondazionefeltrinelliSi chiuderà domenica 6 Settembre la mostra Libri proibiti, che si svolge collateralmente alla manifestazione Cortona Antiquaria e che è stata organizzata dalla libreria antiquaria londinese Quaritch e dalla fondazione Giangiacomo Feltrinelli di Milano. Durante l’evento saranno presenti più di 40 volumi sottoposti a censura, pubblicati tra il 1500 e il 1900, appartenenti alla fondazione Giangiacomo Feltrinelli ed in mostra presso i locali dell’antico Palazzo Vignotti.

L’esposizione offre una vera e propria carrellata d’esempi di libri proibiti che toccano quattro secoli di storia e che interessano svariati campi della censura: politico, religioso, morale, e sessuale.

Ne risulta un panorama storico interessante, a tratti anche curioso, bizzarro e divertente.

Tra i volumi che possiamo trovare esposti, il più particolare è sicuramente il primo manuale di anatomia del Vesalio risalente al 1542, basato sulla dissezione del corpo ed accompagnato dalle rare e splendide tavole dell’autore stesso, pregevoli non solo a livello scientifico ma anche a livello artistico. L’anatomia, l’alchimia e la magia sono tra le scienze più colpite dalla censura, poiché progressiste e portatrici di un altro modo di concepire il corpo e la vita e quindi difficilmente accettabili.

Sullo stesso piano, in contrasto con la morale ufficialmente perseguita, le opere che trattavano il suicidio: alla mostra, ad esempio, sono presenti volumi come quello di Hume, Saggio sul suicidio, presentato nella sua prima edizione francese.

Non mancano le opere di grande valore come La città del sole di Campanella, valutata quasi 60 mila euro la copia ed alcune immagini censurate, tra cui quelle dello spagnolo Parnaso del 1886, dedicate alle abitudini amatorie degli inglesi.

Ovviamente libri e immagini che trattano la sovversione politica e la ribellione non possono non essere presenti in una mostra sulla censura: ed ecco allora uno dei pezzi di maggior orgoglio per gli organizzatori della mostra, il volantino distribuito dagli studenti prima della strage di Piazza Tienanmen del 1989, per la prima volta tradotto in italiano.

Lo accompagna la prima edizione di uno dei testi politici più controversi e dibattuti della storia, il Manifesto del Partito Comunista, redatto nel 1848 da Marx ed Engels: il libro fu messo al bando prima dalla Germania poi dalla Chiesa e, solo dopo una difficile circolazione tra la sfera pubblica, , tra il 1880 e 1890 conoscerà un grande fiorire di pubblicazioni, pur sempre sorvegliate, fino ad essere sequestrato negli anni ’50 durante il maccartismo.

In mostra anche uno straordinario “catalogo dei debosciati”, in cui un alchimista eretico elenca peccati e peccatori del clero, della nobiltà e della corte di Francia del suo tempo con un’attenzione maniacale ed una insolita precisione, dichiarando l’esatto numero di prostitute, eunuchi e figli illegittimi appartenenti ai personaggi più famosi dell’epoca.

Non può mancare di certo la parte dedicata all’erotismo e alla sessualità: anche in questo caso, si spazia da opere più antiche, come quella di Voltaire incentrata su un’insolita e licenziosa Giovanna d’Arco sino ad opere più vicine ai nostri giorni, con l’opera di Emile Zola intitolata inizialmente El Nuevo Parnaso e poi PotBouille.

Per quanto sia impossibile una mostra esaustiva sulla censura editoriale, Libri proibiti risulta essere comunque un’occasione da non perdere, non solo per la sua particolarità, per la rarità di alcune opere e per il loro valore storico-culturale, ma anche perchè offre spunti per la riflessione sulla storia dell’editoria, sulla morale e sui costumi.

Foto: www.fondazionefeltrinelli.it

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Valentina Pizzi

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