“La città invincibile” di Joseph O’Neill (Rizzoli 2009), libro preferito dal presidente Usa Barack Obama, è un canto d’amore per New York , la più bella storia del post 11 settembre.
Una tragedia collettiva che si riflette sui dilemmi individuali e la crisi matrimoniale del protagonista Hans. Olandese sposato a un’avvocatessa di Londra, Hans si trasferisce a New York per lavorare come analista per una banca e lì assiste al tremendo attentato del 2001, che ha conseguenze drammatiche anche sulla sua vita privata: la moglie infatti decide di tornare in Inghilterra col figlio Jake e prendersi una pausa dal matrimonio.
Hans resta solo in una città ferita e segnata dalla paura, che come lui si trova a dover reinventare se stessa e andare avanti. Abita al Chelsea Hotel, nell’omonimo quartiere di Manhattan, e lì tra brevi amori e serate malinconiche conosce personaggi fantastici: un turco che si aggira per i corridoi con due grandi ali da angelo, una vedova borbottante, un artista che porta occhiali da sole giorno e notte e proprietari di cani che festeggiano i compleanni dei loro latranti quattrozampe nella hall dell’albergo.
Ma la grande riscoperta di Hans è soprattutto il cricket, che praticava da ragazzo all’Aja. Grazie a un fantomatico imprenditore di Trinidad, Chuck Ramkissoon, Hans viene introdotto, unico bianco, al mondo del cricket newyorchese. Chuck è un personaggio pieno d’iniziativa e di entusiasmo, legato dai ricordi e dall’affetto alla sua patria lontana ma innamorato di New York al punto che sogna di essere sepolto in un cimitero di Brooklyn. Chuck introduce Hans alla comunità degli immigrati giocatori di cricket nella grande Mela e lo rende partecipe delle sue iniziative imprenditoriali, all’insegna del motto “think fantastic”.
Il romanzo di O’Neill è anche, in ogni sua pagina, un canto d’amore per una New York dolente ma in realtà imbattuta, malinconica e dimessa senza perdere il suo fascino, che Hans ritrova tra le belle strade di Chelsea e nei quartieri di Brooklyn e Queens, dove regna un disordine perfetto e unico, tipicamente newyorchese. Moschee e sinagoghe, saloni di bellezza e pompe di benzina, ebrei sudafricani e “negozietti che dichiarano provenienze pakistane, tagike, etiopi, turche, saudite, russe, armene, ghanesi, ebraiche, islamiche, cristiane”.
“La città invincibile” è un bellissimo romanzo in prima persona, amaro e al tempo stesso ironico, arricchito da un’ottima scrittura. Chi non è appassionato di cricket potrà forse trovare faticosi alcuni capitoli, ma i personaggi indimenticabili e la trama ben costruita fanno passare in secondo piano i termini tecnici e le riflessioni sulle pratiche di gioco.
Joseph O’Neill è nato nel 1964 in Olanda e ha vissuto in Sudafrica, Turchia e Olanda. Laureato in Giurisprudenza a Cambridge, vive da oltre dieci anni a New York con la famiglia. “La città invincibile” è il suo terzo romanzo, in corso di pubblicazione in ventuno Paesi.
Voto: 8
Autore: Joseph O’Neill
Titolo:La città invincibile
Editore: Rizzoli
Anno di pubblicazione: 2009
Prezzo: 19,00 euro
Pagine: 283
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