L’Iran di Marjane Satrapi: un caso letterario

Anna Borrelli

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persepolisLa libertà ha sempre un prezzo“: sono queste le ultime parole di “Persepolis” (Lizard, 2004), fumetto autobiografico dell’iraniana Marjane Satrapi, a metà strada tra semplice fumetto e romanzo autobiografico. Fin da piccola, bambina precoce e intelligente, Marjane non accetta le imposizioni. Si interroga e si ribella al fondamentalismo islamico che, attraverso le sue leggi sull’abbigliamento e sui comportamenti in generale, si serve della paura per schiacciare l’intelligenza dell’individuo.
E far sì che non ci si ponga problemi più profondi, sulla libertà di pensiero ed espressione, per esempio, o sulla fine che fanno i prigionieri politici. Per salvarla da quello che a scuola viene definito un atto di insubordinazione, i genitori la spediscono, quattordicenne, in Europa, a Vienna. Vogliono che continui la sua formazione in un luogo più sicuro dell’Iran. Sfuggirà alla guerra del suo paese ma affronterà una guerra tutta personale, fatta di difficoltà ad adattarsi alle abitudini della vita occidentale e di crisi di identità, acuite da un incolmabile senso di solitudine.

Tornata in Iran, trova una Teheran prostrata da otto lunghi anni di guerra. I martiri, quelli ai quali sarebbero state spalancate le porte del paradiso, hanno dato i nomi alle strade e le loro immagini tappezzano la città. Con le vecchie amiche non ha più nulla in comune, i parenti sfilano per salutarla, ma Marjane si porta dentro un mal di vivere che non osa raccontare alla famiglia, scampata agli orrori della guerra. Dopo aver toccato il fondo con depressione e un tentativo di suicidio, ritrova il gusto di vivere. Si innamora e si iscrive all’università. Ma il regime repressivo riprenderà a minare la tranquillità della ragazza. Decide di sposarsi solo perché in Iran non è consentita la convivenza ed è pericoloso per una donna andare in giro con un uomo che non sia un parente o il coniuge. All’università le viene affidato un progetto ambizioso, ma non verrà approvato perché non ha raffigurato simboli religiosi.

Un crescente senso di insofferenza per la legislazione iraniana, che tende a proteggere sempre e comunque l’uomo a scapito della donna, in materia di divorzio, di abitudini sessuali, di tradizioni,  la porta alla drastica decisione di abbandonare ancora una volta l’Iran per la Francia, in cerca di un luogo che rispetti la libertà di espressione dell’individuo e dove sia possibile ricominciare ancora una volta.

La scrittrice, prima autrice iraniana di fumetti,  pubblica questo classico del fumetto con L’Association, casa editrice francese di fumetti legati a esperienze personali. “Persepolis” consacra il genere e lo porta alla ribalta. I disegni sono semplici, ma la carica emotiva di cui sono fatti è tangibile, dramma e commedia in equilibrio perfetto in ognuno dei quattro volumi.

Marjane Satrapi nasce nel 1969 a Rasht (Iran) da una famiglia di nobili origini. Studia a Teheran e a Vienna; emigra poi in Francia per dedicarsi all’attività di grafica. “Persepolis“, pubblicato nel 2000, è un caso letterario che le fa ottenere il premio Alph’Art (l’Oscar del fumetto) seguito da innumerevoli riconoscimenti internazionali.

Voto: 10
Autore: Marjane Satrapi
Titolo: Persepolis

Editore: Lizard edizioni

Anno di pubblicazione: 2004
Prezzo: 3o euro
Pagine: 350

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Anna Borrelli

One Comment

  1. Anonimo

    é veramente un ottimo caso letterario!!!!!!da leggere