Nel loro complesso le cose hanno sconvolto il nostro sistema di vita fin dalle fondamenta. “Breve storia del design italiano” (Carocci, 2008) di Matteo Vercelloni ripercorre le principali tappe del Design italiano, dall’inizio dll’800 fino ai giorni nostri, quelli del Bel Design Italiano. Il termine design oggi viene comunemente associato a “made in Italy“, un surplus qualitativo in grado di rendere famoso nel mondo un oggetto d’uso quodiano, la moda o l’arredamento.
E’ complesso poter definire con precisione una data alla quale poter far risalire la nascita del design in Italia. Convenzionalmente rappresentata dalla Rivoluzione Industriale, nel nostro paese appare arretrata e scandita dalla frammentata condizione geografico-politica, dall’unione tra dimensione e “know-how” di tipo artigianale e dal nascente processo industriale in serie.
Superata la divisione tra artigianato e industria, a causa della quale entrambe persero il proprio valore di riferimento, fin dall’inizio del 900, il massimo valore rappresentato da ogni oggetto di design fu il disegno: l’idea che ne sta alla base, il progetto che rende un oggetto, un oggetto di design. E’ un esempio su tutti la sedia TOMASA progettata da Dino Gavina, uno dei padri indiscussi del design italiano del dopoguerra. Una seduta in legno di stile rinascimentale ha dato l’idea a Gavina, il quale, modificata per la produzione industriale, ha reso della sedia Tomasa un oggetto senza tempo, dal disegno essenziale e dall’estrema eleganza.
Altri esempi più vicini ai giorni nostri sono senza dubbio la lampada Tolomeo di Michele De Lucchi e Giancarlo Fassina, prodotta da Artemide o l’ancor più recente Fiat 500 di Roberto Giolito. L’avvento dell’industrial design quindi ha permesso che l’oggetto da singolo qual’era alla sua nascita, potesse diventare ripetibile, seriale, diventando copia di una serie, e non più oggetto originale perché unico.
Esiste poi tutta la ricca serie d’invenzioni tecnologiche, innovazioni pratiche e brevetti, per il miglioramento della vita quotidiana, che costituiscono senza dubbio una parte fondamentale della storia del design. Non solamente quindi disegno e progettazione, ma anche innovazioni tecnologiche che fino a poco tempo fa erano considerate come “minori”.
Questo volume, ricostruisce quindi, la storia del successo italiano, che vede coinvolte creatività artistica, sapienza artigianale, sperimentazione ed innovazione industriale, mettendo in luce lo specifico aspetto umanistico e ripercorrendo le principali tappe che dall’800 hanno condotto all’attuale stagione del Bel Design Italiano, al Made in Italy.
Matteo Vercelloni, architetto ed insegnate presso il Politecnico di Milano e l’Accademia di Brera. Ha collaborato con UNIPLAN nell’elaborazione di studi, ricerche e progetti per la gestione innovativa del territorio nella logica della verifica della complessità delle interdipendenze funzionali e delle esigenze tipologiche in relazione agli obiettivi imprenditoriali.
Voto: 6
Titolo: Breve storia del design italiano
Autore: Matteo Vercelloni
Editore: Carocci
Anno di pubblicazione: 2008
Prezzo: 14,50 euro
Pagine: 180
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