In “Brooklyn” (Bompiani, 2009) di Colm Toibin, la protagonista Eilis Lacey, con la speranza di un’esistenza migliore e il sogno di un destino diverso scappa dall’Irlanda. Da lì si imbarca verso il nuovo mondo: l’America.
Eilis proviene da Enniscorthy, cittadina nel sud-est dell’Irlanda dove non ci sono prospettive di lavoro. A malincuore questa giovane donna dal fragile aspetto ma dalla tempra d’acciaio, lascia la propria famiglia e dopo una drammatica traversata per le avverse condizioni del mare, giunge a New York. Eilis passa dalla verde e provinciale Irlanda del dopoguerra al quartiere di Brooklyn. Dopo i primi comprensibili momenti di nostalgia e di disorientamento, grazie ad un autentico sforzo di volontà, riesce ad ambientarsi.
Colm Toibin, uno dei maggiori scrittori di lingua irlandese, attraverso gli occhi meravigliati della sua concittadina, ci conduce alla scoperta di Brooklyn, autentico crogiolo di razze e dei suoi abitanti. Una scrittura chiara, classica ed evocativa che ricorda lo stile dello scrittore americano Henry James al quale lo stesso Toibin ha dedicato una sentita biografia romanzata “The Master“, candidato al prestigioso premio letterario Brooker Prize.
Ma il libro non è solo questo. C’è il dilemma morale di Eilis divisa tra due mondi, ma in special modo lo scrittore desidera ricordare a chi legge l’antico dramma dell’emigrazione che ha colpito il suo popolo nel corso dei secoli passati, provato da ripetute carestie. Negli anni Cinquanta quattrocentomila irlandesi, su di una popolazione di meno di quattro milioni, emigrarono in America.
Quanti irlandesi, quanti italiani, quanti profughi politici e di ogni religione, quanti aspiranti cittadini statunitensi hanno attraversato la porta di Ellis Island, isolotto alla foce del fiume Hudson, nella baia di New York? I loro volti si trovano ora ritratti nel Museo dell’Immigrazione ad Ellis Island. Ciascuno di loro nel quotidiano sforzo di condurre la propria esistenza, migliaia di chilometri lontano dal proprio paese, tra duro lavoro ed alla ricerca di riscatto sociale, ha contribuito a fare grande l’America, il Nuovo Mondo, là nella terra dove tutto è possibile.
Colm Toibin è nato nel 1955 a Enniscorthy in Irlanda. Ha studiato Storia e Letteratura Inglese all’University College of Dublin. Giornalista, saggista e scrittore, il suo primo romanzo The South (Sud) nel 1991 ha vinto l’Irish Times Literature Prize. È stato Direttore di due riviste irlandesi InDublin e Magill ed ha collaborato a The Sunday Indipendent e The London Review of Books. Tra i suoi romanzi citiamo Il lago di Blakwater (2002), The Master (2004), Fuochi in lontananza (2008) tutti pubblicati dalla Casa Editrice Fazi. I suoi libri sono stati tradotti in circa venti lingue.
Voto: 7
Autore: Colm Toibin
Titolo: Brooklyn
Editore: Bompiani
Anno di pubblicazione: 2009
Prezzo: 18,50 euro
Pagine: 329
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