La libertà secondo Bjorn Larsson

Valentina Pizzi

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larrssonChe cos’è la libertà per uno scrittore? Domanda complicata a rischio banalità, soprattutto se lo scrittore è Biörn Larsson ed è solito passare gran parte delle sue estati su una barca in mezzo al mare. Lo scrittore svedese ha provato a spiegarcelo, aiutato dal giornalista Carlo D’Amici, durante il Festival della Letteraltura a Verbania l’ultimo week-end di luglio. Riscuotendo un gran successo non solo tra i lettori che già lo conoscevano, ma anche tra coloro che non ancora avevano avuto la possibilità di apprezzare le sue opere.
Sabato 26 giugno è stata la volta di Larsson, intervenuto alla manifestazione per parlare di viaggi e di libertà, con un forte successo che ha stupito tutti, soprattutto gli organizzatori che non prevedevano un afflusso di gente così numeroso.

Carlo D’Amici non vuole dallo scrittore una definizione del termine libertà, ma parte da una considerazione di fondo: spesso, infatti, soprattutto da parte dei giornalisti italiani, a Larsson viene chiesto qualche commento riguardo questo argomento: come mai il tema è così caro al pubblico della penisola? Non è forse un paese democratico, in cui ogni individuo per definizione è libero?

Si, ma è anche un paese in cui storia, religione e tradizione sono fortemente radicate, dice Larsson, perciò è difficile staccarsene: un così grande senso di identità non può non limitare, in un certo senso, la libertà personale, se non altro per un sentimento di dovere nei confronti dello Stato d ‘ appartenenza. Diverso è il discorso, per la Svezia, paese natale dello scrittore. Qui ci si trova davanti ad un paese giovane, con poche radici storiche cui sentirsi legati: viene meno quindi l’esigenza di dover parlare di libertà, perché già la si vive

Accade quindi che un personaggio come Björn Larsson ami presentarsi non tanto come scrittore svedese ma piuttosto come autore di lingua svedese (tra l’altro lui stesso è grande studioso di lingue: il conoscerle gli dà la possibilità di esprimersi in libertà. Appunto.). Per lui la letteratura non ha nazionalità, dovrebbe riuscire a superare i confini territoriali e universalizzarsi a livello internazionale, per permettere uno scambio tra diversi popoli.

I romanzi di Larsson sono tutti incentrati sul tema della libertà e del viaggio attraverso il mare. Il viaggiare però non è sentito lo sfuggire da qualcosa, implica comunque un arrivare, una meta e un obiettivo: per questo per Larsson, libertà non è sinonimo di fuga, anzi, ne è una vera e propria contraddizione. Tra l’altro, per lo scrittore, il viaggio per mare è composto da un doppio movimento: la solitudine all’interno della nave, che diventa una casa, e la possibilità d’incontrare nuove persone. Un po’ ciò che succede nella scrittura: l’isolamento che caratterizza la composizione del testo, e l’apertura, la conoscenza dell’alto attraverso il contatto con il pubblico.

In “Bisogno di libertà“, uno dei suoi libri che ha riscosso un ottimo successo, entrano in conflitto altri elementi, tra cui, ad esempio, il rapporto tra libertà e amore. Per Larsson, entrambi sono passione: per questo motivo non possiamo scegliere né l’uno né l’altro, con la conseguenza che spesso entrano in conflitto. Tuttavia, quando si è innamorati, sembra comunque svanire l’esigenza di libertà. A differenza del concetto di amore, l’amicizia è invece strettamente collegata all’idea di libertà, ed è un caposaldo essenziale, insieme alla letteratura e alla barca, nella vita dello scrittore.

L’amicizia è un sentimento privilegiato, che dà la possibilità di scelta, a differenza dell’amore, e che è anche collegato anche all’idea di fiducia, altra chiave di volta per la società, che, per lo scrittore, anca in Italia. La libertà quindi, non è semplicemente la possibilità di fare ciò che si vuole, non è un comportarsi liberamente senza toccare l’altro ma e’ la gioia di poter stabilire una meta, e poi cambiare obiettivo e percorso durante la vita, vantaggio che non è per tutti ma, purtroppo, riservato solo a pochi. La libertà esige reciprocità e ascolto degli latri e ciò lo differenzia dall’anarchia che invece si riduce a tirannia.

La quarta di copertina del suo libro “Bisogno di libertà” riassume in poche parole la filosofia di vita dello scrittore: “Non si nasce liberi, si diventa., e non basta desiderarlo, sognarlo o avere la sensazione di esserlo. Essere liberi è una conquista continua che dura tutta la vita“.

Björn Larsson è nato a Jönköping (Svezia) nel 1953, insegna francese all’Università di Lund. Ha pubblicato varie opere di critica filologica e ha tradotto dal danese, dall’inglese e dal francese. Appassionato navigatore sulla sua barca a vela Rustica, a bordo della quale ha scritto La vera storia del pirata Long John Silver, ha esordito nel 1980 con la raccolta di racconti Splitter (Frammenti), ma solo nel 1992 ha raggiunto la fama internazionale con il secondo romanzo, Il Cerchio Celtico, Premio Boccaccio Europa 2000, un thriller ispirato da un suo viaggio nelle acque della Scozia e dell’Inghilterra. Con Il porto dei sogni incrociati, del 1997 (n. 97), si è aggiudicato in Francia il Prix Médicis.

Foto: http://www.sottotomo.com

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Valentina Pizzi

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