La fortuna non esiste in Usa. Storie di un popolo convinto

Stefano Giovinazzo

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la-fortuna-non-esisteCosa succede quando cadi? E, poi, come fai a rialzarti? Da questi interrogativi parte “La fortuna non esiste” (Mondadori, 2009) di Mario Calabresi. Un viaggio negli States, tra drammi e risalite di uomini e donne.

Il coraggio di rialzarsi. Una dote, uno sforzo, una grinta inaspettata. Drammi e necessità. Le storie di Mario Calabresi raccontate nel suo ultimo lavoro sono forti, toccano il cuore, aprono la mente. Feriscono e addolciscono. Sono pagine che prendono corpo da quella citazione iniziale del Vicepresidente degli Stati Uniti Joe Biden: “Non importa quante volte cadi. Quello che conta è la velocità con cui ti rimetti in piedi“. E c’è del vero in questa affermazione, leggendo i racconti che Calabresi presenta al lettore dopo due anni di viaggio attraverso l’America in trentasei stati, seguendo interamente la campagna presidenziale di Barack Obama.

Non mollare mai
. E’ il segnale, il grido di verità che esce da queste storie americane. Il racconto che apre il testo “Nata due volte”, coglie perfettamente l’argomento del libro e introduce in maniera decisa nei capitoli successivi. Una bimba creduta morta, salvata in extremis da un medico che “aveva voglia di scommettere sulla vita, che ebbe il coraggio di assumersi un rischio, di pensare con la testa“. Una bimba che vive fino all’età di 94 anni per una vita che le ha insegnato il segreto del “successo”: “mai arrendersi: bisogna essere curiosi, ambiziosi e artefici del proprio destino“.

Storie dove “la fortuna non esiste”. E’ il caso di John Fettermann, sindaco ostinato di Braddock, “zona della ruggine”, una quindicina di km da Pittsburgh. Qui è collassato tutto, prima c’era l’industria pesante ora il nulla. Una città in cui i ventimila abitanti degli anni ’50 hanno lasciato lo squallore per diminuire a meno di tremila unità. Un posto da cui sarebbe più logico scappare invece di essere anonimi, inghiottiti e travolti dal destino che nasconde la vita e le sue azioni. Il sindaco invece rimane e insieme al lavoro di Victoria Vargo, detta Vicky, la bibliotecaria del paese cerca di risollevare le sorti del paese partendo dalla cultura, dalla biblioteca come luogo di forte aggregazione sociale e culturale. Si lavora ogni giorno pensando al domani perchè “prima di semina, po si coltiva e solo alla fine si raccoglie. Abbiate pazienza, il raccolto arriverà“. E ancora altre storie di disgrazie, di salite al vertica partendo da un nulla tremendamente concreto.

Resiliency, la qualità americana. Tipica degli americani come la descrive Paul Claudel, un temperamento che “abbraccia i concetti di elasticità, di rimbalzo, di risorsa e di buon umore“. E’ la resiliency che si evince dalle storie narrate da Calabresi. Una dote americana che esce fuori in maniera incredibile pagina dopo pagina. E si capisce come il dramma delle Twin Towers del 2001 sia stato uno spartiacque importante nell’indole e nella scena futura degli americani.

Su tutti i racconti aleggia la frase di Seneca: “Non esiste la fortuna, esiste il momento in cui il talento incontra l’occasione“.

Mario Calabresi (Milano 1970), giornalista, ha lavorato come cronista parlamentare all’Ansa e alla redazione romana della «Stampa». È stato caporedattore centrale della «Repubblica» e poi corrispondente da New York per lo stesso quotidiano. Ha seguito tutta la campagna presidenziale americana e l’elezione di Barack Obama. Dal 6 maggio 2009 è direttore de “La Stampa”. Nel 2007 ha pubblicato con Mondadori Strade blu Spingendo la notte più in là, che è stato tradotto in Germania, Francia e Stati Uniti.

Voto: 9
Titolo: La fortuna non esiste
Autore: Mario Calabresi
Editore: Mondadori
Anno di pubblicazione: 2009
Prezzo: 16,50 euro
Pagine: 153

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Stefano Giovinazzo

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