I Wanderers di Richard Price. Ragazzi di vita nel Bronx

Michela Gelati

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i-wabderersRichard Price torna in libreria con “I Wanderers” (Giano, 2009), che lo scrittore americano ha scritto a soli 24 anni.  Ambientato tra le gang del Bronx negli anni Sessanta, il romanzo è una storia di formazione tra la scuola e la strada, il “playground” dove si giocano memorabili partite di football e i vagabondaggi notturni in cerca di avventure. Protagonista, una gang di ragazzini italiani capitanata da Richie Gennaro, diciassette anni. OPERE/Dello stesso autore “La vita facile
I Wanderers (“vagabondi”) però erano solo uno dei gruppi che si dividevano il territorio del Bronx, come spiega subito Price alla seconda pagina con un’indimenticabile elenco di gang, stilato proprio da Richie per fare il punto su alleati e nemici prima di una rissa.
Da una parte i bianchi: si va dagli Executioners (polacchi), agli irlandesi Rays, ai Fordham Baldies, “misti”, che “erano così matti che si rasavano la testa per evitare che i capelli gli finissero davanti agli occhi quando menavano”.
Decisamente più temibili i ragazzi di Lester Avenue, classificati da Richie come “italianissimi”: tutti ex galeotti e scagnozzi della mafia, al punto che paragonare le altre gang del North Bronx con quelli di Lester Avenue era come “confrontare la Guardia costiera con i Marines”. Dall’altra parte, le gang dei neri e i Wong, ventisette cinesi tatuati e esperti di arti marziali.

Il romanzo di Price segue i Wanderers nelle loro peripezie nel quartiere, fatto di grandi caseggiati grigi e anonimi, prati incolti e vecchi bar. La vita dei ragazzi della gang si divide tra partite di football e risse con i rivali. Ma anche mattinate a scuola, i compiti e le prime esperienze sentimental-sessuali, a tratti tenere, qualche volta rudi e spesso spassose, come sono sempre le prime storie, quando la spavalderia lascia il posto alla timidezza e gli amori sono tanto brucianti quanto brevi.
Quello che colpisce, del romanzo di Price, non è la durezza della vita di strada, ma soprattutto quella tra le mura domestiche, dove regnano padri violenti o completamente assenti, don Giovanni brizzolati e madri sottomesse, vedove o intimamente sole.

“I Wanderers” è un romanzo che si legge con piacere dalla prima all’ultima riga, con dialoghi indimenticabili e molto realistici e scene da cinema. Ed è una storia in fondo innocente: Richie e gli altri dietro i gesti da duri nascondono l’insicurezza della loro età e un profondo senso dell’amicizia, oltre all’intelligenza di saper capire, alla fine, che il Bronx non era almeno a quei tempi un posto per giovani che volessero combinare qualcosa nella vita.
All’orizzonte, ma giustamente Price si limita ad accennarlo, si intravede  la guerra del Vietnam che si prenderà molta gioventù americana, le prime partenze di membri della gang e la fine di quella che in fondo resta un’età ancora pura. Anche nel Bronx.

Richard Price è nato nel 1949 a New York, nel Bronx. Pubblicò “I Wanderers” quando aveva appena finito gli studi universitari alla Columbia, dove il suo modello era Hubert Selby. Da allora ha pubblicato diversi libri, da “Clockers” e “Freedomland” sulla vita nei quartieri popolari al suo romanzo più celebre, “La vita facile”, pubblicato in Italia da Giano. Ha scritto anche sceneggiature di film e alcuni episodi di “The Wire”, la serie tv di HBO ambientata a Baltimora, per cui ha vinto l’Edgar Award per la sceneggiatura televisiva.

Voto: 7
Autore: Richard Price
Titolo: I Wanderers
Editore: Giano
Anno di pubblicazione:2009
Prezzo: 16 euro
Pagine: 239

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Michela Gelati

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