Bruxelles è lontana e spesso le dinamiche del palazzo europeo sfuggono ai cittadini dell’Unione. Marco Brunazzo in “Come funziona l’Unione Europea” (LaTerza, 2009) offre un’ampia panoramica sul fenomeno.
L’Unione Europea, un’entità spesso non percepita nella sua reale esistenza. Aleggia spesso un’idea di poca concretezza.
“Dice bene. Spesso l’UE non viene percepita per quello che è. Per esempio, aleggiano molte di quelle che la Commissione chiama “eurobufale” o “euromiti”, che sono per lo più il frutto di ignoranza o di forte pregiudizio. In realtà, l’UE si occupa di cose molto concrete, come la politica monetaria e la politica della concorrenza, che oggi non sono più di competenza degli stati nazionali.”
Perché oggi è importante capire le dinamiche di Bruxelles?
“E’ importante capire quanto avviene a Bruxelles per tanti motivi. Il più importante è quello che dicevo pocanzi: piaccia o non piaccia, l’UE fa cose importanti, con un impatto significativo sulla vita dei cittadini degli stati membri e non solo. I governi nazionali vedono oggi i loro ambiti di azione limitati dalla presenza delle istituzioni e delle decisioni comunitarie. Ma l’UE, se conosciuta e se ben utilizzata, può diventare una grande occasione di crescita per un paese.”
Qual è l’importanza dell’Unione Europea sia a livello globale sia a livello di ogni singolo stato?
“L’UE è un attore importante sia per gli stati nazionali che per lo scenario mondiale. Sul primo aspetto ho già detto qualcosa, per cui non mi dilungo. Per quanto riguarda il secondo aspetto, ovviamente anche in questo caso l’UE è importante. Basti ricordare che l’UE è la più grande entità commerciale mondiale, dato che rappresenta il 20% delle importazioni ed esportazioni globali. Ma si pensi anche al caso della concorrenza e ai difficili rapporti che ha un’azienda americana (!) come Microsoft con la Commissione europea. Più limitato è il ruolo dell’UE nell’ambito della politica estera.”
Veniamo all’Italia. Le ultime elezioni europee che dati ci indicano? Cosa porteranno la Lega e la lista di Di Pietro al nostro paese?
“Le ultime elezioni europee sono state in linea con quelle precedenti. I partiti (prima) e gli elettori italiani (dopo) hanno guardato più a Roma che a Bruxelles. Al contrario delle altre volte, però, la riforma delle legge elettorale ha fatto sì che gli europarlamentari italiani si concentreranno su un numero inferiore di gruppi parlamentari. E’ difficile sapere cosa porteranno la LN e l’IDV all’Italia. Certamente, quello che porteranno sarà il frutto di contrattazioni con molti altri attori e gruppi parlamentari.”
Problemi di coesione. L’Europa è fatta ora “bisogna fare” i cittadini europei?
“Dal punto di vista giuridico, una cittadinanza europea c’è già. Dal punti di vista sostanziale, però, essa è ancora debole. I cittadini si sentono prima di tutto cittadini del loro paese di origine che non cittadini europei. Io non so se occorra inevitabilmente avere dei cittadini europei. So che sicuramente occorre avere dei cittadini più consapevoli di quanto Bruxelles sia importante (ripeto: nel bene e nel male) nella loro vita quotidiana.”
Unione Europea: perché sì e perché no?
“Credo che la domanda giusta da porre sia: a cosa serve l’UE? Uno investe su una cosa se ritiene di poterne ricavare dei benefici. Non vi sono dubbi, oggi, sul fatto che l’UE sia stata utile ai paesi membri come motore di sviluppo sociale ed economico e anche ai paesi non membri (si pensi alla funzione “democratizzante” dell’allargamento ai paesi dell’Europa centro-orientale). Quindi, l’UE va conservata. Oggi bisogna capire cosa l’UE debba diventare. Ma questa è un’altra questione…”
Marco Brunazzo insegna Politica europea presso la Facoltà di Sociologia dell’Università di Trento. Le sue ricerche riguardano principalmente i processi decisionali dell’Unione Europea, l’europeizzazione dei sistemi politici nazionali e la politica comunitaria di coesione economica e sociale. Ha pubblicato saggi su riviste scientifiche italiane e straniere e il volume Le regioni italiane e l’Unione europea (Roma 2005).
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