Come tutti gli altri romanzi di Andrea Vitali anche “Almeno il cappello” (Garzanti, 2009) è ambientato nella città dell’autore, Bellano, e in periodo fascista. Non a caso il romanzo inizia così: “La domenica 9 ottobre 1927 Mussolini inaugurava a Roma la prima mostra del grano“. L’autore si trova a suo agio nel descrivere un periodo storico che non ha vissuto in prima persona, ma che lo affascina molto.
La storia. Ad accogliere i viaggiatori che d’estate sbarcano sul molo di Bellano dal traghetto Savoia c’è solo la scalcagnata fanfara guidata dal maestro Zaccaria Vergottini, prima cornetta e direttore. Il ragionier Onorato Geminazzi, uomo di polso, che vive sull’altra sponda del lago può forse portare Bellano ad aver un Corpo Musicale degno di questo nome. Nel libro è fortemente presente il personaggio del podestà, Gemmo Parpaiola, uomo tutto di un pezzo che non vede di buon occhio il tirare fuori soldi pubblici per quel Corpo Musicale che invece vuole a tutti i costi Onorato Geminazzi, seconda cornetta nella famosissima banda di Loveno (benché affer-masse di essere la prima).
Il romanzo racconta così la gloriosa avventura di questo corpo musicale, che a stento è riuscito a crearsi, delle mille difficoltà che si sono incontrate in questa sua formazione e della determinazione di chi è voluto esserne l’artefice, appunto il ragionier Geminazzi. Ma non sono certamente di secondo rilievo gli altri personaggi delineati dall’autore con la consueta ironia che fa di lui uno scrittore tanto gradevole e gradito al pubblico. Così si sorride leggendo le avventure di Lindo Nasazzi, il virtuoso del bombardino, amante del vino, vedovo di fresco e messo in riga dalla giovane seconda moglie Noemi, che lo chiude in casa perché non giri per osterie. Ed ancora ci si diverte a seguire il corteggiamento del Bongioanni, segretario della locale sezione del Partito, nei confronti dell’Armellina, giovane e seducente orfanella, il cui decolté fa venire cattivi pensieri a tutti gli uomini del paese.
Insomma a ritmo di valzer, mazurche, marcette ed inni, Vitali si è inventato un’altra storia tutta italiana, fatta di intrighi, furbizie, pettegolezzi,sogni nel cassetto,amori dichiarati e non, scritta con la parola semplice e diretta che racconta la verità. Rispetto ai romanzi pre-cedenti “Almeno il cappello” è meno avvincente e talvolta manca di quel brio e vivacità soliti all’autore, riscattato però da un finale a sorpresa. Ma anche qui certo non manca il tono di scherno nel raccontare la vita quotidiana di un’Italia “minore” osservata con sguardo attento e indulgente.Piacevole e scorrevole dunque anche quest’ultima fatica che conferma Vitali uno dei migliori narratori italiani contemporanei.
Andrea Vitali è nato nel 1956 a Bellano dove vive e lavora come medico dentista. Autore anche di “Una finestra vista lago”, “La figlia del podestà” (Premio Bancarella 2006), “Olive comprese”, “La modista” (Premio E.Hemingway 2008), “Dopo una lunga e penosa malattia”. Nel 2008 gli è stato conferito il premio letterario Boccaccio per l’opera omnia.
Voto: 7
Autore: Andrea vitali
Editore: Garzanti
Anno pubblicazione: 2009
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Da sabato 1 Agosto sul quotidiano “La Provincia” di Como verrà pubblicato un inedito “racconto d’estate” a puntate (27) di Andrea Vitali intitolato “Il Maiale”, che presenta un Vitali diverso e lontano dal suo consueto stile.