“Volevo dirti” (De Ferrari, 2009) è il nuovo libro di Lissia Rasetto. Due persone che sono una, distanti nel tempo e nello spazio si scrivono. Marito e moglie tentano, parlandosi, di colmare il vuoto dell’assenza e vincere la paura e il desiderio di toccarsi ancora. Partitura per parole. Una tessitura di sguardi mancati, di segnali diluiti nel tempo di un amore che muta di forma nella solitudine di un dialogo con finale aperto.
Non c’è dubbio che Bianca e Jacek, i protagonisti di questo romanzo si amino ancora. Ma il perché si siano separati non è e non vuole essere chiaro. Questo amore che ancora non trova pace perché il desiderio di stare insieme è ancora forte viene continuamente alimentato da un dialogo costante che non si sa se avviene per telefono o mail, fatto sta che i due non cessano di comunicare perché hanno un bisogno fisico e mentale di sentirsi vicini perché legati indissolubilmente. Uno non può fare a meno dell’altra e si cercano con le parole con l’intento di colmare l’assenza e l’attesa conscia e inconscia di rincontrarsi.
Frasi che non riescono a diventare atti in una realtà che incombe, finchè la fisicità si fa urgente e l’emozione non dà scampo.
Un lento processo di svelamento e riavvicinamento che avviene superando la paura fino alla decisione ultima di riprendersi e ricominciare a vivere insieme. Due radici diverse dovute all’appartenenza a due nazioni diverse, lei italiana, lui polacco, due voci sofferte a cui fa sfondo una Polonia prima pensata poi raggiunta, come in un film romantico la cui colonna musicale sono i notturni, le mazurke e le ballate di Chopin. Uno Chopin protagonista assoluto del libro perchè la storia ha il senso del tempo inedito della musica, come spiega la scrittrice, che afferma anche che è stata la musica a suscitare e sostenere lo scritto.
Indubbiamente passionale il modo di raccontare le sensazioni di un amore intenso che ha i toni autobiografici, ma un appunto va fatto per lo stile dei dialoghi che, benché scorrevoli, fanno parlare Bianca e Jacek alla stessa maniera. Questo fa apparire poco credibile che i personaggi siano due persone differenti che comunicano tra loro. Il tutto sembra più un monologo, un compiacimento della scrittrice nell’esaminare un rapporto di cui forse è stata protagonista nella vita reale.
Lissia Rasetto, nata a Genova, laureata in lettere e collaboratrice de “Il Giornale” (Pagina di Genova).
Voto: 6
Titolo: Volevo dirti
Autore: Lissia Rasetto
Editore: De Ferrari
Anno di pubblicazione: 2008
Prezzo: 12 euro
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