Via da Las Vegas. Storia d’amore e autodistruzione

Michela Gelati

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viadalasvegasLetta l’ultima pagina del romanzo di John O’Brien “Via da Las Vegas” (Minimum fax 2009), uscito nel 1990 e appena ripubblicato in Italia, è inevitabile restare qualche minuto in silenzio. Quasi storditi da tanta bravura e tanto dolore, tanta vita vuota e disperata come a volte l’America sa essere. Il libro, che alcuni ricorderanno per l’omonimo film, valse a Nicholas Cage il premio Oscar nel 1996. Un testo, secondo l’attore americano, “meraviglioso, perché racconta una storia d’amore senza giudicare.”

E’ la storia di Ben, un alcolista di Los Angeles che mollata la famiglia e tagliati i ponti con il lavoro, bruciati in giardino foto e ricordi di tutta una vita, se ne va nella città del Nevada. Qui i locali sono sempre aperti e può dare libero sfogo alla sua autodistruzione a base di vodka e bourbon. E il romanzo di O’Brien, affetto da gravi problemi di alcolismo e morto suicida a 33 anni, è anche la storia della giovane prostituta Sera, che intreccia con Ben una storia d’amore casto, fatto di mancanze e profonda solitudine attenuata solo dalla sofferta vicinanza dell’altro.

L’epilogo si intuisce dall’inizio, eppure il percorso discendente di Ben lascia sorpresi. Perché, a parte svenimenti, crisi d’astinenza risolte con un metodico accumulo di liquori in casa, giornate in locali affollati da un’umanità al capolinea, è sorprendentemente razionale. Ben pianifica tutto: il rogo degli effetti personali nella sua casa di Los Angeles,  la vendita del Rolex che a Las Vegas non serve più perché i bar non chiudono mai e il tempo dei casinò è piatto e infinito. L’affitto di una stanza in un motel per dare meno nell’occhio. Tutto già scritto, fin dalla partenza e fino alla fine.

E non si riesce a immaginare per questa storia un palcoscenico migliore della città dei casinò, con i suoi viali interminabili, il sole impietoso e il suo popolo di cameriere troppo truccate, uomini d’affari, donne avvizzite tra roulette e slot machine. A Las Vegas Ben sa di non poter vincere, solo sparire. Sera è un tenero imprevisto arrivato troppo tardi, e quando lei gli propone di vivere insieme, lui accetta non riuscendo a dirgli che vorrebbe non solo “strisciare a nascondersi nella buia camera di un motel, ma che in realtà vuole anche morirci dentro“.

John O’Brien scriveva benissimo, ogni parola di Via da Las Vegas è perfetta e terribile. Di lui Jay McInerney ha detto che “era uno scrittore dal talento strepitoso, in grado di creare poesia a partire dal materiale più squallido”. Assolutamente vero.

John O’Brien è nato nel 1960 a Oxford, in Ohio. Si è poi trasferito a Los Angeles con la moglie Lisa. Afflitto da gravi problemi di alcolismo, O’Brien si è suicidato nell’aprile 1994, due settimane dopo aver firmato il contratto per i diritti cinematografici del suo primo romanzo, Via da Las Vegas. Ha scritto anche Stripper Lessons, The assault on Tony’s e Better, tutti usciti postumi.

Voto: 9
Autore: John O’Brien
Editore: Minimum fax
Anno pubblicazione: 2009
Prezzo: 13,50 euro
Pagine: 233

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Michela Gelati

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