Honeymoon, l’amore e l’innocenza di Banana Yoshimoto

Francesca Camponero

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honeymoonQuando si fa la stessa cosa per molto tempo, si crea una strana profondità. I nostri sorrisi ne sono un perfetto esempio. In un attimo siamo attraversati da una comunicazione così profonda che è impossibile immaginare qualcosa di più nuovo e più bello.” Con queste parole Banana Yashimoto presenta il suo libro “Honeymoon” scritto nel 1997 e pubblicato ne I Canguri – Feltrinelli nel 2000.

Senz’altro uno dei più bei romanzi della scrittrice giapponese e che racconta la storia d’amore di due ragazzi che si conoscono e si amano da quando erano bambini. Complice il giardino di lei, Manaka, in cui da bambina prima, e poi da ragazza, passa gran parte del suo tempo in contemplazione di ogni angolo, di ogni profumo, di ogni più piccola forma di vita. Quello che la circonda nel giardino le dà gioia  e tranquillità e la fa sentire in armonia col mondo. Suo compagno di giochi e di sensazioni è Hiroshi, vicino di casa che abita col nonno a cui è molto legato e per il quale patirà un grosso dolore alla sua morte.

I due hanno caratteri completamente diversi, solare ed estroversa lei, cupo ed introverso lui, ma questo non toglie che si sentano uniti da un forte legame che li porta al matrimonio sia pur in giovanissima età. Un viaggio in Australia, una specie di luna di miele, condurrà i due a nuove esperienze che presenteranno loro una vita diversa da quella  ovattata e circoscritta che hanno sempre vissuto all’interno del giardino di Manaka.

Honeymoon ripropone ai lettori della Yashimoto i temi più noti della scrittrice come la famiglia allargata, le varie religioni, il suicidio e la morte delle persone care. Ma in questo romanzo  si nota più unitarietà che negli altri, il tutto trattato come di consueto con lievità, grazia ed armonia consone alla Yashimoto. L’amore e l’innocenza che vincono sopra ogni cosa sono il messaggio lanciato dalla scrittrice, perché solo amore e innocenza sono dotati di quella forza invisibile, ma indistruttibile capace di far fronte alle più terribili avversità e alle più drammatiche vicende che la vita riserva.

Manaka e Hiroshi che si tengono per mano sotto un tramonto che li porta alle lacrime per la commozione rappresentano la speranza della gioventù, quella che tutti cercano per andare avanti. Per questo ci si lascia cullare dalla musicalità delle pagine di questo libro che senza dubbio rapisce col suo fascino orientale.

Banana Yashimoto (Tokio 1964), in Italia ha conquistato una grossa fetta di pubblico di lettori col quale ha instaurato un rapporto quasi di complicità per il suo modo diretto di dialogare con stile fresco ed immediato. Di lei si ricordano Kitchen(1991), N.P.(1992), Sonno profondo(1994), Tsugumi(1994), Lucertola (1995)

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Francesca Camponero

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