Gli amori del sabato sera. Intervista a Stefania Balotelli

Stefano Giovinazzo

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gli-amori-del-sabato-seraDue sguardi in un istante sovrappongono un destino. In “Gli amori del sabato sera” (Newton & Compton, 2009) Stefani Balotelli e Fabrizio Savelli costruiscono un romanzo intelligente che tocca le corde del cuore.

Gli amori del sabato sera“. Romanzo d’amore, di dolore, di speranza. Come l’ha pensato e come lo giudica vedendolo lì tra gli scaffali.
Vederlo tra gli scaffali è un’emozione davvero difficile da descrivere. All’inizio appena uscito quasi non ci sembrava vero. Il libro è stato scritto in pochissimo tempo ma prima della pubblicazione c’è stato un lungo lavoro , dall’editing, alla scelta della copertina, all’impaginazione. Insomma alla fine non vedevamo l’ora di vederlo concretamente, di poterlo tenere in mano e sfogliarlo. Mi batte sempre il cuore quando vedo la copertina fucsia che spicca tra le altre. Il cuore con il cerotto ormai è il nostro simbolo. L’idea è nata ripensando alle nostre storie e a quello che avevamo passato. Volevamo rendere partecipi tutti e scoprire se ci fosse qualcun’altro che come noi si è inseguito e cercato e ha sofferto.

Un libro a due anime, quella maschile e quella femminile. Come è nato il libro?
Quasi per gioco, forse una sfida tra me e Fabrizio. Entrambi scrivevamo già ma nessuno dei due aveva pensato di buttarsi in un progetto così ambizioso. Lui mi ha fatto la proposta. Voleva scrivere qualcosa a  4 mani e mi ha mandato un capitolo. Da quello io ne ho scritto un’altro e non ci siamo più fermati. Per circa 20 capitoli abbiamo scritto assolutamente di getto senza pensare a nulla poi ci siamo resi conto che il nostro gioco si stava trasformando in qualcosa di più importante, qualcosa che richiedeva molta attenzione e allora abbiamo cercato di vedere il romanzo nella sua completezza e complessità. Ci siamo domandati che cosa volevamo comunicare e che cosa volevamo far trasparire da Giulia e Andrea. Ma il nostro scrivere di getto non ci ha abbandonato fino alla fine.

Lo stile. Come avete messo insieme le vostre idee e soprattutto le vostre emozioni su pagina?
E’ stato molto più semplice di quanto uno si immagini. Il libro parla di noi, di quello che abbiamo vissuto e che ci ha fatto diventare quello che siamo. La mia Giulia è quello che fondamentalmente sono io e che anche vorrei essere. Ci sono degli aspetti del suo carattere che amo e che vorrei diventassero miei. Ogni volta che io o Fabrizio affrontavamo un nuovo capitolo non dovevamo fare altro che ripensare alle nostra vita e alle nostre emozioni. è nato subito feeling tra me e lui e questo ha contribuito a mescolare alla perfezione i nostri stili.

Il destino, il nodo cruciale del romanzo. Cosa ne pensa?
Tanti non ci credono e altri invece ci si affidano completamente diciamo che io sto nel mezzo. Molto di quello che mi è successo in questo ultimo periodo della mia vita forse lo devo al destino, tante coincidenze, tantissimi incontri e scontri… ma per il resto so che i sogni si realizzano se uno ci crede davvero e se ci si butta anima e corpo. Fabrizio mi ha insegnato che la prima cosa importante da fare è credere che quello che uno desidera si avvererà. Lui era sicuro che avremmo pubblicato!

Gli amori di oggi. Poesia, emozioni, passioni. E ancora colpi di fulmine, corteggiamenti, avances. Nell’era degli amori liquidi tutto questo resiste ancora. Un suo pensiero.

Giulia dice di non credere più alle favole e lo stesso vale per me. è tutto cambiato, non ci sono più le classiche storie a lieto fine. Noi non lo vogliamo un lieto fine. Siamo stufi e stanchi di questi sciocchi finali strappa lacrime che in realtà celano solo bugie e sofferenza. Siamo molto più concreti e viviamo in mondo completamente diverso. Guardo i miei genitori che sono sposati da 40 anni e si un po’ li invidio perché ancora non ho scoperto il loro segreto però mia hanno cresciuto con l’idea che si… non ci sono più i principi e le principesse ma ci sono uomini e donne che sanno amare ancora con il cuore con la mente e con il corpo!! Un  mix incredibile!

Come definirebbe il suo romanzo?
Non credo ci sia un definizione esatta per rendere al meglio questo romanzo. Io mi emoziono ogni volta che lo leggo forse perché tra le righe rivedo me stessa e la mia essenza. Per me è come una fotografia. Quelle immagini che ritraggono scorci di una vita che non ti appartiene. Quello in bianco e nero. Quelle che vengono esposte alle mostre e affascinano e ti rapiscono.. A quelle foto ognuno di noi da una sua interpretazione. Rivede un po’ se stesso e si sente parte di quel mondo anche solo per un istante. Ecco che credo che il mio libro sia questo. Credo che tutti i libri dovrebbero essere questo.

Questo libro come ha cambiato la vita di Stefania Balotelli, in relazione anche al rapporto di coppia?
La mia vita è cambiata nel momento stesso in cui ho incontrato Fabrizio. Insieme abbiamo dato vita a questo progetto. Il libro ci ha aiutato a scoprirci e tirar fuori lati di noi che forse nemmeno in tutta una vita potevamo scoprire. Quando scrivi abbassi la guardia e diventi vulnerabile, metti su carta tutto quello che sei senza maschere e bugie. Tutto questo ci ha unito ancora di più e ha reso scrivere insieme un divertimento e una gioia. Fabrizio oltre ad essere il mio compagno è un attento collaboratore, un critico severo e un ottimista nato… è come il mix di prima… prefetto!

Stefania Balotelli vive a Brescia. Ama il cinema, l’arte e la lettura. Ha cominciato a scrivere da piccola, una passione che le ha trasmesso la madre. La sua camera è sommersa da vestiti e libri di ogni genere. Adora Londra ma il suo sogno è vivere in un Paese dove fa sempre caldo. Il verde è il suo colore preferito.

Fabrizio Savelli vive a Brescia. Lavora come tatuatore. Dipinge e ama scrivere racconti e poesie che tiene nel cassetto. È cresciuto rincorrendo i miti di Gianni Rodari e J.J.Tolkien. Ma è sempre pronto a correre dietro a qualche ragazza e a volte a un pallone. Un giorno conosce Stefania e nasce questo libro.

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Stefano Giovinazzo

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