L’amore di “venuto al mondo”. Mazzantini e la speranza

Chiara Pieri

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venutoalmondoDopo “Non ti muovere”, Margaret Mazzantini torna sulla scena letteraria con “Venuto al mondo” (Mondadori, 2008). Romanzo coinvolgente e straziante, la guerra serbo-bosniaca come sfondo di un amore incondizionato.

Un giorno d’estate Gemma lascia Roma e la sua vita ordinaria e parte con il figlio sedicenne Pietro alla volta di Sarajevo, una città in ricostruzione, ancora sofferente per le recenti ferite belliche. Qui incontra Gojko, l’amico poeta, che per primo le aveva fatto conoscere la Bosnia ai tempi delle Olimpiadi del 1984 e che le aveva presentato il grande amore della sua vita, Diego, il “fotografo di pozzanghere“.

Il romanzo procede al passato e scatta un lunghissimo flash-back in cui si racconta la storia dell’amore travagliato tra Diego e Gemma, sorto proprio tra la neve di Sarajevo e poi traslato in Italia, tra Genova e Roma. Alla profondità e alla bellezza dell’amore si contrappone, però, la sofferenza per una maternità voluta e mancata, che crea un’estenuante ed esasperata ricerca continua di soluzioni, anche delle più improbabili, che rischiano seriamente di compromettere il rapporto tra i protagonisti.

Al dolore privato si somma la tragedia della guerra, un conflitto etnico, che l’Occidente ha vissuto in maniera passiva e mediatica, mentre i diretti protagonisti, troppo spesso dimenticati dalla Storia, portano ancora le cicatrici delle violenze subite. La Mazzantini riesce a raccontare con crudo realismo una tragedia pur non vissuta direttamente, ma soprattutto è capace di dare voce ai singoli personaggi e protagonisti di tanto orrore.

Ciò che distrugge, però, è anche fonte di vita e con esiti imprevedibili lascia, tra sofferenze e perdite, la possibilità del sorgere di una nuova ed amara speranza.

Venuto al mondo” è un libro che si legge con passione e interesse per la capacità dell’autrice di rendere vivi e credibili i personaggi collocati sempre in uno spazio storico ricostruito con documentato realismo. Inoltre la narrazione non è mai banale o scontata, ma ricca di continui imprevisti e colpi di scena, che aumentano il piacere della lettura. La guerra non è solo quella degli assedi e dei bombardamenti, ma è anche quella della lotta personale contro un destino crudele, che sembra negare le aspirazioni più profonde.

Margaret Mazzantini è nata a Dublino, in Irlanda. Vive a Roma con la sua famiglia. Ha esordito nella narrativa nel 1994 con Il catino di zinco, cui sono seguiti Manola (1999), Non ti muovere (2001, Premio Strega 2002), che l’ha consacrata tra le maggiori autrici italiane, il monologo teatrale Zorro (2004) e Venuto al mondo (2008).

Voto: 8,5

Autore: Margaret Mazzantini

Titolo: Venuto al mondo

Editore: Mondadori

Anno di pubblicazione: 2008

Prezzo: 20,00 Euro

Pagine: 531

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Chiara Pieri

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