Emporium, civile indignazione. Le parole di Marco Onofrio

Stefano Giovinazzo

Tagged: , , , , , , , ,

emporiumIl 18 maggio a Roma, Marco Onofrio ha presentato “Emporium” (Edilet). Del libro hanno discusso Eugenio Ragni, docente di Letteratura Italiana a “La Sapienza” e Paolo di Paolo, scrittore e critico letterario.

Una voce “poetica” fuori dal coro. Della scrittura di Marco Onofrio colpisce tutto: la forma, lo stile, i temi. La poesia. I versi hanno un suono melodico ma in “Emporium” la dolcezza delle parole si fonde con la durezza dei concetti: precariato, crisi economica, compromessi, cattiva infomazione. Queste le tematiche che l’autore romano in poco in circa 50 pagine riesce a comunicare al suo pubblico in sala, presso il centro culturale Bibli, con le letture saggiamente interpretate dal Antonio Sanna.

L’indignazione, l’accusa e il disagio. A prendere subito la parola è il Prof. Ragni, che sottolinea come il volumetto di Onofrio meriterebbe una diffusione più ampia, un rilievo mediatico più che editoriale. E’ un libro che “deve suscitare dibattito, si tratta di un’indignazione forte per il mondo giovanile di cui ho provato disagio leggendola perchè sono parole che avrei voluto dire io“. Per una situazione che non riesce a decollare; anzi è proprio l’immobilità della società italiana, forse, uno dei temi su cui poeticamente l’autore si sofferma. La forza del libro è quella di mettere in evidenza “le situazioni che ci sono dietro” a determinati problemi.

Linguaggio sonoro, una nuova performance
. Il giovane, ma già molto noto, scrittore Paolo di Paolo pone l’accento sulla natura camaleontica dell’autore, una continua mutazione che appare “impressionante” sia per la crescità artistica che per la varietà degli ambiti sperimentati. Per l’autore di “Questa lontananza così vicina” (Giulio Perrone editore, 2009), “scrivere un poemetto oggi è davvero interessante“. Il linguaggio è sonoro e tutto proviene da un fattore scatenante: il “rancore“. La poesia espressa in “Emporium” riesce a farsi – afferma il critico – “gesto civile ma va oltre  riscattando il rancore con la forma della narrazione“.

Marco Onofrio è nato a Roma l’11 febbraio 1971. Laureato in Lettere Moderne, Premio Internazionale “E. Montale” (1996), poeta, scrittore, critico letterario, è autore di liriche, racconti, romanzi, opere teatrali e saggi critici. Ha pubblicato, tra l’altro: Interno cielo (romanzo, 1993), Eccedenze (racconti, 1999), Squarci d’eliso (poesia, 2002), La dominante (teatro, 2003), Autologia (poesia, 2005), La lampada interiore (racconti, 2005), D’istruzioni (poesia, 2006), Guido De Carolis. Pittura Luce Energia (critica d’arte, 2007), Antebe. Romanzo d’amore in versi (poesia, 2007), E’ giorno (poesia, 2007), Emporium. Poemetto di civile indignazione (poesia, 2008), Ungaretti e Roma (critica letteraria, 2008). È direttore editoriale di Edilazio e responsabile di EdiLet -Edilazio Letteraria.

/ 110 Articles

Stefano Giovinazzo

Comments Closed

Comments for this post are now closed.