Neve, il romanzo di Corona. Erto e una storia fantastica

Francesca Camponero

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nevecoronaIn “Storia di Neve” (Mondadori, 2008), Mauro Corona dà forma all’epopea di Erto in un romanzo di forte vitalità, a volte terribile, a volte idilliaco in cui narra la vicenda di una ragazza Neve, venuta sulla terra per altre ragioni che non sono sposarsi né fare figli.

Una bambina fatta di acqua, una donna che non si può innamorare perché se no si scioglie letteralmente. Questa è Neve, nata nella Erto degli anni venti e morta qualche anno dopo la fine del secondo conflitto mondiale. Una creatura speciale che ha poco dell’umano non solo per il suo aspetto esteriore così trasparente ed etereo, ma anche per le sue capacità straordinarie di guaritrice,una creatura angelica che ha saputo dare al paese di Erto un alone speciale di santità. Ma queste sue doti positive non bastano a rendere buoni gli uomini che ha accanto, persone grette,crudeli dominate da una cattiveria di cui nemmeno si rendono conto e che governa tutte le loro vite. Uno di questi”cattivi”è proprio suo padre Felice Corona Menin, il quale appena si rende conto che con la santità della figlia può fare soldi non si perita di sfruttare la situazione al meglio. Vende miracoli anche quando non ci sono, cogliendo l’occasione del dono misterioso di Neve per arricchirsi con cinismo.

Tutto questo innesca una serie di frodi,ricatti,e di delitti violenti che costituiscono la colonna vertebrale della narrazione. Felice Corona Menin è il vero protagonista del libro, lui col suo esercito di topi e pantegane assassine riescono a far fuori la maggior parte dei personaggi, personaggi che in qualche maniera ostacolano l’avanzare del suo arricchimento. Ma si sa,chi di spada ferisce di spada perisce per cui anche a lui alla fine sarà servito lo stesso piatto che ha fatto mangiare ai suoi”nemici”. Neve muove le file di questa storia ma il suo personaggio sta ai margini. Si innamora sin da piccolissima di un bambino di tre anni meno di lei,Valentino, e lo amerà fino alla morte,una morte che accadrà ancora in giovine età proprio per la sua scelta di amare fino in fondo.

In questa narrazione Mauro Corona si rifà all’epica greca ,sembra infatti voler ritornare ai racconti mitologici in cui tutto avviene per volere degli dei. Qui il deus ex machina è la Strega Melissa che ha mandato sulla terra il suo alter ego, Neve, per vendicarsi del male subito dagli Ertani quando era in vita. Neve è buona,ma genera il male,suo padre uccide senza pietà e senza rimorso tutti quelli che intralciano il suo cammino,in questo modo anche Melissa si libera di tanti personaggi scomodi attraverso di lui.

Ma i tredici quaderni scritti da Corona in undici mesi spesso fanno vedere una certa fatica di portare a termine la storia e ci si chiede il perché in quest’ultimo romanzo l’autore abbia voluto scrivere così tanto ,quando il tutto sarebbe risultato più fluido sintetizzando un po’ gli avvenimenti. Un po’ di mania di grandezza c’è stata,del resto lui stesso ammette che per scrivere “Storia di neve” ha preso ad esempio”Cent’anni di solitudine” ,ma purtroppo il suo libro non è all’altezza di quello di Marquez.Il tutto sembra girare intorno ad un macabro compiacimento nella descrizione di scene di violenza che vengono colorate anche da un linguaggio forte,non sempre gradevole al lettore. Nel complesso comunque il romanzo avvince e porta comunque a leggere fino alla fine le sue 1248 pagine scritte a mano diventate poi 817 sul libro.

Mauro Corona è nato ad Erto nel 1950 dove ha sempre vissuto. Da ragazzo ha lavorato come boscaiolo e ha cominciato ad intagliare il legno per diletto, ora è uno degli scultori lignei più apprezzati in Europa.Alpinista ed arrampicatore fortissimo,trai suoi libri più noti: Il volo della martora, Le voci del bosco, Gocce di resina, Nel legno e nella pietra, Aspro e dolce, L’ombra del bastone, Fantasmi di pietra.

Voto: 7

Autore: Mauro Corona

Editore: Mondadori

Pagine: 817

Prezzo: 22 euro

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Francesca Camponero

One Comment

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