L’editoria modenese presenta ai suoi lettori le ultime pubblicazioni, le novità e i periodici alla quinta edizione della mostra mercato Libriamodena, che si è tenuta il 28 e 29 novembre. Dopo le edizioni di Modena, Pavullo e Sassuolo, la manifestazione è giunta nuovamente in Piazza Grande a Modena, confermando così la sua natura di “evento itinerante”, che si sposta nelle piazze della provincia per avvicinare i lettori e offrire loro una gran quantità di titoli, stimoli di lettura e incontri con autori ed editori.
“La casa del Professore“ (Neri Pozza, 2009) di Willa Cather, inizia col protagonista Godfrey St.Peter, 52enne professore di Storia Europea presso l’Università di Hamilton nello Stato del Michigan.
“Amore mio ti odio”. Intervista a Daniela Di Battista
“Amore mio ti odio – gli agganci nevrotici di una coppia in trappola” (Agra editrice, 2009) è il titolo del libro della psicologa e psicoterapeuta pescarese Daniela Di Battista. Si parla di sudditanza psicologica esistente in moltissime coppie di oggi. Una fenomenologia subdola ma avvolgente, sottovalutata ma pervasiva, talmente diffusa che spesso viene vissuta come un elemento caratteristico, stereotipato, perfino divertente ma che in realtà intrappola l’amore.
Un libro forte, autentico, che lascia il segno: “Il farmacista di Auschwitz” (Garzanti, 2009), di Dieter Schlesak. E’ la storia vera di Victor Capesius farmacista a Sighisoara, buon vicino di casa della famiglia Schlesak.
“È verità universalmente riconosciuta che uno scapolo largamente provvisto di beni di fortuna debba sentire il bisogno di ammogliarsi”. L’incipit di “Orgoglio e Pregiudizio” (Emons Audiolibri 2009) di Jane Austen sicuramente il più citato di tutta la letteratura inglese, da oggi sarà possibile anche ascoltarlo letto da Paola Cortellesi nell’omonimo audiolibro in edizione integrale. AUDIO/Ascolta un brano del libro
“Nell’era dell’irresponsabilità. L’Italia è diventata il paradiso delle bolle di sapone. E del pensiero magico che le fa volare in alto”. E’ il cuore de “La bolla. La pericolosa fine del sogno berlusconiano” (Feltrinelli 2009) di Curzio Maltese.
“Playstation, caffetterie e altri racconti“ (Interlinea, 2009) è un libro a cura di Fulvio Panzieri e Roberto Righetto. Un’originale raccolta di racconti e ricordi sugli oggetti preferiti da scrittori, artisti e personaggi di rilievo. L’idea nasce da una serie di racconti pubblicati sul quotidiano”Avvenire“nel quale è stato chiesto a venticinque protagonisti della cultura italiana di scegliere un oggetto che ritenevano significativo e simbolico della nostra contemporaneità e di renderlo protagonista di una storia, di un ricordo o di una riflessione.
C’è il peso della storia in questo sofisticato e lirico “Solo la penombra” (Lampi di stampa, 2009), esordio di Carlo D’Alessio. A 20 anni da quel fatidico 9 novembre 1989, quella data e quelle immagini riaffiorano – oggi, in tempi di celebrazioni – nel nostro inconscio e nella nostra memoria collettiva. L’autore, poco più che ventenne ai tempi del crollo della DDR, ripercorre quegli attimi attraverso gli occhi privilegiati di Werner, maestro elementare in pensione incapace di stabilire legami emotivi con il mondo esterno.

“Palace of the end” (Neo Edizioni, 2009) di Judith Thompson, è una pièce teatrale sull’ Iraq. L’autrice, molto conosciuta in Canada per le sue opere, sceglie una struttura basata sull’accostamento di tre monologhi, ciascuno dei quali presenta un diverso punto di vista: tre visioni particolari. Il monologo - “Le mie piramidi” - dedicato a Lynndie England, soldatessa americana resa famosa dalle foto in cui sevizia prigionieri nel carcere di Abu Ghraib.
“Non solo non avevo mai avuto un cane, ma non avevo nessuna voglia di averne uno“. È l’inizio del libro “Liù. Biografia morale di un cane” (Mondadori, 2009) di Edmondo Berselli .
“La mano di Fatima” (Longanesi, 2009) di Idelfonso Falcones, è un gioiello dorato che la protagonista porta al collo e “rappresenta la hamsa, la mano di Fatima, il ciondolo che i cristiani proibivano ai moriscos di indossare, un amuleto che protegge dal male”. Nel 1568 in Spagna, regno di Granada, nei villaggi delle Alpujatras nella Sierra Nevada spazzata dalla neve tra i moriscos (i musulmani di al-Andalus i quali furono forzati a abbracciare la religione cristiana tra il 1492 anno della Reconquista e il 1526) si fa notare Hernando.














