
Raramente si può dire con certezza di avere tra le mani una vera riscoperta editoriale, un libro fondamentale salvato dal naufragio della memoria. Questo è uno di questi casi.

Raramente si può dire con certezza di avere tra le mani una vera riscoperta editoriale, un libro fondamentale salvato dal naufragio della memoria. Questo è uno di questi casi.

Matteo Blasi è stato un artista, musicista, giornalista, organizzatore di eventi e poeta. Le sue liriche sono state pubblicate postume per desiderio dei genitori Rodolfo ed Elsa, dopo la morte di Matteo nel settembre 2011, piegato dal cancro. “Ogni volta che ti piove in testa cerca il sole” è la prima raccolta di poesie di Blasi: liriche che colpiscono al cuore per la loro intensità.

Zink (Zandonai) è un libricino piccolo piccolo, sono appena 100 pagine, ma è uno di quei libri dove ogni singola parola ha un peso e una sostanza. È un libro breve eppure è così ricco che contiene tre storie, tre vicende che contenute l’una dentro l’altra in un perfetto gioco di scatole.

Quando, nel 1990, Patricia Cornwell esordì con Postmortem, il successo fu immediato e fulminante. Pubblico e critica si appassionarono subito all’anatomopatologa Kay Scarpetta e ai personaggi che la circondano, dallo scorbutico poliziotto Pete Marino alla tormentata nipote Lucy.

Assurdo, sadico e divertente. Simone Pazzaglia con Amanita (Edizioni Il Foglio, 2012) ci racconta con cinismo e ironia la storia di un matrimonio, dove più che l’amore a farla da padrone sono le piccole e grandi crudeltà quotidiane che si scambiano i coniugi.

Abbandonare tutto, la casa, il lavoro, le proprie amicizie per stabilirsi nella più aperta campagna, a contatto con la nuda Natura. Questa la scelta controcorrente di Davis Bonanni, da pecoranera, come si suol dire di chi prende una strada diversa, troppo diversa rispetto alla consuetudine, tanto da apparire bislacca, strana, la decisione di un pazzo.

“Niente da nascondere“ (Edizioni della Sera, 2012), nuovo volume della collana “InVersi”, è la prima raccolta poetica di Alessio Belli, autore interessantissimo già apprezzato autore della “scuderia” Flanerì.

Oro, è la terza raccolta della poetessa Renata Boselli. Il volume è diviso in due sezioni Giuggiole e Due. Il motivo ispiratore della raccolta è il rapporto uomo/donna vissuto dal punto di vista femminile. Renata, in una serie di mirabili frammenti ci narra, passo dopo passo, la cronistoria del suo amore vissuto nelle più intime pieghe.

Non ti addormentare (Piemme, 2012), dell’inglese S.J. Watson, è una scommessa vinta su tutti i fronti.

Colline è una donna distrutta, dentro e fuori. Una donna che metodicamente e quotidianamente infligge abusi al suo corpo per renderlo il più ripugnante possibile, e che si ritrova alla soglia dei trent’anni totalmente isolata socialmente.

Un piccolo (ma dirompente) manuale di controeducazione per far risorgere la speranza, specialmente nelle nuove e future generazioni, di riuscire a fuggire da quelle gabbie che la cultura dominante, in primis il sistema scolastico, ha creato per ognuno di noi.

La fonte del dolore artistico, è intrappolata nella dialettica costante tra il mondo ideale “interiore” e la terrificante “realtà”. Il freudiano “principio di piacere”, viene costantemente deluso dal “principio di realtà”, in una spirale che trova approdi sempre più sottili nella solitudine del giorno.
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