Due saggi diversissimi, per tema, impostazione, struttura eppure imparentabili da un denominatore comune per così dire iper-classico: il potere. L´invenzione della virilità. Politica e immaginario maschile nell´Italia contemporanea, Carocci, pagg. 182, euro 17) di Sandro Bellassai e Suggestione. Potenza e limiti del fascino politico (Bollati Boringhieri) di Andrea Cavalletti.
Archivio ‘Varie’
Due saggi sul potere
Nella Casa di Gilead
Una famiglia priva di un figlio di buona donna rischia di non essere abbastanza interessante, per chi scrive e per chi legge. Non so se è stato questo il pensiero che ha mosso Marilynne Robinson a proseguire il racconto di Gilead, con questo “Casa“ (Einaudi), quasi un romanzo da camera se non fosse che ogni occasione è buona per mandare la storia avanti e indietro fuori dalle mura in cui si svolge.
“Il quadro del mondo” di Gherardi
Se dovessimo trovare una stagione spazio temporale alle poesie di Gerry Gherardi, autore de “Il quadro del mondo” (Ed. Ensemble) la migliore sarebbe l’estate, sembra infatti andar di pari passo la lucentezza di questa stagione con i versi malinconici e silenti del giovane autore, che tra campi di grano, sorrisi spezzati e ardore giovanile, sfida le conseguenze del tempo e ci arriva a delineare un piccolo affresco di un mondo interiore dove la memoria, la famiglia, le origini sembrano essere il passaporto per altri mondi, diversi, lontani.
E’ una poesia di passaggio quella di Gherardi, dall’età adolescente a quella adulta, dalla campagna inurbata della Toscana,sua terra di provenienza alla città tagliente, alla metropoli che non tarpa le ali ma cerca di amplificare i propri desideri.
I versi di Gherardi sono ordinati e ben delineati, non deludono il lettore. Come ogni opera prima c’è un voltarsi all’indietro della propria vita, il difficile da un punto di vista letterario verrà quando esaurito il carico emotivo di ciò che è stato si dovrà raccontare quello che verrà.
Ma con stile e precisione Gherardi riuscirà ad andare oltre al vissuto, per regalarci un po’ di futuro.
Gerry Gherardi nasce a Pontedera un sabato d’agosto del 1978 alle 9,30 di mattina, faceva caldo e tutti erano in ferie. Dopo vent’anni passati a respirare l’aria dei campi di grano toscani si trasferisce a Roma dove frequenta la scuola di teatro “Ribalte” sotto la guida del Maestro Enzo Garinei. Debutta in teatro con Francesca Draghetti in “Terapia di Gruppo” di Christopher Durang, primo spettacolo di una lunga serie che scandisce una prolifica collaborazione. Doppiatore e sceneggiatore mette in scena due monologhi e una parodia per quattro attori. Il quadro del mondo è il suo primo libro.
Autore: Gerry Gherardi
Titolo: Il quadro del mondo
Editore: Ensemble
Anno di pubblicazione: 2011
Pagine: 68
Prezzo: 10 euro
I “Quaderni russi” di Igort
È un altro prezioso viaggio quello di “Quaderni russi” di Igort (Mondadori 2011), che dopo “Quaderni ucraini”pubblicato l’anno scorso torna con una bellissima graphic novel, questa volta sulla Russia e le guerre dimenticate del Caucaso, dove si è consumato uno dei conflitti più drammatici e meno raccontati del Novecento. Con la triste eccezione di Anna Politkovskaja, la giornalista del quotidiano russo Novaja Gazeta che ha pagato con la vita le sue inchieste sui crimini di guerra russi in Cecenia. Proprio da questo omicidio ancora (volutamente) irrisolto Igort parte con il suo racconto, raccontando per immagini la sua visita al palazzo dove è stata uccisa la giornalista russa, freddo e neve per le strade, sotto un cielo arancione ma livido, l’ascensore su cui Anna stava salendo nell’autunno del 2006 con le borse della spesa in mano, prima di essere assassinata.
Quel condominio anonimo e un po’ triste è la prima tappa del lungo viaggio di Igort, che ha vissuto per mesi in Russia per raccogliere materiale e testimonianze. Tra crimini recenti - la guerra cecena, i rastrellamenti nei villaggi, la disperazione delle madri, la capitale cecena, Grozny, fatta di neri scheletri di case, di palazzi fantasma, ma anche la strage di Beslan - e i gulag staliniani dove morirono milioni di dissidenti del regime sovietico. Sono forse queste le pagine più belle: pagine di nebbie gelide a trenta gradi sotto zero, di baracche quasi scomparse e filo spinato.
Qui anche le parole si riducono, il racconto si fa essenziale per lasciare spazio al disegno che meglio racconta la profonda solitudine e l’annichilimento sistematico dell’uomo, ridotto infine a una figura sempre più minuscola che pare scomparire nella pagina come nel bianco della neve.
Se forse non ai livelli del precedente “Quaderni ucraini”, anche questo lavoro di Igort prova la forza narrativa e il merito della testimonianza dell’autore, che continua a raccontare la storia di aree “marginali” del mondo provando a svelare questa volta il grande mistero russo, terra sconfinata, al tempo stesso patria di grandi uomini e scenario di immense tragedie.
Igort è nato a Cagliari nel 1958. Da trent’anni è autore di fumetti e illustratore. Ha pubblicato le prime storie sulla rivista “Il pinguino”, di cui è stato tra i fondatori. Negli anni ‘80 i suoi fumetti sono stati pubblicati sulle pagine di prestigiose riviste internazionali, come Linus. Nel 2000 ha fondato la casa editrice Coconino Press. Tra i suoi ultimi lavori,Storyteller (Coconino Press 2006), Dimmi che non vuoi morire (Mondadori 2007), Baobab 3(Coconino Press 2008), Quaderni ucraini (Mondadori 2010), Parola di Chandler, tradotto da Sandro Veronesi su testi di Raymond Chandler (Coconino Press - Fandango 2011), Alligatore, dimmi che non vuoi morire (Coconino Press - Fandango 2011). I suoi lavori sono pubblicati in 15 Paesi.
Autore: Igort
Titolo: Quaderni russi
Editore: Mondadori
Anno di pubblicazione: 2011
Pagine: 180
Prezzo: 17.50 euro
Eccetto Topolino: fascismo e fumetti
Eccetto Topolino (Lo scontro culturale tra Fascismo e Fumetti), volume di grande formato, ricchissimo di illustrazioni a colori e in bianco e nero, lettere, circolari, interviste, veline di regime, edito da Nicola Pesce Editore, firmato da tre autori, Leonardo Gori, Sergio Lama e Fabio Gadducci, è uno studio serissimo, una ricostruzione capillare di una vicenda storica significativa della storia culturale italiana.
Non casualmente il lavoro è promosso da uno storico come Mimmo Franzinelli che del fascismo è uno studioso attento, sensibile anche a tematiche di solito non troppo frequentate dagli storici accademici, come quelle delle culture pop. Scrive nella sua breve introduzione: “Questo fondamentale libro […] resterà negli annali del fumetto italiano come l’opera che ha segnato il passaggio dall’interesse collezionistico alla ricostruzione storica.”
Tre sono sostanzialmente le zone investigate dagli autori, mossi dall’obiettivo di esaurire la lettura di una vicenda meno semplice di quanto non si possa immaginare. Le fortune e le cadute difformi del fumetto americano in epoca fascista erano provocate da più fattori. Intanto, i tre studiosi hanno fatto i conti con lo sviluppo del mercato editoriale dell’epoca, dall’esperienza di Nerbini, considerato “il vero padre fondatore del fumetto in Italia”, a Mondadori; il secondo aspetto verte sull’incontro-scontro degli editori che intrecciavano le loro ragioni e interessi con quelle del regime, e del suo massimo ufficio culturale, il Ministero della Cultura Popolare (con un’insinuante presenza di fattori privati legati a predilezioni particolari di uno o l’altro esponente del fascismo); infine, viene investigato il ruolo non secondario giocato in questa complessa partita dalle agenzie di stampa americane.
Ricostruzione seria vuol dire utilizzo degli archivi, nel caso specifico quello di Guglielmo Emanuel (dopo la seconda guerra direttore del Corriere della Sera), e degli Archivi di Stato. Importante il ruolo di personaggi di non secondo momento come Cesare Zavattini, o del filosofo Gentile, nonché la presenza tutt’altro che occulta e immancabile della Chiesa Cattolica, sempre pronta ad allungare le mani sui processi pedagogici della gioventù italiana, che allestisce da par suo un periodico gradito al fascismo, Il Vittorioso, che nel nome come spesso accade chiude in cifra il destino della sfida nella fase terminale della dittatura decisa a sfasciare il paese.
In linea generale, possiamo parlare di un primo periodo in cui la ricettività non è priva di contraddizioni - Topolino appare in edicola nel 1932 Topolino - ma che impone il fumetto come uno dei luoghi privilegiati della cultura di massa (assieme alle riviste illustrate e alla stampa sportiva).
Lo scarto radicale vi sarà nel 1938, ma anche da quel momento in avanti non si può parlare di censura pura e semplice. Ché, giusto il titolo, se i comics americani cominceranno ad avere vita dura in Italia, un’eccezione verrà fatta per Walt Disney, segnatamente per le vicende legate al topo più famoso della storia.
La leggenda vuole che Mussolini in persona si fosse opposto all’idea di sopprimere Topolino. Cosa non semplice, marcandosi con gli anni una distanza sempre più netta fra l’ideologia fascista e certe istanze roosveltiane adombrate nel fumetto. Ma anche Gentile, e Ciano, non convergono del tutto con l’acribia censoria del Minculpop, un po’ come accadeva con il bigotto ostracismo verso il jazz e i gialli (il pericolo di innamorarsi di un gangster…). A un passo dalla dichiarazione di guerra degli Stati Uniti, la situazione precipita. La cosa curiosa è con Badoglio il bando verrà confermato. Non ne raccontiamo lo svolgimento, perché il libro merita una lettura completa: si potrà scoprire come persino le vicende private, familiari dei gerarchi potranno influenzare le sorti di questo scontro.
Autori: Leonardo Gori, Sergio Lama e Fabio Gadducci
Titolo: Eccetto Topolino (Lo scontro culturale tra Fascismo e Fumetti)
Editore: Nicola Pesce editore
Pagine: 432
Prezzo: Euro 35
Le lodi di Mariangela Gualtieri
La luce prima di Tonon
“Il Dono”, una storia preziosa
“Il Dono” di Ted Gup (Il Saggiatore 2011) è un piccolo gioiello di Natale, una lettura che non si dimentica. È il dicembre 1933, in piena Grande Depressione: un Natale di miseria a Canton, cittadina dell’Ohio, dove uno sconosciuto benefattore, sotto lo pseudonimo di B.Virdot - che si rivela dalle prime pagine essere il nonno dell’autore - annuncia sul giornale locale di voler dare 10 dollari a 75 famiglie, chiedendo loro di raccontare per lettera le proprie disavventure.
La commissione delle feste
Uncharted: il Quarto Labirinto
Tu Prostituta: storia di una escort
Cosa succede quando si incontrano una giornalista e una prostituta? Ne nasce un libro come quello scritto da Maria Cristina Giongo, “Tu prostituta” (Laura Capone Editore, 2011), una storia vera che racconta con realismo e umanità la genesi di un’amicizia ai tempi del web 2.0. Un’amicizia fatta di chat, videochiamate e confidenze, che porta due donne diversissime alla reciproca stima.
Nel cuore della notte
Ecco il cinema di John Ford
“Scavalcamenti di campo“, così li chiama Vito Zagarrio, “indizi di una deroga dalla grammatica del linguaggio hollywoodiano“: paradigma fra i più convincenti per una lettura complessiva dell’opera di John Ford, al quale è dedicato il volume omonimo della Marsilio, che prosegue nella pubblicazione di monografie di grandi registi; questa sul cineasta americano del Maine segue il libro dedicato a Bernardo Bertolucci.























