“L’ipotesi di Copenaghen” (Fazi, 2009) di Oscar Caplan: storia, archeologia e religione, per un thriller che farà discutere. Dietro la morte accidentale del direttore dell’Archivio Segreto Vaticano si nasconde una scomoda verità.
“L’ipotesi di Copenaghen” (Fazi, 2009) di Oscar Caplan: storia, archeologia e religione, per un thriller che farà discutere. Dietro la morte accidentale del direttore dell’Archivio Segreto Vaticano si nasconde una scomoda verità.
In “C’era l’amore nel ghetto” (Sellerio, 2009) di Marek Edelman, a cura di Wlodek Goldkorn, Ludmilla Ryba e Adriano Sofri, l’autore racconta la vita quotidiana della popolazione ebraica rinchiusa nel ghetto di Varsavia, il più grande di tutta Europa istituito dal regime nazista nel 1940. Le condizioni di vita erano tremende, li nel cuore di Varsavia erano rinchiusi più di 500 mila ebrei, ammassati in 14-20 per stanza con scarsa igiene e pochissimo cibo. Testo raccolto da Paula Sawicka.
Ritratti di dolore quelli di Susanne Scholl in “Ragazze della guerra” (Voland, 2009). La giornalista austriaca racconta le storie di un popolo vittima di secoli di oppressione, esili forzati, torture e deportazioni. A cominciare da quella ordinata da Stalin nel ‘44, in essere fino al ‘57. In questo viaggio è aiutata da Eva, una donna piena di energia e speranza, che le offre una chiave di lettura delle tradizioni locali, difficili da comprendere per un’occidentale.
Il volume “Il patto che ci lega. Per una coscienza repubblicana” (Il Mulino, 2009), propone una selezione dei maggiori interventi pubblici che il Presidente Napolitano ha effettuato in questa metà di settennato. Sono trascorsi esattamente tre anni e mezzo dal giorno dell’elezione di Giorgio Napolitano a Presidente della Repubblica avvenuta il 10 Maggio 2006. Da questo evento nasce il libro di Giorgio Napolitano.
“Cara Kitty, così ce n’andammo sotto una pioggia scrosciante, il babbo, la mamma e io, ciascuno con una borsa da scuola o da spesa, piene zeppe di oggetti ficcati dentro alla rinfusa”. Inizia Giovedì 9 Luglio 1942 il viaggio senza ritorno della famiglia Frank raccontato dalla tredicenne Anna nel celebre “Diario” (Einaudi 2009) che in questi giorni la Casa Editrice ripubblica in edizione ridotta a cura di Frediano Sessi, introduzione di Eraldo Affinati, traduzione di Laura Pignatti.
C’è il peso della storia in questo sofisticato e lirico “Solo la penombra” (Lampi di stampa, 2009), esordio di Carlo D’Alessio. A 20 anni da quel fatidico 9 novembre 1989, quella data e quelle immagini riaffiorano – oggi, in tempi di celebrazioni – nel nostro inconscio e nella nostra memoria collettiva. L’autore, poco più che ventenne ai tempi del crollo della DDR, ripercorre quegli attimi attraverso gli occhi privilegiati di Werner, maestro elementare in pensione incapace di stabilire legami emotivi con il mondo esterno.
Quanto una cosa è vicino a noi, o se ne sente parlare di frequente, tanto più si suppone di conoscerla. Una correlazione illusoria che ben si adatta al saggio di Francesco Clementi, “Città del Vaticano” (Il Mulino, 2009).
“La solitudine del cittadine globale” (Feltrinelli, 2009) di Zygmunt Bauman, affronta il tema della libertà del singolo all’interno della società di massa. Società che sembra inviare segnali contraddittori.
In “A passo d’uomo” (Mondadori, 2009) Joaquin Navarro-Valls, direttore per più di 20 anni della sala stampa del Vaticano durante il pontificato di Wojtyla, ha raccolto gli articoli pubblicati su La Repubblica e altri inediti.
Piero Ignazi in “La fattoria degli Italiani” (Rizzoli, 2009) raccoglie gli interventi pubblicati su L’Espresso, e costruisce la storia della deriva politica. Una ricerca dimostra che i lsentimento del popolo sta virando dal distacco e dall’apatia.
“Perché riparlare del pensiero politico di Adriano Olivetti? Perché proporre una rilettura de L’Ordine politico delle Comunità?” Se lo chiede Sergio Ristuccia in “Costruire le istituzioni della democrazia“ (Marsilio, 2009).
Dopo “La Francia dal 1870 ai nostri giorni”, libro scritto a commento dell’elezione di François Mitterrand, Sergio Romano in “Storia di Francia. Dalla Comune a Sarkozy“ (Longanesi, 2009) ripercorre il cammino politico-istituzionale, sociale e culturale compreso fra la caduta di Napoleone lIl e l’inizio della presidenza di Nicolas Sarkozy. L’autore, vissuto a Parigi tra il 1968 e il 1977, ha assistito ad alcuni avvenimenti che ebbero grande importanza per l’evoluzione del Paese. AUTORE/Altri titoli dello storico
Vent’anni dopo la caduta del muro di Berlino, “La vita ai tempi del comunismo” (Bruno Mondadori, 2009) di Peter Molloy , è un viaggio illuminante nella vita di persone comuni all’ombra dei regimi comunisti.
“Qualcuno era comunista” (Sperling & Kupfer, 2009), di Luca Telese, dove il titolo richiama l’omonima canzone di Giorgio Gaber, descrive quel 9 novembre 1989. Crolla il Muro di Berlino, finisce un mondo.
Un viaggio nella storia dell’Italia dell’ultimo secolo, nella vicenda personale di uno dei più noti giornalisti del nostro Paese. Giampaolo Pansa ne “Il revisionista“(Rizzoli, 2009) si libera “dei veleni della politica politicante“.
“L’ultima regina“ (Corbaccio, 2009) di C.W. Gortner, traduzione di Valeria Galassi, narra la vita leggendaria di Giovanna di Castiglia, Infanta di Isabella di Castiglia e Ferdinando di Aragona regnanti di Spagna. La storia inizia nel 1492, con la conquista di Granada, da parte dei Reyes Catolicos, così titolati da Papa Alessandro VI Borgia, dopo ben tre secoli di dominazione moresca. DOCUMENTI/La storia di Giovanna la pazza
“Tra Arcore e Stoccolma, la distanza in linea d’aria è di 1633 chilometri. La prima conta meno di ventimila abitanti e la seconda quasi due milioni; l’una si estende su nove chilometri quadrati e l’altra su oltre seimila. Ma c’è un fattore che può accomunare le due città: è il termine «sindrome», cioè il complesso dei sintomi - come recita il vocabolario - che denunciano una situazione morbosa senza costituire di per sé una malattia autonoma“. Lo dice Giovanni Valentini ne “La sindrome di Arcore” (Longanesi, 2009).
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