La Star Comics ha ripreso a pubblicare gli shojo manga classici, quelli degli anni ‘70 per intenderci, con la proposta di “Fostine” di Chieko Hara, esempio abbastanza emblematico di cosa volesse dire scrivere opere di quel genere in quel periodo. All’epoca i fumetti giapponesi per ragazze avevano la tendenza di portare le loro lettrici in un mondo lontano, in secoli passati idealizzati e rappresentati attraverso topoi particolari di romanticismo ed estraniamento, in Paesi remoti, per lo più occidentali.
Archivio ‘Vari’
“Fostine” di Chieko Hara
I Rom tra luoghi comuni e pregiudizi
Quanto ne sanno gli italiani dell’universo Rom? Quanto si conosce della cultura di questi popoli? Quanti luoghi comuni e quanti pregiudizi bisognerebbe demolire per avviare l’integrazione? A queste domande, ed a tanti altri frequenti interrogativi, prova a rispondere Najo Adzovic, membro e rappresentante del campo Rom “Casilino 900″ di Roma, autore del libro “Il popolo degli invisibili Rom” (Palombi & partner, 2005).
“Habemus Fantomas”: il ritorno del male
Fermate le macchine e toglietevi il cappello. Siamo in presenza dei pezzi da novanta. La produzione di “Habemus Fantomas” (Edizioni BD, 2008) vede scendere in campo alcuni tra i più titolati interpreti del noir e delle nuvole parlanti oggi in Italia. In primis l’autore dei testi, Luigi Bernardi: editore, consulente editoriale, traduttore, una cultura immensa nel campo del fumetto, del noir, della letteratura di genere, ed una capacità di costruire nuovi progetti veramente incredibile.
“Mentire”, una riflessione sul presente
Luigi Anolli, autore di “Mentire” (Il Mulino, 2003), avvicina il lettore al tanto affascinante mondo della menzogna. Il libro fa parte della collana “farsi un ‘idea”, creata per stimolare il lettore portandolo a essere scopritore, piuttosto che passivo assimilatore di nozioni. “Mentire” si presenta come una riflessione, un viaggio su tema che ha sempre maggiore rilevanza nella società contemporanea.
“Il figlio segreto del duce”: Benito Albino Mussolini
In “Il figlio segreto del duce” (Garzanti, 2006) Alfredo Pieroni ci racconta una storia davvero avvincente. Ma questa appassionante inchiesta non si limita ad una indagine: essa innesca volontariamente il dubbio nel lettore. Restano, del resto, tutt’oggi aperti inquietanti interrogativi sulle misteriose morti di Benito Albino Mussolini e di Ida Dalser, “colpevoli” di essere presenze “scomode” per il “duce”.
L’Iran di Marjane Satrapi: un caso letterario
“La libertà ha sempre un prezzo“: sono queste le ultime parole di “Persepolis” (Lizard, 2004), fumetto autobiografico dell’iraniana Marjane Satrapi, a metà strada tra semplice fumetto e romanzo autobiografico. Fin da piccola, bambina precoce e intelligente, Marjane non accetta le imposizioni. Si interroga e si ribella al fondamentalismo islamico che, attraverso le sue leggi sull’abbigliamento e sui comportamenti in generale, si serve della paura per schiacciare l’intelligenza dell’individuo.
“L’anima dei luoghi”: psicologia e architettura
“L’anima dei luoghi“ (Rizzoli, 2004) di James Hillman è una riflessione sul concetto di “natura animata”, nata dal dialogo con l’architetto Carlo Truppi, volta a comprendere l’identità profonda tra cultura e natura. La natura del luogo viene riscoperta come nuovo soggetto di riferimento per stabilire nuove relazioni di senso, per modificare le percezioni dell’uomo. Rispettare un “territorio”, proteggendolo ecologicamente invece di distruggerlo, significa quindi permettere alla sua energia di vivere, di sopravvivere nel tempo e di giungere sino a noi.
Amore e distanza nel nuovo libro di Lissia Rasetto
“Volevo dirti” (De Ferrari, 2009) è il nuovo libro di Lissia Rasetto. Due persone che sono una, distanti nel tempo e nello spazio si scrivono. Marito e moglie tentano, parlandosi, di colmare il vuoto dell’assenza e vincere la paura e il desiderio di toccarsi ancora. Partitura per parole. Una tessitura di sguardi mancati, di segnali diluiti nel tempo di un amore che muta di forma nella solitudine di un dialogo con finale aperto.
Indie occidentali, un viaggio nella nostra storia
“Indie Occidentali” (Campanotto Editore, 2008), secondo romanzo del bravo Giancarlo Micheli, parte da una storia di emigrazione. Una storia che ha che fare con il secolo scorso, di quando erano gli italiani a dover emigrare fuori dal proprio paese. Protagonisti questa volta non sono meridionali, non sono contadini “ignoranti” del rurale Mezzogiorno ma una coppia di sposini toscani e alfabetizzati, consapevoli del proprio valore e con obiettivi da perseguire ben definiti.
Via da Brooklyn, romanzo sui generis
“Via da Brooklyn” (Palomar, 2007) di Lynne Sharon Schwartz “è la storia di un occhio e di come diventò quello che diventò“. Ovvero di come la bambina Audrey, costretta da un occhio difettoso dalla nascita a esperire il mondo appiattito da una percezione che manca di profondità, diventi la donna che ne racconta la storia.
Quasi goal, storie di un calcio “minore”
Cristiano Ronaldo, Kakà, Messi e tanti altri, esaltati e idolatrati dalle folle, uomini che agli occhi dei comuni mortali possono sembrare dei scesi in terra. Ma i calciatori più famosi sono solo la punta di un iceberg gigantesco, il primo e superficiale strato di un mondo che arriva in profondità. In “Quasi goal” (Derive Approdi, 2008) Luca Cardinalini mette in evidenza quell’emisfero calcistico in penombra, descrivendo luoghi e angoli di un’Italia difficile da trovare anche sulle carte geografiche.
“Io sono di legno”, due generazioni a confronto
Dopo il grande successo di “Ma le stelle quante sono” (Feltrinelli, 2005), Giulia Carcasi pubblica il suo secondo romanzo. “Io sono di legno“, sempre edito per la casa editrice milanese, è un libro a due voci che descrivono due generazioni a confronti. Sono pagine di riflessioni a quattro occhi sul presente e sul passato. E su un futuro che sembra dipanarsi come le pagine del diario di Mia, la protagonista.
Honeymoon, l’amore e l’innocenza di Banana Yoshimoto
“Quando si fa la stessa cosa per molto tempo, si crea una strana profondità. I nostri sorrisi ne sono un perfetto esempio. In un attimo siamo attraversati da una comunicazione così profonda che è impossibile immaginare qualcosa di più nuovo e più bello.” Con queste parole Banana Yashimoto presenta il suo libro “Honeymoon” scritto nel 1997 e pubblicato ne I Canguri - Feltrinelli nel 2000.














