La finta cieca e altri racconti

Antonella Stoppini

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La finta cieca e altri raccontiLa finta cieca e altri racconti (Bollati Boringhieri 2017) di Esther Kreitman Singer dà il titolo alla raccolta scritta dall’autrice polacca, ritenuta una delle voci più autorevoli della letteratura yiddish al femminile.


Quello che segue è solo un assaggio degli originali e acuti quattordici racconti di una scrittrice straordinaria, per troppo tempo trascurata dalla critica. Blitz and other stories è stata tradotta e stampata a Londra nel 1950 grazie al figlio Maurice Carr (pseudonimo di Morris Kreitman, anch’egli divenuto scrittore con il nom de plume Martin Lea). La prosa unica e di qualità della Singer cattura il cuore e la mente del lettore il quale comprende che l’ingegno della scrittrice non era assolutamente inferiore, a quello dei suoi fratelli Israel e Isaac. I libri che la casa editrice torinese sta ripubblicando testimoniano che Esther merita di porsi tra l’Olimpo dei grandi autori di ogni tempo.

“La prima volta che mi sentii infelice fu nel ventre di mia madre”. È lo spiazzante inizio del racconto, “Il mondo nuovo” che apre il volume e che appartiene alla raccolta iniziale “I racconti dello shtetl”. La piccola Sarah, ancora non era nata e il mondo le appariva come un nemico. Erano trascorsi cinque mesi e il feto, quando aveva cominciato ad avvertire i fremiti di vita “lì fu una vera sofferenza”. Sarah, stanca di essere coricata al buio, avvertiva l’urgenza di uscire “di lì”. In segno di protesta, spesso la bambina pestava rabbiosamente i piedi rifilando alla madre, dei colpi nelle costole. “Ma fu tutto inutile”. Sarah ascoltava le conversazioni materne in cui la donna si reputava felice di aspettare un bambino. “Capii che sarei stata la benvenuta”. Finalmente era giunto il momento del parto.

Purtroppo, la famiglia della neonata era rimasta delusa, madre compresa, dell’arrivo di una femmina e dopo soltanto mezz’ora di vita, nessuno la degnava più di uno sguardo. La madre di Bathsheva aveva consolato la figlia augurandole che la prossima volta il sospirato erede maschio sarebbe arrivato “Mazal tov! Che la fortuna ci sorrida!”. Per la piccina, il primo bagnetto era stata avvertito come una violenza. “Sono bagnata fradicia, piccola come sono!”. Quando la puerpera aveva portato al seno la figlioletta per nutrirla, il dolce e caldo liquido aveva ristorato l’infante. La bambina, a pochi giorni dalla sua nascita, era stata messa a balia presso una donna di nome Reyzl, dalla voce da soldato e dagli occhi rossi, già madre di sei figli. Il compenso pattuito consisteva di dieci zotly a settimana più vestiti e scarpe usate.

Nell’unica stanza della balia, dalle dimensioni di un grosso armadio, il marito di Reyzl, aveva posto la culla sotto il tavolo. La sbigottita Sarah, guardando la lurida faccia anteriore del mobile interamente coperta da ragnatele, si domandava “È questo il nuovo mondo in cui sono finita? È questo il suo cielo?”.

“Per farla breve di felicità, non ce n’è nemmeno una briciola”.

Esther Kreitman Singer, (1891-1954) nata a Bilgoraj, in Polonia, nel 1891, è la sorella maggiore dei celebri Israel Joshua e Isaac Bashevis (premio Nobel per la Letteratura nel 1978). La famiglia si stabilì a Varsavia, dove Esther, la primogenita, incomiciò a scrivere. Quei suoi scritti vennero distrutti quando accettò un matrimonio combinato e si trasferì ad Anversa con il marito. Con lo scoppio della prima guerra mondiale la coppia si spostò a Londra. Esther Kreitman Singer tornò alla scrittura, sempre in Yiddish, con La danza dei demoni (1936), L’uomo che vendeva diamanti (1944) e Blitz e altri racconti (1949), tutti ripubblicati da Bollati Boringhieri. Blitz and Other stories è tradotto da Marina Morpurgo.

Autore: Esther Kreitman Singer
Titolo: La finta cieca
Editore: Bollati Boringhieri
Pubblicazione: 2017
Prezzo: 16 euro
Pagine: 172

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