L’invenzione

Alessandra Stoppini

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L'invenzione di Alberto VigevaniNel romanzo L’invenzione di Alberto Vigevani (Sellerio 2017), lo scrittore ed editore lombardo narra, sullo sfondo di una bellissima Milano, la storia della singolare amicizia tra due ragazzi ebrei, l’uno sano e vitale, minato nel fisico e introverso l’altro. Su tutto aleggia la guerra imminente, il secondo conflitto mondiale, e di conseguenza la fine di un’epoca.

L’invenzione, la recensione.

Nella Milano degli anni Trenta, dove giungono attutiti i lugubri echi delle persecuzioni naziste, Leonardo, orfano, ha un cuore malconcio ed è accudito dalle affettuose zie Delfina e Imelde; l’altro, mediocre a scuola, ha un puerile desiderio di sbalordirlo e, per essere accettato da Leonardo, finisce per inventare una ragazza. Una ragazza, Belle, che nel suo racconto diventa la più desiderabile che si possa immaginare. L’”invenzione” è quella dell’amore per una ragazza inesistente, immaginato dal primo per fare breccia nell’ironica superiorità dell’amico. Ma Belle, la ragazza della fantasia, sfugge di mano al suo creatore e diventa all’improvviso per entrambi la realtà più vera della loro relazione. “Una storia della quale non si perde e non si dimentica niente”, come la definì Riccardo Bacchelli, “L’invenzione”, Premio Bagutta 1970, riedito dalla casa editrice siciliana nella Collana “Il divano”, a quasi mezzo secolo dalla sua prima edizione, ritrova il posto che le spetta accanto a grandi brevi capolavori del Novecento, quali “L’amico ritrovato” di Fred Uhlman o “Tutto ciò che ho amato” di Aharon Appelfeld.

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Alessandra Stoppini

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