Una pagina d’amore

Viviana Filippini

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Una pagina d’amore di Émile ZolaUna pagina d’amore di Émile Zola è il romanzo pubblicato di recente dalla Clichy edizioni di Firenze, con la nuova traduzione di Federica Fioroni. La storia è l’ottavo romanzo che lo scrittore francese ha inserito nel ciclo Rougon-Macquart.


Oggi lo leggiamo per intero, ma in origine il testo uscì a puntate, tra il 1877 e il 1878, sulla rivista «Le bien public». Nel testo, Zola narra le vicende di una famiglia piccolo borghese residente nella periferia parigina ai tempi del Secondo Impero. Protagoniste della storia la giovane vedova Hélèn Grandjean, che l’autore aveva già fatto comparire per poco nel romanzo La fortuna dei Rougon.

In Una pagina d’amore la donna vive sola con Jeanne, la figlia undicenne, dalla salute cagionevole, che ha con la madre un legame morboso. Questo attaccamento impedisce a Hélène di concedersi un’esistenza sociale, tanto è vero che la donna vive un po’ troppo segregata e sempre vicina al capezzale della figlia malaticcia. Le cose cominciano a cambiare quando una notte Hélène, non sentendosi bene, chiama il vicino di casa, il dottor Henri Deberle per ricevere aiuto. Questo incontro permetterà alla giovane vedova di conoscere il medico, la sua insipida moglie Juliette e i loro amici. Nel gruppo spicca un certo signor Malignon, bello, ricco e capace di ammaliare molte donne della società francese del suo tempo. Hélène è bella e questi nuovi amici la fanno sentire viva come non le capitava da tempo. però non sarà Malignon ad innamorarsi di lei. Per la vedova perderà la testa il dottor Deberle.

Zola crea una intreccio nel quale il medico, davvero innamorato della vicina di casa, farà il possibile per conquistarla. Dall’altra parte, Hélène cercherà di resistere in ogni modo possibile alle avances dell’uomo, anche nel rispetto dell’amore che sua figlia Jeanne ha per lei. Quello che si scatena è un vero tira e mola che tormenta i personaggi residenti al terzo piano di rue Vineuse. Un prendersi e lasciarsi spossante per Deberle, ma ancora di più per Hélène che vorrebbe tanto amare l’uomo e non ci riesce, non tanto perché lui è già sposato, ma perché la donna è consapevole di quanto la sua Jeanne sia gelosa del dottore. Ad un certo punto Hélène si incontra con Deberle e la piccola Jeanne, a casa da sola, esce al freddo ad aspettare il ritorno della madre. Questo non farà altro che far precipitare il suo stato di salute, con l’aggravarsi della malattia che la porterà fino alla morte.

Una pagina d’amore è un romanzo di sentimento drammatico dove c’è sì l’amore, ma esso è un sentimento che non può essere vissuto in modo completo. Considerando Hélène e Jeanne, notiamo che il legame madre-figlia è qualcosa di morboso, di ossessivo, soprattutto per la ragazzina che vede la madre come una persona tutta per sé. Tale attaccamento impedisce ad Hélène di vivere in libertà i propri sentimenti e quando lei ci proverà, le conseguenze saranno molto più gravi del previsto. Dopo la morte di Jeanne, si scopre che la donna ha rinunciato per sempre al medico Deberle per sposarsi con un certo Rambaud, uomo triste, spento e insignificante. Accanto a lui la giovane madre, forse anche minata da un senso di colpa per non aver fatto abbastanza per tutelare la figlia, vivrà una vita piatta, nella quale i sentimenti provati e manifestati non saranno mai più intensi come l’amore che ti coinvolge nel corpo e nell’anima.

Interessanti nel libro alcuni elementi solo in apparenza secondari. I flashback inseriti da Zola, che mostrano al lettori la vita trascorsa da madre e figlia a Marsiglia. All’inizio del libro l’inserimento dei disegni che Zola fece per capire come caratterizzare gli ambienti della narrazione. Parigi. Qui cui va la nota di merito per lo scrittore francese che, oltre ai diversi personaggi umani, rende personaggio la città stessa con le sue diverse condizioni atmosferiche, con i suoi suoni, i suoi profumi e odori. Parigi diventa testimone dei drammi umani della piccola borghesia di Pagine d’amore di Émile Zola.

Émile Zola(1840-1902) si affermò come critico d’arte, difese l’impressionismo e fu teorico del naturalismo, di cui offrì un modello nella sua opera narrativa, da Teresa Raquin (1868) a Germinal (1885). Vagheggiò un grande ciclo di romanzi fondato su «documenti umani», che pubblicò in più di venti anni accentuando l’osservazione della vita del suo tempo, senza rifuggire da immagini brutali e da particolari audaci. Nelle polemiche provocate dall’ «Affaire Dreyfus» prese posizione a favore dell’innocente attraverso una serie di articoli culminati nella lettera aperta J’accuse al presidente della Repubblica.

Autore: Émile Zola
Titolo: Una pagina d’amore
Editore: Clichy
Traduttore: Federica Fioroni
Anno di pubblicazione: 2017
Prezzo: 14 euro
Pagine: 484

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Viviana Filippini

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