L’amante sciocca

Alessandra Stoppini

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l'amante scioccaL’amante sciocca (Elliot 2017, introduzione di Giulia Caminito) è un racconto della scrittrice e giornalista Matilde Serao presente per la prima volta nella raccolta “Le amanti”, pubblicata dai fratelli Treves nel 1894, insieme ai racconti “La grande fiamma”, “Tramontando il sole” e “Sogno di una notte d’estate”.


Nella Collana “Lampi” la casa editrice romana riedita il racconto emblematico della grande personalità di questa donna antesignana, pioniera del giornalismo italiano.

Paolo Spada aspettava la sua nuova innamorata, con una vivace curiosità mescolata a una certa tenerezza piena d’indulgenza e a movimenti improvvisi e insoliti di buon umore. L’uomo, elegante e narciso letterato, autentico dandy, stanco e annoiato di vivere “tormentosi piaceri di amori inconsciamente complicati”, sentiva il desiderio di amare una donna ordinaria e di esserne amato.

Paolo Spada “l’artista squisito, narratore di storie sentimentali e crudeli, cesellatore, di versi ora sonori, ora dolenti, sempre alti, sempre nobilissimi” cercava intenzionalmente una “donna stupida” dal cuore semplice. A forza di sagacia, di cautela, di gelida pazienza, Spada aveva trovato in Adele Cima quelle qualità a lungo vagheggiate nell’animo femminile. Lunghi e bei capelli castani, fini sopracciglia nere e fronte un po’ breve, grandi occhi “lionati” che guardavano con tanta tranquillità e tanto candore.

Adele Cima era una donna assolutamente semplice e anche stupida, “un pochino, non molto”. La sua bellezza era priva di finezza, i suoi vestiti non erano elegantissimi, nonostante ciò era persuasa di essere “una donnina piacevole”. Se a Paolo Spada Adele era piaciuta subito per la sua freschezza, Adele aveva amato immediatamente Paolo Spada illustre artista e uomo celebre del quale la sua nuova fiamma non aveva letto nemmeno una riga. Come l’ora cadeva, continuando a guardarsi intorno con stupore e con paurosa ammirazione, Adele Cima, giunta nell’appartamento di Spada, ne diventò l’amante, “e fu senza lacrime e senza spasimi, senza proteste e senza giuramenti”. Da quell’incontro fatale Adele per volontà di Paolo si era subito trasferita a vivere nella casa del letterato. Ma la paura più umile, più comune, che tormentava Adele in segreto, era che Paolo Spada la amasse poco, o per nulla. “Io vi amo molto: ma non so il perché” lei gli diceva, guardandolo con i suoi buoni occhi, che ingenuamente indagavano”.

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Alessandra Stoppini

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