Il matrimonio degli opposti

Roberto Bisogno

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Il matrimonio degli oppostiIl matrimonio degli opposti di Alice Hoffman (Neri Pozza 2016) è una storia straordinaria che, per gli innumerevoli elementi di interesse che vi convergono, è destinata a rimanere a lungo nella memoria del lettore.


In questo romanzo, infatti, sullo sfondo dell’incantevole scenario delle isole di St Thomas (Indie Occidentali) si intrecciano intense e travolgenti vicende umane (tradimenti e tragedie familiari) e politico-sociali (disuguaglianze e divisioni di classe, persecuzioni razziali e religiose): una grande storia, inserita nel suggestivo affresco di un mondo e di un’epoca, e riscattata dall’arte (il mondo della pittura impressionista) e da una struggente vicenda d’amore. La scrittura vivace e scorrevole dell’autrice suggella il successo dell’opera, che è facile prevedere si ripeterà anche nel nostro Paese.

Alla piccola Rachel Pomié non piace il caldo, le zanzare ed i pipistrelli dell’Isola di St Thomas e sogna il Paese dei nonni paterni, la Francia e, in particolare, quella Parigi che ha imparato a conoscere bene attraverso i racconti dei suoi genitori. Da essi aveva appreso del lungo e sofferto peregrinare dei suoi antenati prima nella penisola iberica, quindi in Messico e in Brasile e, infine, nell’isola di San Domingues, dove erano cresciuti e si erano conosciuti i suoi genitori. Quando, nel 1754, il re di Danimarca stabilìsce con un editto che tutti avrebbero potuto professare la propria religione liberamente nell’isola di St Thomas (Indie Occidentali) Moses Pomiè decide di trasferirvi  la famiglia.

Nell’isola delle tartarughe, che Cristoforo Colombo aveva definito un “Paradiso in terra per le sue spiagge candide e le sue acque turchesi”, il nonno di Rachel intraprende e sviluppa una proficua attività commerciale. Nel 1795 nasce Rachel, uno spirito irrequieto e ribelle, ma ricca di interessi, che ama scrivere storie e leggere assiduamente i libri della biblioteca paterna. Quando gli affari cominciano ad andare male, il padre, interrompendo la sua vita spensierata, convince la figlia a sposare Isaac Petit, un ricco ebreo francese, di trent’anni più vecchio di lei, che era già stato sposato e aveva avuto otto figli, tre dei quali ancora vivi quando Rachel diventa la loro matrigna. Il matrimonio, grigio e fallimentare nonostante la nascita di tre figli, ha breve durata perché Isaac, a poco più di cinquanta anni viene improvvisamente a mancare a seguito di un attacco di cuore. Dal momento che all’epoca le donne non potevano ereditare, il patrimonio viene affidato ad un parente di Isaac residente a Parigi.

L’arrivo a St. Thomas di Frederic Pizarro, all’epoca ventiduenne, per gestire l’attività di famiglia, rappresenta la svolta nella vita di Rachel, l’incontro con il grande amore. Lei e Frederic si innamorano a prima vista, suscitando la disapprovazione della comunità ebraica e il rifiuto della Sinagoga di sposarli a causa dei loro legami di parentela. A dispetto dello scandalo provocato dalla loro relazione, considerata “molto indecorosa”, i due alla fine si sposano ed hanno ben quattro figli, il più grande dei quali Jacob Abraham Camille Pizzarro (Pisarro) è destinato a diventare il padre dell’Impressionismo.

Rachel muore a Parigi nel 1889, all’età di novantaquattro anni.

Alice Hoffman è nata a New York nel 1952. È autrice di numerosi romanzi di successo, tra i quali The Museum of Extraordinary Things e The Dovekeepers, entrambi New York Times bestseller. Vive nei pressi di Boston. The Marriage of Opposites è tradotto da Laura Prandino.

Autore: Alice Hoffman
Titolo: Il matrimonio degli opposti
Editore: Neri Pozza
Pubblicazione: 2016
Prezzo: 18 euro
Pagine: 423

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Roberto Bisogno

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