Nostos

Sara Meddi

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nostosNestore, ultimo degli Argonauti, sopravvissuto agli anni e alla guerra di Troia, trascorre il tempo a Pilo in compagnia della moglie. Avendo diviso il potere tra i figli, Nestore accudisce Euridice come una figlia, invano i medici hanno provato a curare la demenza della regina, così ogni mattina che ella si sveglia ignara del mondo che ha intorno Nestore la tranquillizza, passeggiano sulla spiaggia e ogni giorni Euridice si innamora di Nestore. A interrompere la felice vita di Nestore arriva Eumeo, messo di Ulisse: l’anziano re di Pilo è convocato a Itaca, a fare da giudice e paciere nella contesa per il trono che oppone Telemaco al padre e alle nobili famiglie itacesi, ancora in lutto per la strage dei Proci e in cerca di vendetta.  A Itaca Nestore ritrova Ulisse, ancora vigoroso e astuto; Penelope, non avvenente ma dotata di grazia e coraggio; Telemaco, deciso a instaurare un governo di pace, bello e forte ma con una predilezione per i fanciulli invece che per le ragazze che tanto indispettisce il padre; e le famiglie di quei Proci uccisi senza pietà, desiderose di scacciare la dinastia degli Odissei.

Attraverso Nestore rivivono tutti i miti della guerra di Troia, delle avventure di Ulisse, degli Argonauti e delle dinastia dell’antica Grecia. La letteratura classica si fonde nella scrittura dal tono rievocativo, eppur pulita e non ridondante, di Antonella del Giudice. Chi ha amato i miti greci non potrà non immergersi in questo altro ritorno (nostos) a quell’antico mondo, e si ritroverà partecipe delle contese di Itaca, curioso di conoscere il destino di Nestore, Ulisse e delle figure che vicine o lontane gli ruotano intorno. Come Oreste, perso nelle voci dei morti, o Menelao, avvizzito e tenuto fermo sul trono dalla sempre bellissima Elena. Ottantasei pagine non sono abbastanza per ritornare soddisfatti da questo viaggio su Itaca, e l’unica critica che si può fare alla del Giudice è di non aver scritto ancora, lasciandoci più tempo per vagare tra le storie dei tormentati greci.

 

“Nestore la ricambiò guardandola con compassione. Pensò: quanta infelicità la vacanza bellica degli uomini, alla forsennata ricerca della dell’immortalità nella morte gloriosa, aveva recato alle donne che in loro avevano creduto! Poveri cuori ridotti a ciottoli di pomice, così leggeri e secchi; poveri uteri imprugnati; e povere pure le mani, le bocche e le menti. Povera Penelope. E povera Andromaca, Elettra e Euridice.”

 

“Ormai sono troppo canuto e stanco per ributtarmi nella mischia. E anche troppo scettico perché, ebbro di vino e sangue, scambi ancora cavalieri per uomini equini attraverso la lente aberrante dei boccali di cristallo. E tu, Ulisse? Sei ancora in vena di misurarti con Ciclopi e Sirene? Di scontrarti con le sei gole di Scilla e di soddisfare voraci ninfe e, soprattutto, di abbindolare ingenue e superstiziose corti di provincia?”

 

Antonella del Giudice (Napoli, 1960). Il suo primo romanzo viene segnalato a Torino al premio “Italo Calvino” nel 2004 e viene pubblicato nel 2005 dalla Avagliano Editore col titolo L’ultima Papessa, raccogliendo consensi di critica e imponendosi a Prato nel premio “Montemurlo” 2005. Partecipa all’antologia I racconti della Città delle donne (Filema, 2005) e all’antologia Vedi Napoli e poi scrivi (Kairos, 2005). Pubblica nel 2008 L’acquario dei cattivi per Alet. Partecipa all’antologia I superdotati (ad est dell’equatore, 2009). Ha vinto, tra gli altri, i premi “Juvenilia” di Bologna nel 2001 e nello stesso anno il premio “Arturo Loria” di Carpi col racconto Requiem per un dividendo, il premio “Ortese” a Roma (Empiria). È autrice e conduttrice presso l’emittente Julienews.

 

 

Autore: Antonella del Giudice

Titolo: Nostos

Editore: Ad est dell’equatore

Anno di pubblicazione: 2014

Prezzo: 10,00

Pagine: 96

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Sara Meddi

Sara è nata nel 1985 vicino Roma. Da bambina, prima di convertirsi alla letteratura, sognava di fare la paleontologa o, in alternativa, la disegnatrice di costruzioni Lego. Adesso lavora da qualche anno nell’editoria come redattrice freelance. Votata da sempre al pendolarismo adesso si divide tra Roma e il Trentino; quando non è in treno vive con il marito, un bimbo, due gatte e un congruo numero di libri. Nel (raro) tempo libero corre, guarda film horror e gioca con discreto successo a Super Mario.

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