Libreria Velitti: intervista al direttore Aldo Lopalco

Alessandra Stoppini

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velitti libreriaLa storica Libreria Velitti di Roma situata nel quartiere di Vigna Clara, ha appena compiuto quarant’anni di attività, essendo stata inaugurata il 14 luglio del 1973. Da quel rivoluzionario giorno sono stati tantissimi i volumi messi in vetrina, scelti da generazioni di lettori e poi venduti.

 Il direttore della libreria Aldo Lopalco lavora all’interno del locale dal lontano 1974, allora era poco più che un ragazzino spinto dalla sua incontenibile passione per tutto ciò che riguarda il mondo della letteratura. “Sono trascorsi quasi quarant’anni da allora e sono rimasto qui in questa libreria che mi ha visto crescere e maturare circondato dai libri” ci ha confessato. E questa sua passione ha indubbiamente contagiato i clienti/lettori che chiedono al direttore consigli su quale romanzo regalare, leggere o tornare a leggere semmai con una traduzione nuova, perché chi ama i volumi adora le novità e anche l’odore della stampa.

Aldo, chi è il Suo lettore ideale?
Il mio lettore ideale è certamente quello onnivoro, che divora di tutto. Quel lettore che oggi legge un giallo, domani un romanzo, dopodomani un saggio e la prossima settimana una biografia storica. In pratica chi legge tutto quello che esce per esempio. La nostra clientela è l’80% femminile, le donne leggono molto di più, sono molto più sensibili, più intelligenti, più brave… possiedono tutte le qualità che gli uomini non hanno…

Walter Siti con il romanzo Resistere non serve a niente (Rizzoli) ha appena vinto la 67edizione del Premio Strega. Tra la cinquina di autori proposti per chi avrebbe votato e potrebbe essere tra i più venduti?
Veramente a me il romanzo di Siti non è piaciuto, è molto più bello il libro di Simona Sparaco “Nessuno sa di noi” (Giunti) che si è classificata ultima nella cinquina dello Strega. Il suo romanzo tratta di un tema delicato e d’attualità del quale si parla poco. La crisi di coscienza non è facile… io avrei votato quello. Anche il libro di Paolo Di Paolo “Mandami tanta vita” (Feltrinelli) mi è piaciuto.

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Alessandra Stoppini

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