“Portami a ballare” di Ricciardi. Intervista all’autore

Alessandra Stoppini

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portami-a-ballareIn “Portami a ballare” di Giovanni Ricciardi (Fazi 2012), quarta indagine del Commissario Ponzetti è il ricordo di un sogno fatto da adolescente che porta il simpatico poliziotto romano a incuriosirsi al caso del ghostwriter di Bolsena, Andrea Perfetti.

Nella calda estate del 2010 la famiglia in ferie a Lavinio vicino a Roma, considerato che la pattuglia italiana ai recenti Mondiali di calcio “era tornata a casa con la coda tra le gambe” a Ottavio non restava altro che “spiluccare” le pagine di cronaca nera del Messaggero.

Lo scrittore fantasma Andrea Perfetti era stato trovato morto in quello stesso prato davanti a Porta Latina “all’inizio della via che conduce alla Passeggiata Archeologica” dove Ponzetti da ragazzo andava a riposarsi sotto “un grande albero frondoso”. La “curiosità sfaccendata” insita nel DNA romano del commissario si era subito messa all’opera. La morte di questo “scribacchino senza originalità” assomigliava a un’esecuzione, forse l’assassinato era venuto a conoscenza di un segreto scottante, perché Perfetti in passato aveva fatto l’estensore di discorsi per diversi parlamentari sia di Destra sia di Sinistra. “Scriveva per chi lo pagava” ed era anche molto bravo. L’ultimo libro di Perfetti era stato l’autobiografia di un famoso ballerino argentino di tango, Marcelo Morin. Ponzetti insieme al commissario Celiboni incaricato dell’indagine aveva fatto un sopralluogo dove era stata ritrovata la vittima. Il luogo della sua adolescenza era rimasto uguale, lo sguardo gettato verso l’antica Porta Latina ritraeva la stessa visuale. Sembrava a Ottavio di stare dentro una fotografia in bianco e nero dei fratelli Alinari. In questa perfetta oleografia solo l’albero secolare aveva un ramo spezzato, fatto questo vagamente inquietante. Chi aveva ucciso Andrea Perfetti che viveva in un casale vicino al lago di Bolsena la sera del 23 luglio 2010 a Roma? Una sfida per Ottavio Ponzetti e per il fido Ispettore Mario Iannotta “trasteverino de Trastevere” alla quale non possono sottrarsi. Urge effettuare, su suggerimento del signor Questore, una ”indagine parallela” e una trasferta a Bolsena per comprendere chi ha desiderato la morte di un lupo solitario, che non aveva amici. Un’indagine intricata per Ponzetti nella quale occorrono fiuto, istinto e conoscenza dei meandri dell’animo umano tutte qualità che Ottavio possiede. Lungo i vicoli e le strade di Roma Ricciardi fa camminare un personaggio che è reale, uno sbirro vecchia maniera che ha subito conquistato i lettori. “Stamo in ballo, e ballamo”.

Possiamo considerare la nuova indagine di Ponzetti come “un gioco di fantasmi” dove niente è come sembra?
“Sicuramente sì, tutto il gioco del libro parte da questa idea. In realtà il ghostwriter, la persona che viene trovata morta sul prato di Porta Latina è appunto uno scrittore fantasma. Anche Ponzetti è un commissario fantasma, perché l’indagine che conduce non è sua. La conduce per una richiesta particolare del Questore. Tutte le persone che abitano questo romanzo sono fantasmi di altre persone. È questa l’idea del libro.”

Che cosa rappresenta l’Urbe per il poliziotto?
“Roma è un grande teatro, un grande palcoscenico dove si svolge la vicenda. Anche in questo libro come negli altri ho cercato di raccontare alcuni angoli e alcune sfaccettature di Roma. In questo caso un po’ il quartiere di San Giovanni, ma anche altri luoghi, per esempio il Villaggio Olimpico oppure alcuni camei della città, penso alla Cripta dei Cappuccini nella Chiesa dell’Immacolata in via Veneto che a un certo punto cito nella mia storia. Roma è anche un luogo dell’anima dove in qualche modo Ponzetti ritrova lo specchio della sua vita.”

Quando Ottavio si reca lungo il cammino che porta verso il Santuario di Santiago de Compostela cerca solo degli indizi relativi al caso oppure la sua è una ricerca personale riflettendo sulla “domanda che ciascuno portava con sé”?
“Sicuramente è tutte e due le cose. Il Cammino di Santiago è la metafora, il simbolo della ricerca, il significato di senso che ciascuno di noi ha dentro di sé nella propria vita. È l’immagine che viene restituita agli occhi del commissario quando vede tutta questa schiera di pellegrini che si muove verso la meta. Forse anche questo è un luogo dell’anima quindi l’indagine non è solo l’indagine che mira a risolvere un caso ma è anche un’indagine che cerca di capire le motivazioni profonde degli uomini e le aspirazioni che li muovono.”

Se Ponzetti filosofeggia e rimugina, Iannotta invece è un uomo concreto. Forse è anche per questo motivo che il commissario e l’ispettore vanno d’accordo?
“Sì, Iannotta è l’anima terrena di Ponzetti che tende a divagare, a uscire dal seminato. L’ispettore è un segno di terra per il suo commissario che se lo tiene molto stretto, al di là dell’amicizia che li lega proprio perché è una persona capace di completarlo e di riportarlo con i piedi per terra. In questa indagine Iannotta è meno concreto di quanto non lo sia stato nei tre precedenti episodi… ma non sveliamo nulla.”

Il poliziotto appassionato di letteratura come commenterebbe il fatto che nel 2011 i lettori italiani sono scesi dal 46,8 al 45,3% cioè di 723mila unità secondo i dati presentati quest’anno dall’AIE (Associazione Editori Italiani) alla recente Buchmesse di Francoforte?
“Facciamolo commentare a Iannotta il quale sicuramente direbbe che i libri costano troppo e forse ne escono anche troppi! Probabilmente quando c’è la crisi c’è la necessità da parte di molti di tagliare le spese.”

Il volume Portami a ballare sarà presentato a Roma domani 15 novembre alle ore 18,30 presso la libreria IBS.it in via Nazionale 254/255. Saranno presenti oltre all’autore, lo scrittore Riccardo D’Anna e il Prof. Roberto Costantini.

Giovanni Ricciardi è professore di greco e latino in un liceo di Roma. Per Fazi ha pubblicato i tre romanzi con le indagini del commissario Ottavio Ponzetti: I gatti lo sapranno (2008), Ci saranno altre voci (2009) e Il silenzio degli occhi (2011). Nel 2012 è uscita la raccolta Le indagini del commissario Ponzetti sempre per Fazi.

Autore: Giovanni Ricciardi

Titolo: Portami a ballare

Editore: Fazi

Anno di pubblicazione: 2012

Prezzo: 16,50 euro

Pagine: 486

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Alessandra Stoppini

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