Mille notti d’amore

Alessandra Stoppini

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Nel romanzo Mille notti d’amore di Julia Gregson (Newton Compton 2012), il pilota di Spitfire Dominic Benson era rimasto stregato dalla voce melodiosa e dall’aspetto originale e libero di Saba Tarcan. “Era solo una canzone. Fu questo che pensò quando lei si mise il cappello e andò via, lasciandosi dietro un leggero profumo di mele fragranti”.

Nel 1942, in Inghilterra, durante i cruciali anni della II Guerra Mondiale quando le forze dell’Asse sembravano prevalere sulle truppe alleate, in un reparto del Queen Victoria Hospital, Dom aspettava che le sue ferite al viso e alle mani causate da un incidente aereo si sanassero dopo l’innesto di pelle effettuato da un rinomato chirurgo plastico. “… lei aveva fatto cessare i sogni ed era la cosa migliore che gli accadeva dopo tanto tempo”. Nei suoi incubi peggiori il pilota si ritrovava a bordo del suo Spitfire ed era preso dal panico, perché non riusciva ad atterrare “sfrecciava nell’aria, leggero e quasi incorporeo”. They Didn’t Believe Me aveva cantato Saba rivolta ai pazienti del reparto quasi tutti piloti di caccia di poco più di vent’anni. La ragazza di origini turche da parte di padre, che sognava di diventare una grande cantante, aveva ricevuto una lettera dall’ENSA, organizzazione creata per intrattenere il personale delle forze armate britanniche durante la II Guerra Mondiale. Nonostante il parere contrario dei genitori, Saba aveva accettato di andare in tournée con altri artisti nelle zone di guerra per esibirsi in favore delle truppe stanziate in Africa settentrionale. Una missione esaltante ma pericolosa, perché la ragazza per la sua conoscenza della lingua turca era stata reclutata dai servizi segreti britannici come spia. “Considerati una pedina nelle mani dei ragazzoni che giocano alla guerra”. Prima destinazione Il Cairo città magica “con i suoi tramonti infuocati, le feluche che viaggiavano sul Nilo simili a giganti falene”. Era iniziata per la ventitreenne Saba “la più grande avventura della sua esistenza” nella quale avrebbe incontrato nuovamente Dom, ormai guarito, che faceva parte di una squadriglia della Desert Air Force in Africa settentrionale. Il pilota era partito per la sua nuova missione consapevole che con Saba “avrebbe dovuto volare alla cieca”. “Quando arrivò alla tenda, vide dietro al telo una luce fioca e una sagoma scura all’interno. Saba scostò il telo: Dom era seduto su una sedia e la aspettava”.

Jasmine Night è il racconto romanzato di un aspetto poco conosciuto della guerra: la vita di quelle tante compagnie che facevano parte dell’esercito formate da attori, comici e cantanti che avevano il compito di risollevare il morale delle truppe che si trovavano sulla linea del fuoco. “È meraviglioso vedere come le facce dei soldati cambino quando ascoltano una bella canzone. Sembra che li consoli, che li faccia tornare umani”. Molte brave cantanti come Sabra “una ragazza carina”, attrici famose come Marlene Dietrich, ballerine come Arlena “alchimia perfetta di pericolo e fascino” o Janine dalla “personalità ossessiva” avevano cercato di dare il loro contributo personale allo sforzo bellico. “… amava ogni minuto di quella vita… ” Se è vero che da sempre “in generale gli uomini combattono per le loro innamorate, per le loro mamme e per i loro bambini” ascoltare Night and Day, Smoke Gets in Your Eyes, Stormy Weather, I’ve Got You Under My Skyn o Wher or When faceva ricordare ai soldati l’importanza del loro compito. Alcuni cantanti inoltre avevano svolto un ruolo “assolutamente vitale nelle operazioni belliche” dato il loro potere enorme cioè quello di “viaggiare liberamente senza destare sospetti”. Così era accaduto alla “temeraria e patriottica” Saba che aveva il compito di spiare le mosse dell’impresario Zafer Ozan “figura influente in Nord Africa”.

In quel determinato periodo storico perfettamente ricostruito dall’autrice, Istanbul era “strategicamente e politicamente una delle più importanti città neutrali al mondo” insieme alle basi aeree turche ambite dagli inglesi. Dopo il bestseller Matrimonio a Bombay Julia Gregson sceglie il Nord Africa e la Turchia come scenario ideale di una grande storia d’amore. Dom e Saba, due vite sospese che sono simili: il primo si sente libero solo mentre vola, la seconda quando canta “si sente travolta da un’onda”. We’ll Meet Again una delle melodie più famose degli anni della guerra fa da sfondo a questo romanzo che coniuga l’aplomb britannico con i colori e i profumi della magica ed esotica terra d’Oriente dall’”incredibile vastità”.

Julia Gregson vive in Galles con suo marito e la figlia, ha lavorato come giornalista per diverse riviste femminili in Inghilterra, negli USA e in Oriente. È autrice di numerosi racconti, alcuni dei quali pubblicati anche in versione radiofonica. East of the sun, suo secondo libro, è stato un grande best-seller nel Regno Unito nel 2008 ed ha vinto il Premio Romantic Novel of the Year. Presso la Newton Compton è uscito nel 2009 Matrimonio a Bombay.

Mille notti d’amore è tradotto da Rosa Principe.

Autore: Julia Gregson

Titolo: Mille notti d’amore

Editore: Newton Compton

Anno di pubblicazione: 2012

Prezzo: 9,90 Euro

Pagine: 466

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Alessandra Stoppini

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