“La rilegatrice di libri proibiti”

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“Questo libro nasconde ciò che ho nel cuore… ”. Dora Damage protagonista de La rilegatrice di libri proibiti di Belinda Starling (Beat 2011) così definisce il diario da lei rilegato in marocchino rosso, le cui pagine bianche “attendono solo di essere riempite dalle vicende di un’esistenza liberamente vissuta, secondo l’ispirazione o la grazia divina”.

Vicende singolari accadute cinque anni prima da mettere nero su bianco che sveleranno al lettore un mondo sconosciuto e la figura di una donna straordinaria che scelse di non adeguarsi a “una storia già scritta, una sorte ineluttabile da seguire alla lettera” ma “di affrancarsi dalle catene che gli uomini ci avevano imposto”. Londra 1859. La Legatoria Damage si trovava nel quartiere di Lambeth al numero 6 di Ivy Street “la nostra era l’ultima di quindici case a schiera, una lunga fila di sudice sorelle con i medesimi lineamenti sulle facciate anguste”. Il patrono dei rilegatori San Bartolomeo sembrava essersi dimenticato del “basso e corpulento” maestro legatore Peter Damage afflitto da una dolorosa malattia, l’artrosi reumatica e deformante che gli impediva da qualche tempo di lavorare “le sue dita erano ormai grosse come i sigari che fumava alla fine di ogni giornata di lavoro”. “Se desideri qualcosa, dimezzala” ripeteva la madre di Dora alla figlia, infatti “la vita che facevo a Lambeth insieme a Peter mi diede modo di mettere in pratica questo insegnamento”. Dora e la figlioletta Lucinda di 5 anni soggetta a crisi epilettiche, non avevano futuro costrette a vivere in precarie condizioni in una casa fatiscente di proprietà della funerea signora Eeles, che “aveva una spiccata predilezione per la morte”, sollecitata dal continuo passaggio della Necropolitan Railway, che faceva vibrare “la casa fino alle fondamenta”, macabra linea ferroviaria che trasportava “i feretri e i parenti in lacrime giù fino a Woking, dove era stato costruito il più grande cimitero del mondo”. Alla disperata ricerca di una commissione per la legatoria, gli stivaletti di Dora “ripresero il loro ritmo cadenzato” nel ventre miserevole e sordido di Londra, nei meandri di stradine senza uscita e di vicoletti, ascoltando il respiro della capitale dell’Impero Britannico della Regina Vittoria, cioè “quell’aria fredda e untuosa” tipica della città. Le punte dei piedi della giovane donna l’avevano condotta davanti alle vetrine del negozio di stampe al 128 di Holywell Street, di proprietà del viscido Charles Diprose libraio e importatore di specialità francesi e danesi. Il rubizzo Diprose aveva commissionato a Dora la rilegatura di una serie di testi particolari considerati immorali, libri che il miglior cliente del libraio Sir Jocelyn Knightley, medico, studioso, scienziato e avventuriero intendeva diffondere tra i membri della confraternita segreta denominata Sauvages Nobles. Questi bibliofili aristocratici si dilettavano nella lettura di libri proibiti quali il Decamerone di Boccaccio tradotto nel 1620 da John Florio, Fanny Hill, le memorie di una donna di piacere di John Cleland, l’Ars Amatoria di Ovidio, testi di anatomia, ecc… tutti volumi ai quali Dora con la squisita fattura delle sue copertine decorate avrebbe creato una degna cornice. “La nostra letteratura è casta e malata perché la nostra società lo è”.

The Journal of Dora Damage edito per la prima volta nel 2006 dalla casa editrice Bloomsbury è il ritratto di una donna anticonvenzionale che ebbe il coraggio di sfidare per necessità la morale e le retrive e ottuse leggi del suo tempo. La corporazione dei rilegatori vietava il lavoro alle donne “non consentirò che andiate a ingrossare le fila delle donnacce che rubano il pane agli onesti operai e alle povere famiglie”. Inoltre la legge sulle pubblicazioni oscene il Lord Cambell’s Act stabiliva che “non era illegale possedere opere letterarie di genere immorale ma solo pubblicarle e diffonderle”. Se tutto questo non fosse stato già abbastanza la Società per la Soppressione del Vizio che era stata fondata agli inizi dell’Ottocento dalla Chiesa d’Inghilterra “collaborava con le autorità di polizia, fornendo loro informazioni sulla vendita, la distribuzione o l’esposizione di informazioni oscene”. Dora coadiuvata dall’apprendista Jack Tapster avrebbe creato sensuali e seducenti rilegature che avrebbero risvegliato i suoi sensi sopiti da un matrimonio senza amore e passione. “Il lavoro di rilegatura mi dava soddisfazione”. L’arrivo nella bottega artigiana di Din Nelson ex schiavo di colore proveniente da Baltimora liberato dall’Associazione femminile per l’Assistenza ai Profughi dalla Schiavitù di gentildonne alla quale faceva parte Lady Sylvia Knightley aprì gli occhi a Dora facendole imparare molte cose “sui misteri del cuore e del corpo”. Nella Londra del 1859 dove “un gruppo di profughi e rinnegati progettavano la demolizione di un istituto vecchio di secoli come lo schiavismo”, una figura femminile di stampo moderno “geniale, piena di creatività e coraggio” splendeva di luce propria in un ambiente ipocrita e falso perbenista. “Nell’ideare una copertina mi sforzavo sempre di distillare l’essenza del libro in ciò consisteva la mia modernità”.

Possiamo definire il romanzo edito da Neri Pozza nel 2009 e divenuto subito un bestseller, come un neo – feuilleton, cioè appartenente a quel popolare genere letterario che andava in voga tra la fine del XIX e l’inizio del XX Secolo e che è ritornato di moda oggi. La coinvolgente storia di Dora Damage conduce il lettore attraverso una trama ricca di colpi di scena e avvenimenti imprevedibili portandolo alla scoperta di un mondo finora sconosciuto, quello della rilegatura dei libri a mano, fatto di dedizione e passione. “Sebbene siano frutto della mia fantasia, i personaggi e gli eventi di questo libro sono largamente ispirati alla realtà”, così scriveva nelle note finali del volume l’autrice prematuramente scomparsa senza aver potuto vedere il suo emozionante e talentuoso libro pubblicato. “Perfer et obdura, dolor hic tibi proderit olim” (Sopporta e fortificati, un giorno questo dolore ti gioverà). Publio Ovidio Nasone Amores III, 11.

Belinda Starling viveva a Wivenhoe, nell’Essex. È scomparsa l’11 agosto del 2006 a soli 34 anni in seguito a un intervento chirurgico.

La rilegatrice di libri proibiti è tradotto da Massimo Ortelio.

Autore: Belinda Starling

Titolo: La rilegatrice di libri proibiti

Editore: Beat

Anno di pubblicazione: 2011

Prezzo: 9,00 Euro

Pagine: 443

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