Gli audiolibri Emons: dal 2007 una solida certezza

Alessandra Stoppini

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le_avventure_di_itamarNel panorama dell’editoria sonora italiana la Emons Audiolibri, fondata nel 2007 dall’affermato editore tedesco Hejo Emons con Viktoria von Schirach e Axel Huck, occupa un posto di eccellenza riuscendo a coniugare diversi tipi di esigenze.

Libri letti ad alta voce da un attore o dallo stesso autore del volume. Questo è l’audiolibro, registrazione audio ora sempre più diffusa in formato Mp3, fenomeno letterario la cui vendita registra un successo sempre crescente grazie alla vasta offerta rivolta sia ai piccoli sia agli adulti. Gli utenti sono sia i cosiddetti lettori forti, che desiderano aggiungere una dimensione più intima al rapporto con i loro autori preferiti, sia i lettori potenziali, che non hanno tempo per leggere. Nel mare magnum del catalogo Emons scegliamo di seguito quattro proposte di audioascolto che siamo certi, non deluderanno il pubblico perché l’audiolibro fa riscoprire un grande classico e fa apprezzare il fascino che si può percepire ascoltando un autore che legge la propria opera.

“Da molti anni desideravo scrivere dei Finzi-Contini, di Micol e di Alberto, del professor Ermanno e della signora Olga e di quanti altri abitavano o come me frequentavano la casa di corso Ercole I d’Este, a Ferrara, poco prima che scoppiasse l’ultima guerra”. È l’incipit di Il giardino dei Finzi Contini di Giorgio Bassani uno dei massimi capolavori della letteratura mondiale. In occasione della Giornata della Memoria (27 gennaio) Marco Baliani rilegge cinquant’anni dopo la sua pubblicazione il romanzo restituendo al volume la sua forza emotiva e storica. L’illustre famiglia dei Finzi Contini non esiste più travolta e cancellata all’interno dei fili spinati dei campi di concentramento nazisti. Baliani dando voce alla scrittura del ferrarese Bassani fa rivivere dentro l’alto muro di cinta del giardino che circonda la villa il mondo elegiaco dissolto legato a un amore perduto ma non scordato. “… capelli biondi, di quel biondo particolare striato di ciocche nordiche, da fille aux cheveux de lin, era soltando suo, riconobbi immediatamente Micòl Finzi Contini”. Il talento innato dell’attore, drammaturgo e regista fa riaffiorare la giovinezza immutata che ha lo sguardo sognante dagli occhi chiari di Micòl. Fondamentale riascoltare l’opera per scoprire una nuova dimensione narrativa di un libro senza tempo. Affinché nessuno possa mai dimenticare ciò che è avvenuto nel cuore della vecchia Europa.

La voce simpatica e invitante di Pierfrancesco Favino accompagna i piccoli ascoltatori nel mondo di Itamar nell’audiolibro Le avventure di Itamar (2011), sei piccole storie scritte da David Grossman autore dalla rara sensibilità. “Il papà di Itamar fa il bagno a Itamar nella vasca. Si siede vicino a lui su uno sgabello e gli insapona la schiena e nel frattempo parlano di cose molto interessanti. Ad esempio che cosa ha nella pancia la mamma di Itamar?“. Nel primo racconto Che strano fratello! Itamar confida al padre i suoi desideri intorno al fratello che sta per nascere. “Cosa uscirà dalla pancia della mamma?Domanda il bambino al padre. “Davvero sarebbe tanto interessante saperlo! Tu cosa vorresti che uscisse dal suo grosso ventre? chiede curioso il padre al proprio figlio. E qui la fantasia di Itamar si scatena: forse un pallone per giocare a calcio? Un fratello pallone da far rotolare fino in cielo“. Ma in questo modo il fratellino potrebbe farsi male… allora un fratello di cioccolato dalla forma di un gatto, dolce da leccare e al quale vorrò molto bene“. “Però così si consumerà tutto… dice il padre a Itamar con voce persuasiva. Un fratello leone da cavalcare quando vado all’asilo? Un fratello lepre da tenere nella mia stanza dentro una piccola gabbia? Forse a pensarci bene “è meglio che dal grosso ventre della mamma esca un bambino che mi vorrà bene… “. Negli episodi successivi Itamar è una lettera, Itamar incontra una lepre, Itamar passeggia sulle pareti, Itamar il cacciatore di sogni, Itamar e il cappello magico il protagonista si spedisce ai genitori come una lettera, impara a vincere le sue paure, scopre di poter passeggiare sulle pareti e grazie a un cappello magico Itamar trasforma il padre in una scimmia, poi in un lupo, in un gallo e infine nuovamente in suo padre. Storie semplici ed efficaci che Favino recita alla perfezione interpretando un bambino, suo padre e tanti animali. Il tono di voce profondo e camaleontico dell’attore restituisce a chi ascolta ciò che il grande autore israeliano vuole far arrivare al lettore: raccontare i tanti desideri che accompagnano il mondo infantile di una creatura dolce e fantasiosa come Itamar. “… perché finché non sei nato tu, io ero una persona qualunque. Ma quando sei arrivato tu, in quel preciso momento sono diventato papà”.

Gianrico Carofiglio legge Ragionevoli dubbi (2011) terzo episodio della serie che il magistrato – scrittore pugliese ha dedicato all’avvocato Guido Guerrieri. “Quando Margherita disse che doveva parlarmi, pensai che aspettasse un bambino. Era un tardo pomeriggio di settembre”. Dopo Testimone inconsapevole e A occhi chiusi la voce di Carofiglio coglie ancora una volta le atmosfere e le sensazioni di un romanzo che cattura fin dalle sue prime battute. È una Bari inedita quella di Guerrieri nella quale lo scrittore ama ambientare la maggior parte della sua produzione letteraria. Guido spesso passeggia di notte per la sua città perso nei suoi pensieri che riguardano non solo i casi che sta seguendo ma anche la sua vita privata. In questo terzo episodio un uomo condannato in primo grado per traffico di droga si proclama innocente… Nella Bari di notte, rappresentata da Carofiglio, fatta di strade ordinate dove si può respirare l’aria salmastra e intravedere le sparute luci dei pochi bar ancora aperti fa da splendido contrappunto l’innata malinconia di Guerrieri. Un personaggio meravigliosamente convincente così Times ha definito Guido Guerrieri qui interpretato da una persona che lo conosce bene. Dentro c’era l’odore delle case in cui abitano bambini. Non ne frequento molte, ma quell’odore è inconfondibile. Un misto di borotalco, latte, una idea di frutta, altro“.

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Alessandra Stoppini

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