Il Recensore.com

Archiviogennaio, 2012

“Due nomi dentro un cuore”. Intervista a Paola Predicatori

scritto da Alessandra Stoppini il 31 gennaio 2012

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La voce interiore di Alessandra protagonista dell’opera prima Il mio inverno a Zerolandia di Paola Predicatori (Rizzoli 2012) fin dalle prime pagine cattura la sensibilità del lettore colpito da una storia di formazione fatta di dolore, solitudine sorda”, adolescenza, amore, rabbia e molto altro ancora. 

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“Il sorriso di Godot”: l’attesa del tempo

scritto da Matteo Chiavarone il 31 gennaio 2012

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Nuova raccolta di poesie per Stefano Giovinazzo, capace ancora una volta, con “Il sorriso di Godot” (Edilet, 2011), di aprirci una finestra sul suo universo di “parole e emozioni”. L’approccio lirico si tramuta pian piano in un disegno tracciato a lapis sulla superficie vischiosa della quotidianità. Sprazzi di colore si moltiplicano fino a diffondersi nel cuore e negli occhi del lettore, dimostrando di fatto la capacità indiscutibile di dire molto con le parole più semplici.

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Matteo Ramundo tra fobie e follie

scritto da Redazione il 31 gennaio 2012

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Il giovane Matteo Ramundo con “Phobia” è al suo secondo libro e mostra tutta la determinazione del veterano della carta e penna, unita all’innovazione lessicale e tematica in un libro che conferma che il talento non ha bisogno di una data di nascita troppo antica.

Le poesie di Ramundo scorrono come una lente di ingrandimento sul nostro animo, lasciando il lettore sconvolto dal carico esistenziale che questo giovane autore riesce a trasmettere.
Sono poesie dell’abbandono? Oppure sono una summa morale dell’uomo occidentale sconvolto dalla paura di vivere? A queste domande il lettore può dare delle risposte silenti ed interiori perché come diceva Cèline “l’uomo che non prova mai paura è perduto”.
“Phobia” ci appare come un decalogo, un catalogo dei viventi, perché spesso siamo di quello che abbiamo paura, spesso siamo quello che non appare al resto del mondo.
La poesia di Matteo Ramundo è una poesia colta che nelle rime e nelle ideazioni di giochi lessicali mai banali, che tendono a rendere più leggera la narrazione poetica che altrimenti risulterebbe proibitiva. E’ un volume che non ha una necessaria struttura stabilita, possiamo infatti iniziarlo dalla fine o farlo divenire un piccolo breviario quotidiano per le nostre crisi irrisolte o per i nostri sorrisi spezzati da qualche pensiero astratto.
“Phobia”  serve a non perdersi nel labirinto della città e a pensare che non siamo soli ad aver paura e dichiararlo è molto coraggioso.

Matteo Ramundo è nato il 26 marzo del 1991 a Roma. Esordisce nel 2010 con la raccolta non-sense Nella mente del mentecatto (Ed. Gruppo Albatros Il filo); nello stesso anno, conclusi gli studi superiori, entra come allievo attore presso l’Accademia Nazionale d’arte drammatica “Silvio D’Amico”, dove attualmente frequenta il secondo anno. Nel 2009 parte con l’onlus AfrikàSì per uno scambio interculturale avvenuto tra un piccolo gruppo di studenti romani e studenti provenienti dalla baraccopoli Deep Sea di Nairobi.

Attualmente è il presidente di UP (University Project), progetto che mira a sostenere gli studi universitari di parte di quell’umanità a cui rimarrà eternamente legato.

Autore: Matteo Ramundo

Titolo: Phobia

Editore: Ensemble

Anno di pubblicazione: 2012

Prezzo: 10 euro

Pagine: 92

The help di Kathryn Stockett. Dal libro al film

scritto da Alessandra Stoppini il 30 gennaio 2012

thehelp-stockettThe help(Mondadori) è il romanzo d’esordio di Kathryn Stockett che l’editore milanese aveva già editato nel 2009 con il titolo L’aiuto. La storia ha inizio nel 1962 durante la lunga estate calda che avvolge la città di Jackson, Mississippi.

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Bolaño postumo

scritto da Michele Lupo il 30 gennaio 2012

i-dispiaceri-del-vero-poliziottoChe le trame nei romanzi di Bolaño (ecco un lascito postumo dal titolo “I dispiaceri del vero poliziotto”Adelphi) siano se non elusive tutt’altro che lineari, indifferenti a un’idea ortodossa del plot (benché si tratti di storie, sia chiaro, di personaggi che non smettono di chiacchierare, scopare, congetturare, spostarsi da una parte all’altra del mondo) è noto.

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Il mondo etrusco della famiglia Luzi

scritto da Alessandra Stoppini il 30 gennaio 2012

la-quercia-del-consiglio… ho inteso esaltare gli ideali e i valori di chi mi ha preceduto e che sono anche i miei”. Nella prefazione del volume “La quercia del consiglio. Due secoli di storia attraverso le vicende della famiglia Luzidi Giancarlo Luzi (Davide Ghaleb Editore 2011) l’autore sintetizza il senso profondo del suo lavoro “legato all’amore per il passato”. Il libro contiene 44 racconti incentrati su alcuni protagonisti e sulle vicende di una delle più antiche e note famiglie di possidenti della Tuscia.

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Friedrich Nietzsche e gli ebrei. Una questione cruciale

scritto da Michele Lupo il 27 gennaio 2012

nietzsche-e-gli-ebreiLo spirito tedesco è aria viziata per me” scrisse da qualche parte Friedrich Nietzsche. Da tenere a mente per entrare nel vivo del libro “Nietzsche e gli ebrei” (Giuntina, 2011).

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Due saggi sul potere

scritto da Michele Lupo il 27 gennaio 2012

lc2b4invenzione-della-virilitaDue saggi diversissimi, per tema, impostazione, struttura eppure imparentabili da un denominatore comune per così dire iper-classico: il potere. L´invenzione della virilità. Politica e immaginario maschile nell´Italia contemporanea, Carocci, pagg. 182, euro 17) di Sandro Bellassai e Suggestione. Potenza e limiti del fascino politico (Bollati Boringhieri) di Andrea Cavalletti.

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Break. Ossa rotte

scritto da Marianna Noto il 27 gennaio 2012

break-giuntiJonah si spezza le ossa. Come un osso che, dopo essersi spezzato si rafforza, Jesse vuole diventare più forte. Attraverso il dolore. Per sostenere un fratello che rischia di morire ogni giorno, per supplire all’assenza di genitori che sente inadeguati. L’impotenza, il senso di colpa, l’affetto nei confronti della sua famiglia, del fratello, in particolare, creano un groviglio di sentimenti che nel cuore dell’adolescente trovano espressione in questa folle “pratica”.

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Nella Casa di Gilead

scritto da Michele Lupo il 26 gennaio 2012

casa-einaudiUna famiglia priva di un figlio di buona donna rischia di non essere abbastanza interessante, per chi scrive e per chi legge. Non so se è stato questo il pensiero che ha mosso Marilynne Robinson a proseguire il racconto di Gilead, con questo “Casa (Einaudi), quasi un romanzo da camera se non fosse che ogni occasione è buona per mandare la storia avanti e indietro fuori dalle mura in cui si svolge.

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“Le mani sulla città” di Milano. La ‘ndrangheta che regna

scritto da Francesco Bove il 26 gennaio 2012

le-mani-sulla-cittaLe mani sulla città” (Chiarelettere, 2011) è l’inchiesta scottante del 2011 sul controllo di Milano e delle zone limitrofe da parte della ‘Ndrangheta.

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La chiave di Sara

scritto da Alessandra Stoppini il 26 gennaio 2012

la-chiave-di-saraUn momento nero nel passato della Francia”, così è definito nel romanzo “La chiave di Sara” di Tatiana de Rosnay (Mondadori 2012) uno degli avvenimenti più oscuri della storia francese. Parigi estate 1942, la Wehrmacht aveva invaso dal giugno del ‘40 la Francia, divisa poi in una zona militare di occupazione a nord e lungo le coste dell’Atlantico (zone occupée), mentre a sud era stata instaurata la Repubblica di Vichy (zone libre).

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“Capitani coraggiosi”. L’Alitalia vista da Gianni Dragoni

scritto da Alessandra Stoppini il 25 gennaio 2012

capitaniIn Capitani coraggiosi. I venti cavalieri che hanno privatizzato l’Alitalia e affondato il Paese di Gianni Dragoni (Chiarelettere 2011) il giornalista economico riassume con efficacia la vicenda Alitalia.

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“Disfunzioni” il nuovo libro di Marco Onofrio

scritto da Redazione il 25 gennaio 2012

disfunzioni-onofrioVorrei muovere alcuni interrogativi a questo nuovo libro di Marco Onofrio. Il primo riguarda il rapporto tra poetiche e opere d’arte: il proliferare delle poetiche nel Novecento, si è detto, è il segno del dibattito, del dialogo che sorge intorno all’opera, proprio in quanto istitutiva di un «nuovo mondo»; ma è anche vero che il fenomeno delle poetiche ha la sua spiegazione nell’orizzonte del «vecchio mondo» per creare il «nuovo mondo» che l’opera inaugurerà: il fenomeno delle poetiche non sarebbe tanto un modo dell’abitare e del dialogare con l’opera, ma ciò che rende possibile, oltre il mondo dell’opera, la fondazione del suo mondo.

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“Il quadro del mondo” di Gherardi

scritto da Redazione il 25 gennaio 2012

gerrySe dovessimo trovare una stagione spazio temporale alle poesie di Gerry Gherardi, autore de “Il quadro del mondo” (Ed. Ensemble) la migliore sarebbe l’estate, sembra infatti andar di pari passo la lucentezza di questa stagione con i versi malinconici e silenti del giovane autore, che tra campi di grano, sorrisi spezzati e ardore giovanile, sfida le conseguenze del tempo e ci arriva a delineare un piccolo affresco di un mondo interiore dove la memoria, la famiglia, le origini sembrano essere il passaporto per altri mondi, diversi, lontani.

E’ una poesia di passaggio quella di Gherardi, dall’età adolescente a quella adulta, dalla campagna inurbata della Toscana,sua terra di provenienza alla città tagliente, alla metropoli che non tarpa le ali ma cerca di amplificare i propri desideri.
I versi di Gherardi sono ordinati e ben delineati, non deludono il lettore. Come ogni opera prima c’è un voltarsi all’indietro della propria vita, il difficile da un punto di vista letterario verrà quando esaurito il carico emotivo di ciò che è stato si dovrà raccontare quello che verrà.

Ma con stile e precisione Gherardi riuscirà ad andare oltre al vissuto, per regalarci un po’ di futuro.

Gerry Gherardi nasce a Pontedera un sabato d’agosto del 1978 alle 9,30 di mattina, faceva caldo e tutti erano in ferie. Dopo vent’anni passati a respirare l’aria dei campi di grano toscani si trasferisce a Roma dove frequenta la scuola di teatro “Ribalte” sotto la guida del Maestro Enzo Garinei. Debutta in teatro con Francesca Draghetti in “Terapia di Gruppo” di Christopher Durang, primo spettacolo di una lunga serie che scandisce una prolifica collaborazione. Doppiatore e sceneggiatore mette in scena due monologhi e una parodia per quattro attori. Il quadro del mondo è il suo primo libro.

Autore: Gerry Gherardi
Titolo: Il quadro del mondo
Editore: Ensemble
Anno di pubblicazione: 2011
Pagine: 68
Prezzo: 10 euro

I “Quaderni russi” di Igort

scritto da Michela Gelati il 24 gennaio 2012

igort_001È un altro prezioso viaggio quello di “Quaderni russi” di Igort (Mondadori 2011), che dopo “Quaderni ucraini”pubblicato l’anno scorso torna con una bellissima graphic novel, questa volta sulla Russia e le guerre dimenticate del Caucaso, dove si è consumato uno dei conflitti più drammatici e meno raccontati del Novecento. Con la triste eccezione di Anna Politkovskaja, la giornalista del quotidiano russo Novaja Gazeta che ha pagato con la vita le sue inchieste sui crimini di guerra russi in Cecenia. Proprio da questo omicidio ancora (volutamente) irrisolto Igort parte con il suo racconto, raccontando per immagini la sua visita al palazzo dove è stata uccisa la giornalista russa, freddo e neve per le strade, sotto un cielo arancione ma livido, l’ascensore su cui Anna stava salendo nell’autunno del 2006 con le borse della spesa in mano, prima di essere assassinata.

Quel condominio anonimo e un po’ triste è la prima tappa del lungo viaggio di Igort, che ha vissuto per mesi in Russia per raccogliere materiale e testimonianze. Tra crimini recenti - la guerra cecena, i rastrellamenti nei villaggi, la disperazione delle madri, la capitale cecena, Grozny, fatta di neri scheletri di case, di palazzi fantasma, ma anche la strage di Beslan - e i gulag staliniani dove morirono milioni di dissidenti del regime sovietico. Sono forse queste le pagine più belle: pagine di nebbie gelide a trenta gradi sotto zero, di baracche quasi scomparse e filo spinato.

Qui anche le parole si riducono, il racconto si fa essenziale per lasciare spazio al disegno che meglio racconta la profonda solitudine e l’annichilimento sistematico dell’uomo, ridotto infine a una figura sempre più minuscola che pare scomparire nella pagina come nel bianco della neve.

Se forse non ai livelli del precedente “Quaderni ucraini”, anche questo lavoro di Igort prova la forza narrativa e il merito della testimonianza dell’autore, che continua a raccontare la storia di aree “marginali” del mondo provando a svelare questa volta il grande mistero russo, terra sconfinata, al tempo stesso patria di grandi uomini e scenario di immense tragedie.

Igort è nato a Cagliari nel 1958. Da trent’anni è autore di fumetti e illustratore. Ha pubblicato le prime storie sulla rivista “Il pinguino”, di cui è stato tra i fondatori. Negli anni ‘80 i suoi fumetti sono stati pubblicati sulle pagine di prestigiose riviste internazionali, come Linus. Nel 2000 ha fondato la casa editrice Coconino Press. Tra i suoi ultimi lavori,Storyteller (Coconino Press 2006), Dimmi che non vuoi morire (Mondadori 2007), Baobab 3(Coconino Press 2008), Quaderni ucraini (Mondadori 2010), Parola di Chandler, tradotto da Sandro Veronesi su testi di Raymond Chandler (Coconino Press - Fandango 2011), Alligatore, dimmi che non vuoi morire (Coconino Press - Fandango 2011). I suoi lavori sono pubblicati in 15 Paesi.

Autore: Igort
Titolo: Quaderni russi
Editore: Mondadori
Anno di pubblicazione: 2011
Pagine: 180
Prezzo: 17.50 euro

“Il perfezionista” di La Corre. Viaggio nella Parigi dell’800

scritto da Marianna Noto il 24 gennaio 2012

lacorreParigi, 1865. Vicoli bui e tortuosi, bettole e taverne, la povertà del popolo allo stremo, il lusso opulento dei bordelli più rinomati: lo sfondo della Parigi di fine Ottocento si impone con forza sul romanzo, conferisce alle pagine de Il perfezionista (Piemme, 2011) un’impronta inconfondibile.

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Il Pasticciaccio di Gadda nella nuova ristampa Garzanti

scritto da Francesco Bove il 24 gennaio 2012

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“Quer pasticciaccio brutto de via Merulana” (Garzanti, 2011), il romanzo più famoso di Carlo Emilio Gadda, non è un tipico giallo dalla trama avvincente. In realtà, non rientra proprio negli archetipi della narrativa ma nell’alveo, ben più consistente, della letteratura. Letteratura della Parola, a dispetto della convenzionalità della storia. Il Pasticciaccio è un romanzo d’abbandono in cui il racconto, frammentato, iperbolico, dilatato a dismisura, viene colorato dai vari dialetti, dal turbinio di lingue diverse, italiane, che vanno a denotare i personaggi e a detonare nel “botto” finale, in-aspettato, che sembra quasi redarguire il “parolaio” Gadda prima del completo abbandono descrittivo.

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Eccetto Topolino: fascismo e fumetti

scritto da Michele Lupo il 23 gennaio 2012

eccetto-topolinoEccetto Topolino (Lo scontro culturale tra Fascismo e Fumetti), volume di grande formato, ricchissimo di illustrazioni a colori e in bianco e nero, lettere, circolari, interviste, veline di regime, edito da Nicola Pesce Editore, firmato da tre autori, Leonardo Gori, Sergio Lama e Fabio Gadducci, è uno studio serissimo, una ricostruzione capillare di una vicenda storica significativa della storia culturale italiana.

Non casualmente il lavoro è promosso da uno storico come Mimmo Franzinelli che del fascismo è uno studioso attento, sensibile anche a tematiche di solito non troppo frequentate dagli storici accademici, come quelle delle culture pop. Scrive nella sua breve introduzione: “Questo fondamentale libro […] resterà negli annali del fumetto italiano come l’opera che ha segnato il passaggio dall’interesse collezionistico alla ricostruzione storica.”

Tre sono sostanzialmente le zone investigate dagli autori, mossi dall’obiettivo di esaurire la lettura di una vicenda meno semplice di quanto non si possa immaginare. Le fortune e le cadute difformi del fumetto americano in epoca fascista erano provocate da più fattori. Intanto, i tre studiosi hanno fatto i conti con lo sviluppo del mercato editoriale dell’epoca, dall’esperienza di Nerbini, considerato “il vero padre fondatore del fumetto in Italia”, a Mondadori; il secondo aspetto verte sull’incontro-scontro degli editori che intrecciavano le loro ragioni e interessi con quelle del regime, e del suo massimo ufficio culturale, il Ministero della Cultura Popolare (con un’insinuante presenza di fattori privati legati a predilezioni particolari di uno o l’altro esponente del fascismo); infine, viene investigato il ruolo non secondario giocato in questa complessa partita dalle agenzie di stampa americane.

Ricostruzione seria vuol dire utilizzo degli archivi, nel caso specifico quello di Guglielmo Emanuel (dopo la seconda guerra direttore del Corriere della Sera), e degli Archivi di Stato. Importante il ruolo di personaggi di non secondo momento come Cesare Zavattini, o del filosofo Gentile, nonché la presenza tutt’altro che occulta e immancabile della Chiesa Cattolica, sempre pronta ad allungare le mani sui processi pedagogici della gioventù italiana, che allestisce da par suo un periodico gradito al fascismo, Il Vittorioso, che nel nome come spesso accade chiude in cifra il destino della sfida nella fase terminale della dittatura decisa a sfasciare il paese.

In linea generale, possiamo parlare di un primo periodo in cui la ricettività non è priva di contraddizioni - Topolino appare in edicola nel 1932 Topolino - ma che impone il fumetto come uno dei luoghi privilegiati della cultura di massa (assieme alle riviste illustrate e alla stampa sportiva).

Lo scarto radicale vi sarà nel 1938, ma anche da quel momento in avanti non si può parlare di censura pura e semplice. Ché, giusto il titolo, se i comics americani cominceranno ad avere vita dura in Italia, un’eccezione verrà fatta per Walt Disney, segnatamente per le vicende legate al topo più famoso della storia.

La leggenda vuole che Mussolini in persona si fosse opposto all’idea di sopprimere Topolino. Cosa non semplice, marcandosi con gli anni una distanza sempre più netta fra l’ideologia fascista e certe istanze roosveltiane adombrate nel fumetto. Ma anche Gentile, e Ciano, non convergono del tutto con l’acribia censoria del Minculpop, un po’ come accadeva con il bigotto ostracismo verso il jazz e i gialli (il pericolo di innamorarsi di un gangster…). A un passo dalla dichiarazione di guerra degli Stati Uniti, la situazione precipita. La cosa curiosa è con Badoglio il bando verrà confermato. Non ne raccontiamo lo svolgimento, perché il libro merita una lettura completa: si potrà scoprire come persino le vicende private, familiari dei gerarchi potranno influenzare le sorti di questo scontro.

Autori: Leonardo Gori, Sergio Lama e Fabio Gadducci

Titolo: Eccetto Topolino (Lo scontro culturale tra Fascismo e Fumetti)

Editore: Nicola Pesce editore

Pagine: 432

Prezzo: Euro 35

Carlo Azeglio Ciampi. Il “domani possibile”

scritto da Alessandra Stoppini il 23 gennaio 2012

a-un-giovane-italianoNel saggio A un giovane italiano (Rizzoli 2012) di Carlo Azeglio Ciampi, sotto forma di lettera, il Presidente Emerito così si rivolge a un giovane “sconosciuto destinatario” degli anni 2000: “Desidero invitarti ad aguzzare lo sguardo, lo sguardo acuto dell’intelletto e del cuore, affinché tu non perda di vista il segno di quella strada che tu stesso dovrai provvedere a tracciare, senza superbia, ma senza troppi timori”.  Un’efficace lezione di etica civile per i ventenni di oggi che vedono il loro domani precario, “derubato del futuro” e senza punti di riferimento, scritto da un uomo di 91 anni “sono nato nel 1920″ forte della sua lunga esperienza di vita che invita a non scoraggiarsi.

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Le volpi vengono di notte

22 febbraio, 2012