Ritratto di donna in cremisi. L’amore a fine Ottocento

Alessandra Stoppini

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ritrattodidonne-incremisiNella prima scena di “Ritratto di donna in cremisi” di Simona Ahrnstedt (Sperling & Kupfer), la protagonista “Beatrice Lowenstrom scese dalla carrozza. L’aria era gelida e il freddo della strada le si insinuò dentro le scarpe nuove”.

Stoccolma. Teatro dell’Opera, dicembre 1880.

La diciottenne Beatrice “dalla chioma color del fuoco” insieme allo zio Wilhelm e ai cugini Edwin e Sofia stava per assistere alla rappresentazione dell’Aida di Giuseppe Verdi “un’opera di grande successo”. Nel foyer del teatro sfavillante di luci e brulicante di spettatori donne eleganti e signori dalle basette brizzolate, giovani in marsina o in abito scuro e famiglie dell’alta società”, Beatrice si scontrò casualmente con un uomo slanciato e dalle spalle possenti che possedeva un paio di occhi grigi e intelligenti”. Questo incontro/scontro accidentale sarebbe stato l’inizio di una grande storia d’amore contrastata e proibita, perché la giovane donna essendo orfana era stata destinata dal suo tutore e zio che detestava “le femmine che si mettevano in mostra” a un matrimonio di convenienza con il depravato conte Rosenschiold che possedeva “occhi chiari e freddi come il sole d’inverno”. Quante volte il norvegese Seth Hammerstaal e Beatrice Lowenstrom nel segreto dei lori cuori si saranno detti addio? Innumerevoli. “Il dolore al petto sembrava una ferita aperta”, ma il vero amore si sa alla fine trionfa sempre. “Lo seguì senza dire una parola, con lo sguardo fisso a terra e il cuore che le martellava nel petto”.

Simona Ahrnstdt con il suo primo romanzo Overenskommelser centra il bersaglio ambientando nel freddo della sua terra natale, la Svezia, un melò che entusiasmerà anche le lettrici più scettiche che perderanno la testa per il protagonista maschile, lo scapolo più appetibile sul mercato di Stoccolma, conteso dalle giovani vergini appartenenti alla borghesia industriale o alla nobiltà scandinava, le quali sceglievano le loro splendide mise presso l’atelier di Augusta Lundin “la sarta più ricercata della città”. Seth appare come una versione moderna e riveduta di Mr. Darcy di Pride and Prejudice tant’è vero che l’autrice pone l‘incipit del celebre romanzo di Jane Austen all’inizio del volume. “Ë cosa nota e universalmente riconosciuta che uno scapolo in possesso di un solido patrimonio debba essere in cerca di moglie”. Seth “un uomo che si fidava troppo delle proprie sensazioni” scaltro self made man si stupiva di come l’incontro con Beatrice “una ragazza fuori del comune” diversa dalle altre giovani che assomigliavano “a animali addomesticati” lo avesse cambiato per sempre. Beatrice la donna del destino, aveva ereditato l’intelligenza dalla nonna paterna e aveva vissuto fino a 14 anni con il padre un professore dalle idee liberali. Seth Hammerstaal “capitalista spregiudicato” perse il cuore e la testa per Beatrice dal temperamento d’acciaio e dalla chioma “che risplendeva come foglie d’acero d’autunno”. Anche Beatrice, suo malgrado, comprese che la vita senza Seth non valeva la pena d’esser vissuta. Dedicata alle lettrici più romantiche la pagina dove i protagonisti si baciano per la prima volta. “Quel bacio, forse il più casto che avesse mai dato, lo stava facendo impazzire di desiderio”.

Allora… intrighi, tormenti, passioni saranno il fil rouge di un libro che è difficile da abbandonare finché non si è arrivati all’ultima pagina. Sotto il regno di Oscar II si susseguivano picnic invernali al crepuscolo accanto a una pista di pattinaggio, dove giovani bellissime avvolte in morbide pellicce piroettavano tra i ghiacci. Lussuosi balli a Palazzo Reale, sontuose feste di fidanzamento in romantici castelli, ricevimenti con ostriche e champagne e un matrimonio da favola ambientato in una tenuta di campagna immersa in un “bosco di fiaba dove laghi, stagni e fiumi scintillavano ovunque si posasse lo sguardo e migliaia di fiori bianchi risplendevano in mezzo al muschio verde”. L’autrice con questo romanzo, che ha ottenuto un enorme successo in Svezia, ci mostra come si viveva e come si amava alla fine dell’Ottocento nei climi freddi della Scandinavia, dove il sole d’estate non sembra tramontare mai, mentre d’inverno il buio precoce non è in grado di nascondere il vivido bagliore della neve. Aveva nevicato, Stoccolma era ricoperta da un manto bianco e i bambini scendevano dai poggi sugli slittini”.

Simona Ahrnstedt è laureata in psicologia e lavora come terapista cognitivo – comportamentale. Vive nei dintorni di Stoccolma con il marito e i figli.

Autore: Simona Ahrnstedt
Traduzione di Roberta Nerito
Titolo: Ritratto di donna in cremisi
Editore: Sperling & Kupfer
Anno di pubblicazione: 2011
Prezzo: 19,90 euro
Pagine: 433

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Alessandra Stoppini

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