“Eva”, un amore a Roma. L’ultimo di Montefoschi

Alessandra Stoppini

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di-giorgio-montefoschiEva” (Rizzoli, 2011) di Giorgio Montefoschi, è “la protagonista del mio ultimo romanzo una giovane donna di 40 anni che è contesa tra l’amore di due uomini: suo marito e il suo amante”.

Con questa frase pronunciata durante una breve intervista televisiva uno dei maggiori scrittori italiani ha sintetizzato la trama del libro che ripercorre i temi da sempre cari a quest’autore dallo stile essenziale.

Era il primo pomeriggio di un giovedì della metà di giugno. Scendendo obliquo attraverso le stecche della persiana, un raggio di sole lambiva una ciocca di capelli neri, la fronte distesa, il profilo diritto del naso”. Giovanni dà voce alla sua relazione clandestina con Eva sotto il cielo di un’estate romana colma di sole e di promesse. “Così, la carezzai: le carezzai la nuca, la schiena, la pelle tesa dei fianchi. E pian piano, si abbandonò”. L’uomo ricorda la sera estiva dell’anno precedente quando aveva rivisto Eva al Circolo Canottieri Roma, i suoi orecchini turchesi, il fascino di un suo gesto. Da quell’istante era iniziato tutto, compresa “quell’euforia incosciente” che è il prologo all’amore, alla passione e alla sensualità. “Sul collo, sul petto, sul ventre conservava un profumo dolce e aspro: le labbra erano fresche, benché non avesse bevuto”. Quando Eva decide di lasciare suo marito Fabrizio per vivere fuori dall’ombra il suo rapporto con Giovanni, la serenità è breve perché la grave malattia di Fabrizio pone Eva di fronte a una scelta che si rende dolorosamente necessaria. Il vincitore però alla fine sembra essere il destino che si diverte a sparigliare le carte. Commuove la fine del libro che contiene una nota di speranza avvolta dai fiocchi di neve di un dicembre nell’Abbazia di Novacella, frazione del Comune di Varna vicino a Bressanone. “Perché noi non siamo soli; mai. Dio ci insegue, ci ama… E, anche se non ce ne accorgiamo, bussa instancabilmente alla nostra porta… “.

In questo romanzo l’autore romano pone ancora una volta al centro della storia la descrizione analitica e scientifica di un amore. “Eravamo felici: non potevano nascondercelo”. La protagonista che sembra essere una donna superficiale, mostrerà tutta la sua grandezza d’animo rivelandosi la parte forte di un triangolo nel quale i due uomini, per egoismo e senso del possesso, se la contendono in un gioco pericoloso nel quale alla fine nessuno esce vittorioso. In questo libro di rara intensità e spessore lo scrittore e critico letterario lascia descrivere le sensazioni e i sentimenti dei personaggi attraverso un dettaglio, un oggetto, un libro, un abito perché l’intento principale dell’autore è di essere muto testimone dello svolgersi dei fatti. Tutto ciò che è sottotraccia, inespresso, sospeso è il segreto della magia dei romanzi di Montefoschi nei quali il tempo scandito dall’alternarsi delle stagioni, dal ticchettio di orologio assume un’importanza fondamentale. “Attraversando Villa Borghese, al Pincio, davanti allo spettacolo struggente della città toccata dal morbido sole dell’autunno, ci tenevamo la mano”.

Pochi scrittori contemporanei sanno fare notare l’incanto che solo una città come Roma sa mostrare dall’umbertino quartiere Prati, al Flaminio, a Ponte Milvio, al centro storico in una sorta di tour dell’Urbe cominciando dalle abitazioni dei protagonisti. Giovanni vive in una casa situata presso il Lungotevere della Vittoria da dove si possono scorgere al chiarore lunare i pini di Villa Balestra certamente un omaggio di Montefoschi ad Alberto Moravia che visse al civico n. 1 affacciato sul Tevere per quasi trent’anni. Eva vive al quartiere Parioli in una casa borghese in via Denza, una delle zone più eleganti ed esclusive di Roma, dalle cui finestre Giovanni guarda la terrazza dell’Albergo degli Aranci nascosta da un groviglio di rami.

Chi è nato e cresciuto ai Parioli o frequenta spesso il quartiere, si emoziona leggendo che Eva e Giovanni durante la breve stagione del loro amore sostano insieme nei tavolini del bar Il Cigno di Viale Parioli, cenano da Celestina, prendono il caffè del mattino all’Hungaria di Piazza Euclide mentre le vetrine della storica Libreria Manzoni di Viale Parioli sono testimoni del turbamento di Eva che si trova in compagnia di Fabrizio. Non può mancare Villa Borghese con i suoi viali spaziosi, il Parco dei Daini “pieno di bambini”, il Pincio, la Galleria Borghese, il Giardino del Lago, e Piazza di Siena. “… ci bastava respirare nell’aria rarefatta l’ultimo odore dell’erba, quello umido delle siepi, quello della legna secca che i giardinieri del parco bruciavano in un lontano falò”. Il cielo di Roma visto attraverso lo sguardo di Giorgio Montefoschi possiede quel fascino particolare che si ritrova nel dipinto Valle Giulia (1921) di Giacomo Balla recentemente esposto alla GNAM di Roma.(1) Una Roma metafisica, piena di luce, senza tempo, ancora più eterna. “Aveva portato grosse nuvole nere, nella notte, il vento, nel cielo di Roma; e la pioggia”.

(1) Le storie dell’Arte. Grandi Nuclei d’Arte Moderna II. 24 giugno – 23 ottobre 2011. Galleria Nazionale d’Arte

Moderna. Viale delle Belle Arti 131.

Giorgio Montefoschi è nato a Roma nel 1946. È autore di quindici romanzi. Tra i suoi libri ricordiamo: La casa del padre (1994) Premio Strega, Il segreto dell’eterna felicità (2001), La sposa (2003) Premio Mondello, L’idea di perderti (2006) e Le due ragazze con gli occhi verdi (2010).

Autore: Giorgio Montefoschi
Titolo: Eva
Editore: Rizzoli
Anno di pubblicazione: 2011
Prezzo: 18,50 Euro
Pagine: 275

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Alessandra Stoppini

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