Una frase tratta da una delle tante missive contenute ne “L‘ultima lettera d’amore” (Elliot 2011) di Jojo Moyes, traduzione di Anna Tagliavini, dice “La mia sola possibilità di sopravvivere è andare dove non potrò vederti mai più, dove non sarò più ossessionato dall’eventualità di vederti in sua compagnia”.
Archiviomaggio, 2011
Quando si ama
Generosity: la felicità è volontà, dono o gene ereditario?
Libreria Fandango Incontro. Intervista a Vincenzo Gallico
Nel rione Campo Marzio a Roma il settecentesco Palazzo Incontro nel 2007, dopo anni di abbandono e di disinteresse, grazie all’Amministrazione Provinciale di Roma è diventato sede di iniziative culturali, artistiche, sociali e istituzionali di carattere nazionale e internazionale. Dal dicembre del 2010 Palazzo Incontro è stato rinnovato diventando anche Fandango Incontro, dopo i lavori di adeguamento e manutenzione realizzati da Civita e Fandango in collaborazione con la Provincia di Roma.
Ricordo di Anna Paola Spadoni
“Ricordo di Anna Paola Spadoni” è un romanzo del 1969. Fu pubblicato da Rizzoli, ed era il secondo libro di Giuseppe Mazzaglia, scrittore ottantacinquenne, siciliano. Torna ora nelle edizioni Isbn in una bella collana, “Novecento italiano”, curata da Guido Davico Bonino proprio allo scopo di riscoprire opere dimenticate o trascurate del secolo passato.
La ballata della donna ertana
“Questa è la storia di una donna che dalla vita non aveva avuto niente, peggio, la sorte le aveva nascosto la luna e distrutto la famiglia come fosse niente.” Questa la prima strofa dell’ultimo libro di Mauro Corona, “La ballata della donna ertana” (Mondadori, 2011) e parlar di strofa non è certo a caso in quanto il libro altro non è che una lunga poesia dedicato al gentil sesso. Cosa assai strana per Corona che delle donne fino ad oggi ci aveva sempre dato una sua visione dura e non certo gratificante per loro.
Il linguaggio segreto dei fiori. Parla Vanessa Diffenbaugh
A cosa serve il filo a piombo? Paolo Nori ce lo spiega
Yasmine Ghata, la bambina che imparò a non parlare
“La bambina che imparò a non parlare” (Del Vecchio) di Yasmine Ghata, non è semplicemente un libro sul silenzio. È il luogo dove l’autrice riesce a esprimere la sua voce interiore. È il momento in cui si libera dal mutismo, dalla segreta osservazione del mondo circostante, per permettere a noi, lettori, di entrare nel suo mondo, nel cerchio segreto dei suoi pensieri di bambina. Madre poetessa, padre deceduto: così si presenta Yasmine Ghata.
Vendetta e riscatto di Edmond
Autobiografia di E. Kusturica
Su Emir Kusturica, di cui Feltrinelli traduce ora l’autobiografia “Dove sono in questa storia“, si è esercitato il solito vizietto banalmente acritico di incensare un autore fino a dichiararlo il migliore del mondo (successe ai tempi di Underground, che rivisto oggi, pur restando un film in certi momenti straordinario, mostra qualche pesantezza di troppo) per poi liquidarlo come un regista di second’ordine.
Volevo essere una gatta morta. Esordio di Chiara Moscardelli
Marianna Ucria in versione audiolibro
Piera Degli Esposti legge La Lunga vita di Marianna Ucria di Dacia Maraini (Emons Audiolibri 2011), uno dei romanzi più espressivi di una tra le maggiori scrittrici italiane contemporanee. “Un padre e una figlia eccoli lì: lui biondo, bello, sorridente, lei goffa, lentigginosa, spaventata. Lui elegante e trasandato… lei chiusa dentro un corsetto amaranto…”.
101 motivi per cui le donne preferiscono gli stronzi
La leggenda del morto contento
Una storia di padri e figli, di colpevoli e di innocenti, di giustizia e di mala giustizia, di meteorologia che alle volte tira brutti scherzi, quella che Andrea Vitali racconta nel suo ultimo libro “La leggenda del morto contento” (Garzanti, 2011). Un libro che si differenzia dagli altri precedenti per una sorta di pessimismo interiore mai dimostratosi fino ad oggi. Sì perché qui Vitali parla della vita che talvolta per qualcuno gira proprio in senso sbagliato e non c’è proprio niente da fare fino al rassegnarsi alla propria fine.
L’estrema funzione degli anni ‘70
“Le figlie perdute della Cina” e i cuori infranti di Xinran
Mai amato abbastanza
“Non parlate al conducente”: poesie di Massimiliano Coccia
Parlare di poesia nella società di oggi è impresa ardua, ancora di più se si decide di parlarne attraverso la poesia stessa. “Non parlate al conducente“ (Perrone, 2011) di Massimiliano Coccia prova ad assumersi questo che, a conti fatti, diventa, per l’autore, un vero e proprio compito. Questa scelta, consapevole e “ragionata”, non lascia spazi ad inutili orpelli. Tutto è giocato sul piano lirico: persino l’epifania di luoghi e amori e sogni riconsegna al poeta le chiavi della realtà circostante.
Volta la carta a L’Aquila: cinque giornate dedicate ai libri
A l’Aquila presso la Cartiera del Vetoio da mercoledì 25 a domenica 29 maggio si svolgerà la manifestazione Volta la carta - libri e non solo, cinque giornate di approfondimenti, tavole rotonde, presentazioni di libri con la partecipazione degli autori, conferenze, reading, musica dal vivo e pittura. Con un’area espositiva di circa 300 mq, nei locali dell’antica cartiera del XV secolo, si trovano gli stand di svariate case editrici indipendenti che fanno da cornice agli appuntamenti in programma.
Togliamo il disturbo
“Togliamo il disturbo” di Paola Mastrocola (Guanda, 2011). “Siamo sicuri che serva andare a scuola? Ditemi se devo ancora insegnare certe cose o meno. Forse tutti in Italia hanno deciso che non è più utile insegnare e si sono dimenticati di dirmelo ed io continuo a fare una cosa che non interessa più nessuno e quindi è bene che smetta“. E’ lo sfogo e la provocazione lanciati da un’insegnante che, al pari di tanti altri, ama e crede nel proprio lavoro.























