Bella Napoli

Maria Cristina Famiglietti

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bella-napoli-morettiLo avevamo lasciato alle prese con i ricordi sparsi del polifonico romanzo. Uno, doje, tre e quattro e lo ritroviamo di nuovo nella sua città, Napoli, che lui, Vincenzo Moretti, ci regala come visione urbana dalle mille sfaccettature, odori, suoni nel nuovo romanzo “Bella Napoli” (Ediesse, 2011).

Storie di lavoro, di passione e di rispetto; in questa nuova avventura narrativa è solo, autore e conduttore di storie di lavoratori, di gente la cui vita viene raccontata con semplicità attraverso l’esperienza dura e malferma del lavoro.

Precario, incerto, conquistato con lotte e sacrifici il lavoro e Napoli, in questo romanzo, escono dal luogo comune del binomio ossimorico e diventano realtà: una realtà raccontata con precisione e rispetto, perché i protagonisti non sono soggetti da canovaccio, ma figure che hanno vissuto davvero. Ed è proprio in questo spaccato di vita che Moretti fotografa gli episodi con i quali suddivide lo spazio del libro; piccole storie di gente comune, che formano la storia grande degli ultimi anni del nostro paese. Moretti decide di parlare di lavoro, di dignità sociale, di allarme precarietà, tutti temi attuali e scottanti, difficili, odiati dai emdia eprchè scottanti, trattati con le pinze e relegati a trafiletti.

Non è un romanzo denuncia, perché i toni sono pacati, ma nel realismo delle storie raccontate non si può non intravedere la luce della verità; dal racconto degli ultimi (che Verga ci ha insegnato a considerare primi perché portatori di valori e giustizia), si districa una rete di relazioni, di ricordi di famiglia, una rete di strade che dallo scenario napoletano ci portano lungo strade più grandi alla scoperta di una prosa che si colora d’ironia quasi shakespeariana per tracciare modelli di riflessione per tutti noi lettori.

Nulla saremmo senza un lettore, nulla saremmo senza uno scrittore che ci sporna a riflettere staccando gli occhi dalle pagine bianche e nere, senza una spinta interiore che ci porta fuori dalle nostre vite chiuse, aprendo le porte su un mondo pieno di persone che sono pronte ad ascoltare la nostra voce.

Vincenzo Moretti, sociologo, dirige la sezione Società, culture e innovazione della Fondazione Giuseppe di Vittorio e insegna Sociologia dell’organizzazione all’Università di Salerno. Tra i volumi pubblicati con Ediesse ricordiamo: Uno, doje, tre e quattro (2010), Enakapata (2009) e il Dizionario del pensiero organizzato (2008), giunto alla terza edizione. E’ autore delle rubriche Che Senso che fa su «Il Mese di rassegna Sindacale» e Della Leggerezza su «Nòva 100 Il sole 24 Ore».

Autore: Vincenzo Moretti
Titolo: Bella Napoli. Storie di lavoro, di passione e di rispetto
Editore: Ediesse
Anno di pubblicazione: 2011
Prezzo: 10 euro
Pagine: 225

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