Il grande libro dei Peanuts. Piccoli eroi di Charles Schultz

Alessandra Stoppini

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grande-libro-dei-peanutsIl grande libro dei Peanuts (B.C. Dalai editore) di Charles M. Schultz contiene, in centinaia di tavole a colori e b/n, la raccolta integrale delle vignette dei Peanuts, nati dalla mente fervida del grande fumettista statunitense.

L’ottavo volume che raccoglie le strisce realizzate da Schultz dal 1970 fino al 1979, come i precedenti, si può considerare un album dei ricordi delle vignette più famose e amate al mondo. Le avventure di Charlie Brown e compagni quest’anno hanno festeggiato sessanta candeline e ancora oggi allietano e fanno sorridere grandi e piccini. Il successo dei Peanuts (letteralmente noccioline) nati come tavola domenicale a fumetti comparsa nel giornale della città natale di Schultz, il St. Paul Pioneer Press, dal 1947 al 1950, è rimasto costante nel tempo. I piccoli eroi di Charles Monroe capitanati dal timido e perdente Charlie Brown, le loro frasi a effetto, i loro ragionamenti essenziali e lapidari non invecchiano, restano sempre straordinariamente attuali.

Charlie Brown “il bambino dalla testa rotonda” dall’immancabile maglietta gialla con greca nera è l’alter ego di Schultz. Testardo, onesto, sfortunato giocatore di baseball nel ruolo di lanciatore, si ostina a far volare il suo aquilone, che immancabilmente va a finire su un albero. Charlie politically correct ama senza speranza “la ragazzina dai capelli rossi” ma da lontano, perché il bambino non ha mai trovato il coraggio di avvicinarsi a lei. Charlie subisce molti torti ma non si arrende, perché intorno a lui ci sono molti amici fedeli. Lucy Van Pelt è una cinica, bisbetica dittatrice e psicanalista in erba. Con 5 cent la ragazzina liquida con una fulminante battuta il paziente che ha la sventura di farsi psicanalizzare da lei. Lucy come tutti i dittatori ha un tallone d’Achille: Schroeder. Il piccolo pianista non la degna di uno sguardo e Lucy si vendica tiranneggiando il fratellino Linus o togliendo all’incauto Charlie all’ultimo secondo il pallone da football americano che egli sta per calciare. Linus il più caro amico di Charlie Brown ha imparato a estraniarsi dal mondo che lo circonda succhiandosi il pollice e accompagnandosi alla sua fedele coperta senza la quale non può vivere. Snoopy è un bracchetto (beagle) proveniente dall’Allevamento della Quercia, che dorme e medita sul tetto della sua cuccia, posta nel giardino di Charlie Brown. Essendo un cane non parla ma pensa moltissimo, l’unico che è capace di capirlo è lo stralunato uccellino Woodstock.

Mai si dovrà commettere l’errore di considerare Charlie Brown come il padrone di Snoopy. Ciò vorrebbe significare che non si è compreso nulla di questo geniale bracchetto. Snoopy è uno spirito libero, filosofo, scrittore “era una notte buia e tempestosa”, lento lettore di Guerra e Pace. Egli è inoltre un collezionista d’arte e giocatore di biliardo, perché la sua cuccia è molto capiente, strano ma vero… Il simpatico Snoopy è un provetto boxeur, peccato però che non possa partecipare ai campionati mondiali di boxe a Petaluma, perché essendo un cane non è dotato di pollice “c’è timore e tremore stasera a Petaluma”. “Il più buffo bambino con il nasone che abbia mai visto” come lo definisce Piperita Patty non tollera i gatti e in modo particolare “lo stupido gatto dei vicini”, Snoopy ama la pizza e il gelato “mi sembra di sentire un biscotto al cioccolato che mi chiama…”. Autentico rubacuori il 14 febbraio, giorno di San Valentino, riceve innumerevoli “valentine” dalle sue tante ammiratrici “sono innamorato! E’ l’inizio di un altro tragico idillio”, con grande rabbia di Charlie Brown “non lo sopporto, non lo sopporto proprio…”. A Snoopy, inoltre, piace assumere l’aspetto di molti personaggi quali Joe Cool (Joe Falchetto) studente sfaticato di college con occhiali da sole “che tira tardi lumando le pupe”, “l’asso della prima guerra mondiale” con indosso sciarpa e occhialoni. Egli in quest’occasione vola a bordo del suo Sopwith Camel, alias la sua cuccia, combattendo il Barone Rosso temibile avversario che non esita a sparargli addosso come rivelano i fori di proiettile nella cuccia. Il prode pilota trova anche il tempo di flirtare con la camerierina Marcie “la villanella francese”.

Piperita Patty vero nome di Patricia Reichardt, maschiaccio e capitano della squadra di baseball che incontra quella di Charlie per sconfiggerla regolarmente. Solo il padre di Patricia sa che sua figlia è “una perla rara”. Marcie Johnson amica e compagna di classe di Piperita Patty. Si sono conosciute durante un campo estivo ed è per questo che Marcie chiama Piperita con l’appellativo di capo “e piantala di chiamarmi capo!” ,“Si signora…”. Entrambe hanno una cotta senza speranza per Charlie Brown. Frieda dotata di riccioli naturali e Pig Pen perennemente circondato da un alone di sporcizia così radicato in lui che l’unica volta che si presenta pulito a una festa nessuno lo riconosce.

Tutti questi personaggi rappresentano i vizi e le virtù di ciascuno di noi, le nostre debolezze, illusioni, piccoli e grandi drammi. Schulz nel disegnare le sue creature compì una sottile critica sociale nei confronti della società americana “nessuno capisce la mia generazione!” e nel corso di cinquant’anni di onorata carriera spaziò su tutti i temi anche riguardo alla guerra in Vietnam. Quando nel 2000 il disegnatore è venuto a mancare, la banda dei Peanuts è rimasta orfana. “Ho raggiunto il sogno della mia infanzia” ha scritto nell’ultima lettera ai suoi lettori. Charlie Brown, Linus, Snoopy, Pig Pen e Lucy sono stati adottati da milioni di fan di tutto il mondo che adorano le perle di saggezza di questi teneri protagonisti. È la grande magia che un uomo timido e geniale come Charles Monroe Schultz ci ha lasciato in eredità.

È una bella sera d’estate. Ricordo quelle sere d’estate, tanti anni fa all’Allevamento della Quercia. Sedevamo in circolo e cantavamo mentre qualcuno suonava un banjo. In realtà, non è vero. Nessuno sapeva suonare il banjo, e non cantavamo proprio. Ululavamo solo un bel po’!”

Charles Monroe Schultz è nato a Saint Paul nel Minnesota il 26 novembre 1922 ed è morto a Santa Rosa in California il 12 febbraio 2000. La sua prima striscia a fumetti con cadenza regolare fu pubblicata nel 1947 dallo St. Paul Pioneer Press e s’intitolava Li’l Folks (Personcine). Anche il Saturday Evening Post accettò di pubblicare alcune vignette dei Li’l Folks. In queste strisce apparve per la prima volta Charlie Brown così come un cane somigliante a Snoopy. Nel 1950 Schultz propose i suoi lavori alla United Feature Syndacate e i Peanuts furono pubblicati per la prima volta il 2 ottobre 1950. Per cinquant’anni il disegnatore di fumetti, puntuale e metodico si è seduto al suo tavolo di lavoro. Ricordiamo che i Peanuts hanno avuto 355 milioni di lettori in 75 paesi, traduzione delle strip in 21 lingue, 266 quotidiani che hanno pubblicato le storie di Charlie Brown e compagni. Un anno prima di morire Schultz annunciò il suo ritiro per malattia e il 3 gennaio del 2000 è stata pubblicata la sua ultima striscia.

L’allora presidente statunitense Bill Clinton dichiarò in un comunicato ufficialepersonaggi creati da Charles Schultz non sono semplici icone che durano nel tempo. Charlie Brown, Linus, Snoopy, Pig Pen e Lucy hanno insegnato un po’ di più a tutti noi che cosa ci rende umani”. Il quotidiano londinese The Times l’ha ricordato il 14 febbraio del 2000 con un necrologio che terminava con questa frase “Charles Schulz lascia una moglie, due figli, tre figlie e un piccolo bambino dalla testa rotonda con uno straordinario cane”.

Dal 2002 il museo a lui dedicato a Santa Rosa è aperto al pubblico.

Autore: Charles M. Schultz
Titolo: Il grande libro dei Peanuts. Le domenicali degli anni 70
Editore: Baldini Castoldi Dalai
Anno di pubblicazione: 2010
Prezzo: 42 euro
Pagine: 270

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Alessandra Stoppini

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