Com’è difficile amare

Alessandra Stoppini

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artedidimenticareUna “casa d’epoca” color lilla è la protagonista ne “L’arte di dimenticare” di Anita Nair (Guanda 2010) traduzione di Francesca Diano. Nell’India odierna a Bangalore nella casa vivono “tre donne di tre generazioni diverse”: Mira Giridhar perfetta “moglie aziendale” che scrive libri di cucina, Saro sua madre e l’anziana Lily, la nonna, che in gioventù è stata “un’attrice in film d’avanguardia”.

Mira si diverte a “misurare la buona salute delle due vecchie signore dal vetriolo che si scagliavano l’un l’altra”. Con loro il tredicenne Nikhil cerca di trovare un proprio spazio. Il capofamiglia Giri è “misteriosamente scomparso una domenica pomeriggio, in un perfetto giorno di settembre”. Mira è rimasta sola ma la vita deve inevitabile continuare con il fardello di ricominciare da capo, inventarsi una nuova esistenza.

Jak Krischnamamurthy è un docente universitario direttore del Dipartimento di biotecnologie nell’Università della Florida. Egli è rientrato in India dagli USA per prendersi cura della figlia Smiriti la quale è rimasta vittima di un grave incidente che l’ha resa invalida. Come padre non sa darsi pace per non essere stato in grado di proteggere sua figlia. Nonostante la sua professione di scienziato Jak “non ha capito che non c’è nulla che si può prevedere nella vita”.

I destini di Mira e Jak, complice il libro che il docente sta scrivendo sui cicloni, sono destinati a incontrarsi, perché come dice la frase del poeta William Blake posta all’inizio del romanzo “Oh, quale luogo è la terra dei sogni? Quali i suoi monti e quali i suoi torrenti?”.

Lesson in forgetting è la delicata, commovente storia di come l’amore possa rinnovare la vita a qualsiasi età.Ma che farai? Che farai adesso?” si domanda Mira quando il giorno dopo la scomparsa del marito si ritrova sola nel letto matrimoniale. A quante donne in ogni parte dell’universo è capitato di vivere un’esperienza così dolorosa? Dimenticare, quindi, diventa un’arte per sopravvivere, andare avanti anche quando tuo marito, il padre dei tuoi figli ti lascia nel PC una lettera come questa: “La nostra vita insieme per me era un peso… ho tentato, voglio che tu sappia che ho tentato ma non potevo vivere così. Abbiamo una sola vita da vivere ed io non posso sprecarla in questo modo”.

Anita Nair descrive in maniera efficace il senso di disorientamento che coglie Mira, i suoi dubbi e le sue illusioni perdute. La vita di Mira si incrocia con quella di Jak in pena per la sorte della figlia, per il “suo futuro pietrificato”. Il romanzo non è solo la storia di un rapporto maturo e consapevole tra un uomo e una donna, ma è anche cronaca del difficile e complesso rapporto genitori-figli. Mira un giorno dopo l’altro impara a sperare nuovamente nel domani, lei che finora si sentiva realizzata solo perché moglie di Giri. “La gioia va conquistata, la gioia va cercata”. Anche se un matrimonio finisce, non è detto che dietro l’angolo non ci sia qualcosa di nuovo e travolgente, perché ”quello che succederà in seguito nella nostra vita non si può sapere”.

Amore, solidarietà, speranza questi sono i temi dominanti del romanzo che rivela le tante contraddizioni e complessità della condizione femminile nell’India contemporanea in bilico tra modernità e contraddizione. “Nell’India tradizionale è raro che si arrivi a desiderare di far nascere una figlia femmina. In un paese che ha sempre considerato le donne esseri inferiori, queste sono molto più restie dei maschi a imporre se stesse e i loro diritti.” ha dichiarato Anita Nair. Nella sua casa lilla “inghirlandata di rampicanti” dove il giardino è in fiore, squittiscono gli scoiattoli e le api ronzano, una donna scopre dentro se stessa illimitate risorse che non credeva di possedere. “Una donna sola è una creatura poco maneggevole. Un comodino cui manca il gemello. Un guanto da forno scompagnato. Ci si arrangia, ma a dirla tutta non è cosa”.

Anita Nair vive a Bangalore in India. Ha esordito con la raccolta di racconti Il satiro della sotterranea, Racconti urbani e gotici. Nel 2001 ha pubblicato il suo primo romanzo Un uomo migliore. Nel 2002 Cuccette per signora si è imposto come uno dei maggiori best seller internazionali. In Italia sono usciti anche Padrona e amante e La mia magica India libro di fiabe per ragazzi.

Autore: Anita Nair
Titolo: L’arte di dimenticare
Editore: Guanda
Anno di pubblicazione: 2010
Prezzo: 18 euro
Pagine: 367

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Alessandra Stoppini

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