Il ladro di palline di vetro

palline-vetroOgni biglia racchiude una storia per Riccardo Paradisi che sin da bambino è, senza che gli altri lo sappiano, un ladro di palline di vetro: grazie a quei piccoli oggetti  tondeggianti egli osserva il mondo, da cui si sente incompreso,  e lo riempie incessantemente delle sue fantasie. Ma quelle biglie, che servono al Ladro di palline di vetro bambino per mettere uno schermo fra la sua natura e la vita reale, grazie ad un incontro che gli cambierà la vita, finiranno, crescendo, in un cassetto.

Ed è allora che il Ladro di palline di vetro finirà di essere il semplice scrutatore-creatore di vite altrui per assaporare cosa vuol dire vivere davvero e intensamente ogni attimo della propria esistenza. Fantasioso e spontaneo, ricco di Poesia ma al tempo stesso accattivante, il “Ladro d palline di vetro” (Albatros, 2010), primo romanzo di Valentina G. Levy, è un libro da leggere tutto d’un fiato.

Riccardo Paradisi anche da adulto è uno “Strano” nel senso di “Atipico”. Quando era bambino nascondeva un segreto che gli procurava grande esaltazione: rubava biglie. Ma in quel gesto, per il piccolo ladro che approfittava della distrazione degli amichetti o del negoziante di turno, “non si trattava solo dell’ebbrezza d’infrangere una regola o di compiere un atto proibito. A farlo tremare d’emozione era la paura che il suo segreto venisse scoperto e che il suo universo fittizio racchiuso in una pallina di vetro venisse rivelato al mondo, riducendosi immediatamente in frantumi”. Era in quell’universo parallelo che il ladro di palline di vetro aveva conosciuto personaggi come “il Mafioso”, la “Donna Cannone”, “la Cubana”.

Del resto “il ladro di palline di vetro aveva sempre considerato inutile e dannoso intromettersi nella vita degli altri. In generale preferiva osservare la gente da lontano, interagendo con essa solo per esigenze di vita quotidiana” anche se in apparenza egli poteva saper essere alquanto comunicativo ed educato. “Il ladro di palline di vetro era da sempre convinto di essere profondamente diverso da tutto il resto del mondo e incapace di stabilire relazioni con gli altri basate sulla reciproca comprensione. Il suo vero io viveva nascosto nell’ombra e quello che tutti conoscevano, quello che viveva ogni giorno la sua vita era un impostore. Un ottimo impostore.

Ma un incontro tutto da scoprire, quello con “lo zio d’America“, avrebbe cambiato ogni prospettiva: da quel momento in poi la  vita di Riccardo Paradisi non sarebbe più stata come prima, ma soprattutto giorno dopo giorno non sarebbe mai stata uguale a se stessa. Grazie a quell’esperienza, a quell’incontro illuminante, racchiudere la collezione di 108 biglie trasparenti e colorate nel cassetto della cameretta parve al ladro di palline di vetro, ormai ragazzo, la cosa più giusta da fare.

Ed ecco che il bambino atipico si trasforma in un ragazzo atipico, in un adulto che non si limita a creare avventure con la mente, ma che le vive. Riccardo Paradisi è un bohemien, uno che vive alla giornata e che traspone le sue mille avventure in giro per il mondo in musica, in poesia. Riccardo Paradisi è un artista nel senso più anticonformista del termine.

Il Ladro di palline di vetro” è un romanzo che appassiona e che nella sua apparente semplicità nasconde immensi significati che portano il lettore a scoprire la poesia, o meglio la magia che può racchiudersi in una biglia e per trasposizione nel mondo. Per arrivare a capire come “quel ladro di palline di vetro che c’è in ognuno di noi” possa trasformare sogni ed aspirazioni in realtà, in vita vissuta.

Valentina Gioia Levy è nata a Roma il 29 maggio 1979, si è laureata in Studi Orientali alla Facoltà di Lettere e Filosofia de “La Sapienza”. Vive e lavora a Parigi, nel settore dell’arte contemporanea, dove è approdata in seguito a una prima esperienza in ambito musicale come cantautrice. Il ladro di palline di vetro è il suo primo romanzo.

Titolo: Il ladro di palline di vetro
Autore: Valentina G. Levy
Pagine: 146
Editore: Albatros
Anno di Pubblicazione: 2010
Prezzo: 14,50 euro

1 thought on “Il ladro di palline di vetro

  1. Cara Valentina
    Forse non sarai brava come mi hai scritto tu a scrivere delle dediche, per fretta o altro, ma il tuo lavoro mi ha lasciato un bel segno, adesso che l’ho finito.
    Francamente,Il titolo e le prime pagine non mi avevano convinto,non capivo dove , come si dice, saresti andata a parare con il personaggio che si stava delineando in sottotraccia sommessamente….continuando ho creduto di trovarmi difronte ad una scrittura come ce ne sono tante, ma ad un tratto ho iniziato a desiderare di leggerlo e devo dire che alla fine mi hanno convinto anche le prime pagine che aveva trovato meno convincenti, Scusa il mio giudizio un po tranchant , ma ti sto scrivendo appena adesso che ho chiuso il libro..Domani è un altro giorno, magari, un altro giudizio..
    …ci sono dei momenti davvero alti, e poi, non so, il romanzo si è mescolato a quello che mi hai raccontato della tua vita in maniera davvero curiosa, fino a diventare un tutt’uno con l’immagine di te che avevi lasciato trasparire a parigi nella nostra interminabile chiaccherata…La biografia che conoscevo celata benissimo in sottotesto e l’invenzione è diventato un cocktail micidiale…E poi la figura disincantata di un ‘prototipo’ d’artista è davvero è efficace…difficilmnete non ci si puo riconoscere…il lato sfuggente delle cose dello sfuggire….
    brava, brava brava!!

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