“Sillabario dei tempi tristi” (Feltrinelli, 2009) di Ilvo Diamanti è un libro che non si nasconde dietro la maschera dell’ipocrisia mediatica, presentandosi, sin da subito, come una presa di coscienza lucida e illuminante su alcuni aspetti e avvenimenti che hanno coinvolto, sconvolto o anche solo incuriosito gli abitanti di questo strano e ambiguo paese chiamato Italia. L’autore, che collabora ormai da anni con il quotidiano “la Repubblica“, ha raccolto in questo libro i suoi interventi migliori, le sue diagnosi, le sue osservazioni.
Quel che ne vien fuori è una sorta di autoritratto attraverso fatti ed eventi della recente storia italiana. Fine osservatore di fenomeni sociali e politici, Diamanti organizza le sue riflessioni come fosse un “viaggiatore del suo tempo”: “Mappe”, “Atlanti” e “Bussole” diventano allora i nomi con i quali chiamare ragionamenti, analisi e impressioni di diversa grandezza e natura.
Il tutto realizzato con una finalità quasi terapeutica di presa di coscienza della realtà che ci circonda, per essere immune dalla tristezza e dalla desolazione propria di questo particolare periodo storico: “La tristezza non è un sentimento ostile. Ma può diventare un’amica preziosa, se la frequenti con prudenza e discrezione. Senza venirne travolto, più che coinvolto. Coltivata con misura. La tristezza. Mi aiuta a vivere. A essere meno triste“.
Trentasette interventi, in ordine alfabetico, che vanno dal problema ingigantito dell’insicurezza nazionale al delitto di Erba, dall’ampliamento della base americana di Vicenza alla nuova condizioni sociale dei professori italiani, fino ad arrivare all’analisi dello stretto rapporto che intercorre tra territorio e movimenti di centrodestra quali, esempio più lampante, la Lega Nord.
Attraverso uno stile semplice e coinciso, facendo uso di una scrittura paratattica, Diamanti riesce a fotografare molte delle anomalie, delle ambiguità, delle storture di questo paese perso e incosciente, riuscendo, il più delle volte, a mantenere la giusta distanza, quella utile, appunto, al fotografo per riportare su carta il proprio colpo d’occhio. “Sillabario dei tempi tristi” diventa, così, una lettura indispensabile per chiunque voglia osservare con occhi critici la realtà che ci circonda, servendosi, per dirla con le parole dell’autore di vere e proprie “bussole“.
Ilvo Diamanti è professore di Scienza politica e Sociologia politica all’Università di Urbino e insegna “Régimes politiques comparés” nel Master di Studi politici dell’Università di Parigi II-Assas. È responsabile scientifico di Demos & Pi, un istituto che cura indagini periodiche sulla società italiana. Dal 2001 collabora con il quotidiano “la Repubblica”. Tra le sue pubblicazioni: La Lega (Donzelli 1993), Il male del Nord (Donzelli 1996), Bianco, rosso, verde… e azzurro. Mappe e colori dell’Italia politica (Il Mulino 2003). ![]()
Autore: Ilvo Diamanti
Titolo: Sillabario dei tempi tristi
Editore: Feltrinelli
Anno di pubblicazione: 2009
Prezzo: 13,50 euro
Pagine: 156
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