Se Paul McCartney fosse morto?

Francesco Bove

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il-caso-del-doppio-beatleLa storia della musica rock ci insegna che i Beatles nel 1966 stanno per sciogliersi per vari motivi tra cui la “beatlemania” che li rende insoddisfatti durante le loro esibizioni live. Ma alla fine riescono a gestire la situazione, si chiudono negli studi di registrazione e tra il 1966 e il 1967 cambiano radicalmente il loro stile pubblicando nel 1967 Sgt. Pepper’s lonely Hearts Club Band, considerato da tutti il loro capolavoro.

Nel 1967 muore Brian Epstein che lascia tutto nelle mani dei Fab Four e Paul McCartney assume la guida del gruppo. Questa è la storia ufficiale. E se la verità fosse un’altra? Avete mai sentito parlare del PID? Il PID è una delle primi tesi complottiste all’interno del mondo del rock e, in breve, spiega che, in realtà, Paul McCartney sia morto nel 1966 a causa di un incidente stradale e che sia stato sostituito da un sosia, tale William Campbell, un ex poliziotto che, nei tratti somatici, ricorda il bassista dei Beatles.

Una leggenda del genere non meriterebbe nemmeno di essere menzionata per la sua assurdità ma Glauco Cartocci con il “Il caso del doppio beatle (Robin, 2009) è riuscito a decostruire tutte le parti della storia analizzandola con piglio critico e razionale.

Il testo di Cartocci è eccellente non solo perché è l’unico in italiano ad essere così completo e dettagliato sulla “morte” di McCartney ma perché, soprattutto, analizza minuziosamente tutti gli aspetti (e i messaggi nascosti) contenuti nei dischi dei Beatles da Abbey Road in poi (con piccole incursioni nel passato).

Quindi, anche se non si vuole assolutamente credere alle leggende metropolitane ma siete appassionati di musica, questo libro fa per voi. È molto bello scoprire come i Beatles giocavano con l’esoterismo e il grottesco disseminando indizi nelle canzoni, nelle copertine dei loro album, nei video e nelle interviste per alimentare la leggenda del PID giocando col nonsense e il mistero.

Cartocci, con piglio analitico, da scettico, dapprima raccoglie le diverse ipotesi relative alla leggenda PID passando in rassegna tutta la produzione discografica dei Beatles.

Nella seconda parte, racconta l’epoca storica in cui sorge la leggenda cercando di contestualizzare le vicende alla luce delle pubblicazioni, degli eventi e delle letture che possono aver condizionato i Beatles nella scrittura delle loro canzoni.

Nella terza parte, cerca di delineare tre possibili scenari tra assurdità conclarate e soluzioni terribilmente realistiche. La questione è sottoposta a continui aggiornamenti, nell’ultima parte, infatti, Cartocci raccoglie gli indizi più plausibili sparsi per la rete tra cui la sconvolgente analisi di “Wired” del 2009 ad opera di un’anatomopatologa e un informatico, esperti nel riconoscimento craniometrico.

Il PID resta uno dei giochi noir più avvincenti, affascinanti e longevi nella musica rock e Il caso del doppio beatle è un testo che nasce come giallo ma finisce per essere uno degli studi più completi sul lato prettamente non musicale dei Beatles.

Glauco Cartocci nato a Roma nel 1951, architetto, ha realizzato copertine e illustrazioni di numerosi testi di fantascienza. Batterista e chitarrista per hobby, è da sempre appassionato di rock in generale e, ovviamente, dei Beatles in particolare. Il caso del doppio Beatle è il suo primo libro.

Autore: Glauco Cartocci
Titolo: Il caso del doppio Beatle
Editore: Robin
Anno: 2009
Prezzo: 14 euro
Pagine: 384

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Francesco Bove

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